Recensione Agents Of Mayhem

Copertina Agents Of Mayhem


Agents of Mayhem è un titolo non inquadrabile nelle classificazioni odierne del mercato videoludico. Si colloca in una specie di limbo: non una produzione indipendente ma nemmeno un titolo con tutti i crismi produttivi tipici delle produzioni tripla A; un’idea che prende qua e là dai trend che in questi anni hanno attraversato il mondo dei videogiochi coadiuvati in una realizzazione non troppo difficoltosa grazie alla natura di spin-off del titolo.

Supereroi e Supercattivi

Agents of Mayhem inizia dopo uno dei finali presenti nell’ultimo DLC uscito per Saints Row 4: Gat Out Of Hell: la terra viene ricreata e la sensualissima Persefone inizia a raggruppare eroi in una società chiamata M.A.Y.H.E.M (Multinational AgencY Hunting Evil Masterminds) per contrastare una malvagia alleanza chiamata L.E.G.I.O.NLeague of Evil Gentlemen Intent on Obliterating Nations) dando così il là alla trama non troppo seriosa del titolo.

Nel corso della storia si arriveranno a sbloccare ben dodici eroi diversi attraverso missioni dedicate alla caratteristiche singole di ognuno di loro, dall’immunologa Rama armata di arco e frecce al gigante ghiacciato Yeti direttamente dalla madre patria Russia; ogni personaggio è dotato di sue motivazioni armi e abilità uniche che formano all’interno dell’ecosistema di gioco il nocciolo vero e proprio del gameplay.

Agents Of Mayhem
L’hub di gioco si presenta in questo modo.

Qui risiede uno dei pregi di Agents of Mayhem, questi dodici eroi sono tutti la parodia sotto anfetamine di un qualche stereotipo proprio del retaggio culturale della nostra modernità e strapperanno più di una volta un sorriso al giocatore; i personaggi non hanno nessuna velleità seriosa, bensì essi sono dotati di pura carica comica e sono affiancati da una scrittura sempre sul pezzo. Non saranno rari i momenti in cui verranno citati social network dai nomi riconoscibili o discorsi sul proprio brand personale; ad un analisi non troppo attenta comunque si ha il sospetto (probabilmente non troppo infondato) che i personaggi del gioco siano in realtà provenienti da qualche hero shooter terminato a prima della pubblicazione e riutilizzati per l’occasione.

Tanti e tutti diversamente votati al bene comune

Ogni eroe possiede il suo set di abilità divise tra speciali, di movimento, abilità Mayhem e così via; ogni parametro potrà essere potenziato attraverso una schermata ad-hoc in grado di regalare alla personalizzazione una profondità piuttosto inusuale per un titolo di tale matrice arcade. Sarà possibile dotare ogni eroe di Gadget in grado di potenziare o modificare parzialmente le abilità, inoltre utilizzando un consumabile particolare sarà possibile intervenire sulle abilità in modo definitivo.

Agents of Mayhem rama
I nuovi personaggi vengono introdotti con bellissime cutscene animate

L’anima da gioco di ruolo non si ferma lì regalando ad ogni aumento di livello dei punti da spendere in perk e statistiche varie, divise tra personali e bonus di squadra. L’intero M.A.Y.H.E.M ha un suo hub dotato di livello di potenziamento con vantaggi annessi: arrivati infatti ad un determinato livello sarà possibile mandare in missione gli agenti non facenti parti del gruppo attivo controllato dal giocatore per portare a termine missioni in regioni lontane dalla Seoul futuristica dove si scorrazza.

La capitale coreana è il principale ambiente di gioco, vero e proprio playground per il gameplay che si sviluppa sia in senso sia verticale che orizzontale; ogni eroe è dotato di un triplo salto e di abilità di movimento in grado di aiutarlo nello scalare i palazzi, i danni da caduta sono assenti ed il realismo nella realizzazione della città è stato sacrificato sull’altare della giocabilità per rendere le scorrazzate in macchina la negazione stessa della frustrazione. Curiosa l’assenza della mini mappa, non obbligatoria data la presenza di un hub delle missione alla pressione di un tasto ma a volte avvertita per la sola curiosità del voler sapere dove diavolo si è finiti.

Agents of mayhem seoul
Seoul è un po’ anonima ma davvero divertente come playground

L’anima vera e propria di Agents of Mayhem ricalca quello che i Saints Row hanno presentato al pubblico prima di lui: un action di matrice free-roaming caciarone e divertente con meccaniche di shooting semplicistiche e tanto caos stiloso su schermo. Non sono presenti meccaniche di copertura di alcun tipo ed il gioco predilige un approccio non troppo ragionato. Grazie al sistema di controllo estremamente ben fatto sarà possibile padroneggiare il titolo in meno di dieci minuti, complice anche una mappatura dei comandi incredibilmente comoda su joypad e tastiera.

