Seasons After Fall – Recensione PS4


Ci sono momenti in cui un videogiocatore vuole solo godersi qualcosa di bello e tranquillo, che gratifichi i sensi e doni un po’ di svago senza troppi grattacapi. Quando vedi per la prima volta Seasons After Fall, con il suo stile artisticamente ispirato e l’elegante volpe protagonista che scorrazza libera nella natura, pensi che sia proprio adatto al caso, quindi ti metti comodo, ti lasci incantare dall’atmosfera, scacci via le vibrazioni negative… e qualche ora dopo ti arriva a casa l’ambulanza chiamata dai vicini, perché i tuoi lamenti da esaurimento nervoso sono riecheggiati in tutto il quartiere. No, se è il relax che cercate, non lo troverete in questo gioco.

Seasons After Fall screenshot1

Ci troviamo in una foresta magica, in cui stanno accadendo cose strane. Una volpe, del tutto inconsapevole di ciò che l’aspetta, viene tirata in ballo in queste vicende da una misteriosa entità, che infonde in lei uno spirito e le ordina di recuperare quattro frammenti dagli altrettanti guardiani delle stagioni che li custodiscono, così da poter dare il via a un rituale. Qualcosa però andrà storto e l’avventura della rossa bestiola si rivelerà più lunga e tortuosa del previsto.

La trama di Seasons After Fall è di quelle volutamente ambigue, che lasciano molto alla fantasia del giocatore, ma leggendo tra le righe è abbastanza facile comprendere che tutto ruota attorno al tema del cambiamento. D’altronde il ciclo delle stagioni stesso, al centro di questo gioco, rappresenta la costante mutevolezza del mondo. Più precisamente viene evidenziato come la resistenza al cambiamento crei problemi e sofferenza, a differenza della capacità di adattarsi alle novità senza paura. Un bel messaggio (anche vagamente darwiniano se vogliamo), che viene appena sussurrato e risulta apprezzabile.

Al di là di questo, il consiglio principale che vi do per godere al meglio dell’aspetto narrativo del titolo è quello di trovare tutti e quattro i “sogni” della volpe: si tratta di luoghi in cui la nostra protagonista potrà addormentarsi e udire in sonno delle voci, che ci daranno indizi in più sulla storia. Inoltre sbloccarli tutti permette di accedere al vero finale del gioco. Il problema è che si tratta di un’impresa tutt’altro che semplice.

Seasons After Fall screenshot2

Seasons After Fall è fondamentalmente un puzzle-platform in 2D, che però sfrutta delle meccaniche molto particolari. La principale è sicuramente quella che consiste nel poter cambiare le stagioni a piacimento: con l’inverno potremo ghiacciare le acque di un lago per attraversarlo, con la primavera far crescere della vegetazione su sui saltare e così via. I ragazzi di Swing Swing Submarine sono stati particolarmente abili a rendere l’utilizzo di questo potere una costante del gameplay, senza farlo mai risultare banale o tedioso. Poi abbiamo la possibilità di far abbaiare la volpe, che è un modo originale per interagire con alcuni elementi dello scenario ed esserini che popolano il mondo di gioco, indispensabili per proseguire nell’avventura.

L’uso combinato di queste meccaniche ci consentirà di superare con successo le fasi platform e risolvere i rompicapi in cui ci imbatteremo. Quest’ultimi mi hanno piacevolmente stupito per la loro varietà e a volte complessità: vengono proposte continuamente nuove situazioni e il gioco non fornisce assolutamente alcun aiuto, lasciando tutto all’intuito del giocatore. Alle volte però questa scelta può rivelarsi frustrante, perché il level design alterna ottime soluzioni ad altre molto poco intuitive, che spesso conducono ad uno snervante backtracking, a cui si accompagna il problema di un leggero input lag che alle volte può risultare fatale, costringendoci a ripetere alcuni percorsi. Per fortuna andando avanti si potranno sbloccare dei punti di “viaggio rapido” che almeno renderanno la cosa un po’ meno sgradevole. Un consiglio fondamentale che posso darvi, è quello di dare molta importanza all’esplorazione e tenere sempre gli occhi ben aperti, perché alle volte la soluzione a ciò che vi blocca è ben nascosta, ma comunque più vicina di quanto pensiate.

Ad ogni modo il livello di sfida proposto mi ha sorpreso in maniera complessivamente positiva, anche perché si palesa del tutto soltanto da un certo punto in poi: nella prima parte si potrebbe avere l’errata percezione che il gioco sia tutto sommato abbastanza semplice e rilassante, ma col senno di poi è lecito pensare che si tratti solo di una sezione tutorial molto ben camuffata.

Seasons After Fall screenshot3

Uno dei pregi migliori del titolo risiede palesemente nel suo comparto artistico: il gioco è una gioia per gli occhi, e il fatto che tutti gli elementi a schermo siano disegnati a mano fa sì che ogni screenshot sia una piccola opera d’arte, tranquillamente incorniciabile se lo si volesse. Le splendide immagini inoltre sono accompagnate da una colonna sonora magnifica, che alterna armoniosamente melodie folk ad altre derivanti dalla musica classica, rendendo così l’avventura una piacevolissima esperienza sia visiva che uditiva.

Nella sua semplicità, anche gli aspetti tecnici si sono rivelati abbastanza curati, in particolare le animazioni. L’unico problema che ho riscontrato sono degli ingiustificabili cali di frame, che a volte tendono un po’ a guastare l’atmosfera, ma comunque non sono nulla di eccessivamente grave. Per il resto, non mi sono imbattuto in alcun tipo di difetto che impedisse il corretto proseguimento del gioco.

Vi segnalo infine che la versione italiana non gode di un doppiaggio, ma offre comunque dei sottotitoli ottimamente tradotti.

Seasons After Fall screenshot4

Seasons After Fall è un gioco bellissimo da vedere e sorprendentemente impegnativo da giocare, che però in diverse occasioni tende a diventare noioso a causa di un eccessivo backtracking e scelte di level design che sembrano voler rendere a tutti i costi la vita difficile ai giocatori. Se amate il genere in cui si colloca e siete particolarmente affascinati dal suo stile, comunque, si tratta di un piccolo gioiellino da avere nella vostra collezione.

Special thanks to Focus Home Interactive

PRO

  • Artisticamente bellissimo
  • Storia piacevole
  • Puzzle vari ed interessanti
  • Meccaniche non comuni

CONTRO

  • Backtracking eccessivo
  • Level design altalenante
  • Leggero input lag

[rwp-review id=”0″]

Final Fantasy XVI: parte lo sviluppo?

Bioware di nuovo al lavoro