The Legend of Zelda: A Link Between Worlds – Recensione


Nel 1986, un ragazzino vestito di pixel verdi giunse su NES portando con se il fantastico universo di Hyrule. Da quel giorno quello stesso ragazzino è cresciuto e tornato bambino, ha affrontato infiniti nuovi mondi senza mai allontanarsi da casa, ha salvato decine di principesse che portavano lo stesso nome forgiando una leggenda che ancora oggi fa battere i milioni di cuori degli appassionati.

The Legend of Zelda torna con un nuovo capitolo in esclusiva Nintendo 3DS: A Link Between Worlds, sequel diretto del meraviglioso A Link to the Past pubblicato nel lontano 1991.


a cura di GUYBRUSH89

ARCO, BOMBE, SCUDO…OK, PRESO TUTTO
La storia del titolo è ambientata 6 generazioni dopo A Link to the Past e spazia tra Hyrule e un “Mondo Oscuro”, in cui esiste una seconda versione della Triforza che il malvagio Ganon vuole usare per dominare il mondo. Per farlo avrà però bisogno del potere dei sette saggi di Hyrule che uno dopo l’altro verranno catturati da Yuga, suo fedele servitore. Il Dark World ricorda molto i primi capitoli di Zelda per NES ed è chiamato Lorule, che non si limiterà ad essere una sorta di specchio di Hyrule ma un mondo a sé stante con enigmi e dungeon studiati appositamente e governato dalla misteriosa principessa Hilda. 

Come da tradizione, Link verrà svegliato da un improvvisa emergenza e tramite una serie di fortuite coincidenze si troverà costretto a partire all’avventura per salvare Zelda, erede al trono di Hyrule.



La trama del titolo non si allontana molto da quella degli altri capitoli, ma il punto di forza della serie sta proprio nel reinventarsi partendo dagli elementi chiave che vengono trasformati e riproposti generando una formula nuova e accattivante. Ad una prima occhiata il gioco può sembrare un remake in 3D di A Link to the Past ma le novità introdotte cambiano il modo di vivere e giocare l’avventura. Persino la mappa, la medesima del vecchio episodio, viene però stravolta da una gestione più moderna e intuitiva. E’ possibile infatti scorrere la mappa nella sua interezza senza dover per forza passare da una zona all’altra con Link. Il trasporto da un luogo all’altro viene velocizzato da una simpatica streghetta che ci porterà presso uno qualsiasi dei galletti segnavento di salvataggio sbloccati. Infine avremo a disposizione 20 punzoni, disponibili in giallo, blu e rosso, per annotare sulla mappa qualsiasi punto di interesse e ritrovarlo con più facilità.
UN GAMEPLAY DA RISCOPRIRE
Il gameplay di Zelda non smette mai di stupirci. Al comando di Link saremo chiamati a girovagare nell’universo di gioco affrontando enigmi machiavellici, dungeon ed enormi boss che si contrapporranno tra noi e la relativa pietra o arma leggendaria da sbloccare. 



Il gioco ruota tutto intorno alla ricerca di un particolare strumento che ci permetta di raggiungere il dungeon successivo fino all’inevitabile scontro con Ganon. Rispetto ai suoi predecessori, questo titolo offre un’esperienza di gioco del tutto nuova, lasciando ancora più libertà di scelta su come progredire al giocatore. I gadget e gli strumenti necessari per l’avanzamento nell’avventura, che in precedenza venivano sbloccati pian piano proseguendo nella trama, sono ora disponibili dalle fase iniziale nella bottega del simpatico Lavio, un nuovo personaggio che dopo aver preso possesso della casa del protagonista inizierà ad affittare i suoi prodigiosi gadget quali Arco, Boomerang, Bombe, Arpione e tutta la mercanzia che in qualsiasi altro titolo avremmo ottenuto solo tramite ore di gioco e tanta fatica. 



Attenzione però, non è tutto ora ciò che luccica, infatti Lavio non vende ma affitta, questo vuol dire che non appena il nostro ultimo mezzocuore lascerà la barra vitale tutti gli strumenti affittati torneranno alla bottega e sarà necessario affittarli nuovamente spendendo grandi quantità di rupie.

Il set di rompicapi introdotto dal gioco è completamente nuovo e il giocatore affronterà dungeon con boss mai visti prima. Grazie ad un incidente provocato da Yuga, Link scoprirà di potersi muovere sui muri come se fosse un dipinto



Questa possibilità cambia completamente la prospettiva, permettendo di pensare in una nuova dimensione e risolvere rompicapi prima impensabili. Appiattendoci su qualsiasi superficie infatti potremo superare ostacoli e sfuggire alle grinfie di numerosi nemici. L’idea di per se può sembrare semplice ma si sposa perfettamente con le meccaniche di gioco e scoprirete presto che diventare dei graziosi scarabocchi su una parete può avere risvolti davvero innovativi. 
Siamo di fronte quindi ad un gioco che più che creare un “link to the past” spezza quella linearità che ha fatto la storia della leggenda di Zelda avvicinandosi ad un genere del tutto estraneo alla saga, l’open world, in cui è il giocatore a scegliere come proseguire e mai il contrario.
COMMENTO FINALE


La leggenda di Zelda è pronta per essere narrata nuovamente attraverso le esigenze dei giocatori moderni senza dimenticare quelli passati: la grande componente open world e le innovazioni apportate non fanno che sottolineare il forte accento che gli sviluppatori hanno posto sull’evoluzione di una saga che da oltre 20 anni continua a stupire giocatore di ogni età. Se da una parte il team di sviluppo si è spinto verso il futuro, dall’altra non ha certo disdegnato il passato proponendo la rivisitazione di uno dei capitoli più amati della serie. The Legend of Zelda: A Link Between Worlds è un ibrido, come da sottotitolo, a metà tra due mondi che racchiude il meglio della saga sfoderando uno dei migliori RPG disponibili su Nintendo 3DS. Un titolo davvero da non perdere e che non può mancare in nessuna collezione!

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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