Sarà possibile portare sul campo soltanto un trio di eroi alla volta; essi sono intercambiabili tramite la semplice pressione di un tasto direzionale e andranno bilanciati per poter concludere senza troppe paturnie le missioni che di volta in volta accetteremo per proseguire nel corso del gioco. Il titolo presenta un interessante sistema di difficoltà variabile da scegliere all’interno dell’hub centrale che associa a nemici più tosti delle ricompense degne di tal nome: affrontando nemici fortissimi avremo infatti in premio quantità enormi di soldi ed esperienza.

Nonostante questa intuizione piuttosto felice il gameplay a causa di un design delle quest non troppo intelligente ogni tanto arranca e sfocia nella ripetitività. Svuotare i covi nemici, complici le mappe estremamente simili tra di loro, diventa molto presto tedioso e la presenza praticamente costante di fetch quest di varia natura non aiuta di molto il senso di noia che potrebbe arrivare in corpo se non si è giocatori smaliziati; il gioco si presenta come un vero e proprio parco giochi per completisti grazie alla quantità assolutamente incredibile di sbloccabili, collezionabili ma rischia di non fare altrettanta presa sul giocatore che è più guidato dalla storia.

Agents of Mayhem spacca (ma con riserva)

Quest’ultima infatti risulta sì molto simpatica e piuttosto divertente negli scambi verbali ma manca di un corrispettivo vero e proprio nel gameplay che rimane sempre su lidi di assoluta sufficenza senza però mai sfociare nella follia che, ad esempio, aveva reso Saints Row 4 pieno di momenti piuttosto memorabili (come la fuga dalla motherbase…).
Il gioco purtroppo non è esente da bug, talvolta abbastanza gravi da non permettere al giocatore di proseguire nel gioco.

Tecnicamente parlando Agents of Mayhem si difende in modo egregio grazie ad uno stile grafico pulito ed essenziale, in linea con le produzioni Volition che non fa gridare al miracolo ma non risulta davvero insufficiente; mentre la Seoul futuristica e chi ci abita dentro non sono degni di particolare nota non è possibile ignorare il nutrito comparto di eroi ed antagonisti che anima il gioco: ognuno ha un design ed uno stile riconoscibile in grado di richiamare numerosi media senza scadere nel cattivo gusto o nel plagio più puro. Il motore grafico su PC, presupposta una configurazione di media prestanza regge molto bene il caos e le esplosioni non mostrando flessioni di framerate in praticamente nessun caso.

Agents Of Mayhem yeti
Menzione d’onore per Yeti e la sua pistola sparaghiaccio dalle meccaniche geniali.

Buono il doppiaggio inglese, con doppiatori in grado di dare il giusto accento ad ogni personaggio in grado di strappare più di una risata grazie alla scrittura semi comica dei personaggi; buoni gli effetti sonori mentre piuttosto scialbo è il comparto musicale che rimane davvero troppo sottotono nel corso del gioco; nota di merito per alcune theme song piuttosto orecchiabili in grado di elevarsi rispetto al vuoto pneumatico che purtroppo risuona durante la maggioranza del gameplay.

La longevità del titolo è in ogni caso piuttosto buona: i completisti grazie alle mille cose che il titolo offre avranno pane per i loro denti e probabilmente butteranno numerose dozzine di ore sul titolo. Tutti gli altri invece hanno a loro disposizione circa trenta missioni principali ed una grossa quantità di missioni secondarie su cui fare affidamento finché noia non li separi.

Resta curiosa la totale assenza di una qualche modalità multiplayer cooperativa con cui poter davvero esprimere il potenziale caos a cui il gioco inneggia, il gameplay frenetico potrebbe accogliere senza troppi problemi l’arrivo di altri giocatori grazie al sistema di difficoltà dinamico.

“Agents of Mayhem resta un titolo molto divertente in grado di fare breccia nel cuore di molti grazie alla sua anima caciarona ed al gameplay sopra le righe, i difetti sono comunque evidenti ma tranquillamente ignorabili. Il gioco è enormemente carico di contenuti e molti di essi regalano con tranquillità sonore risate e divertimento a pacchi, a patto di saper soprassedere ad un ripetersi meccanico di alcune azioni. Chiunque ami i supereroi ma non li vuole prendere troppo sul serio è pregato di giocare a questo gioco e gettarsi nella mischia.”

Agents of Mayhem è stato testato per voi su PC grazie a Koch Media.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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