Ghost Recon Future Soldier: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Il mese di Maggio è stato davvero molto ricco per gli appassionati degli stealth game che si sono messi alla prova con il già uscito Sniper Elite V2 (vi invito ad andare a leggere la nostra recensione se non lo avete fatto) e da qualche giorno, potranno mettere le mani anche sul nuovo gioco dedicato alla saga di Ghost Recon.

GR Future Soldier è un titolo movimentato che ha subito vari problemi nel corso del tempo – all’inizio doveva essere un gioco solo PC, poi solo console, poi sarebbe dovuto essere solo Digitale.

Alla fine, Ubisoft ci ha ripensato e finalmente arriva in versione scatolata sia per console che per sistemi Windows. Il titolo, fra l’altro, manca dagli scaffali dei negozi dal lontano 2007 ma ne sarà valsa la pena di aspettare tutto questo tempo? La risposta è più che soddisfacente.

FANTASMI A RAPPORTO
GR Fututre Soldier è un gioco solido e ben oliato, con delle meccaniche quasi perfette che si addentrano più che bene sia per il single player che con degli amici, nel co-op. Il nuovo titolo di casa Ubisoft ha al suo interno meccaniche da stealth puro cosi come si potranno ingaggiare i nemici in furiose sparatorie dove bisognerà usare comunque un minimo di tattica per vendere cara la pelle.

Un gioco bel bilanciato, con 12 missioni da affrontare in maniera pacata e che porterà via dalle 12 alle 15 orette di tempo in game se proprio volete finirlo per bene, andando a completare anche le missioni secondarie richieste in ogni scenario. Il tutto, tenuto insieme da una trama che ormai è diventata il marchio di fabbrica delle serie di Tom Clancy’s.

Avremo il solito cattivone (qui ben 7) di turno che vuole dominare il mondo in un contesto ricco di spionaggio e fantapolitica. Ecco, forse l’unica cosa che stona davvero molto con il gioco è però la trama che non si discosta da una virgola dalle solite trame che abbiamo letto o visto negli ultimi anni e che alla fine si sa sempre come vanno a finire: il cattivo muore e i buoni vincono (ma vedrete come vincono).

SITUAZIONE TATTICA
Le 12 missioni che andremo a giocare sono tutte molto varie e spaziano dall’infiltrarsi all’interno di una base senza far scattare allarmi (altrimenti salta copertura e gioco), liberare un ostaggio (magari senza far scattare allarmi), assaltare e distruggere punti strategici controllati dal nemico, recuperare dati sensibili oppure divertirsi allegramente a ingaggiare truppe nemiche. Le missioni del gioco sono tutte molto buone e difficilmente vi verranno a noia, sia quelle che necessitano dell’uso della tattica che quelle puntate alle sparatorie vere e proprie. Per affrontare al meglio le situazioni di crisi, i Ghost hanno dalla loro un equipaggiamento futuristico di tutto rispetto che si compone delle seguenti agevolazioni: una tuta mimetica (che si attiva in maniera automatica) che li rende praticamente invisibili quando stanno fermi e semi invisibili quando si muovono. Possono contare sul supporto di un Drone volante per marcare le ronde o per scansionare la zona alla ricerca di soldati – il Drone fra l’altro all’occasione passa anche dalla modalità volo a quella terrestre ed è in grado di lanciare un potente impulso elettromagnetico che disattiva le suddette attrezzature. Sempre fra l’equipaggiamento futuristico, troviamo anche un sensore che lanciato durante gli scontri, riesce a farci sapere con estrema precisione dove si nascondo e come si muovono i nemici nell’area sottostante. Tutto questo gran ben di Dio è reso grazie a una sorta di piccolo monitor tecnologico chiamato Cross Com – una sorta di realtà aumentata di livello estremo, posto sull’occhio sinistro dei Ghost. I Fantasmi sono dotati di varie capacità visive come quella a raggi X che si può attivare durante una tempesta di sabbia nel deserto oppure la visione termodinamica che diventa utilissima negli scontri a fuoco serrati ma anche quelli con forze speciali nemiche che avranno attrezzature simili alle nostre (ma non sono cosi bravi). Per tutto il resto dell’equipaggiamento, troviamo un gran numero di armi per la distanza ravvicinata ma anche per la lunga gittata e una serie di granate come quelle incendiarie, EMP, accecanti, esplosive e fumogene. Non è finita qui però, dato che in una missione, saremo chiamati a controllare anche un mezzo meccanico dall’enorme capacità di fuoco chiamato Warhound che ci farà sia da copertura che da martello di fuoco. La pecca delle missione con il Warhound è che durante il gioco è unica dove invece mi sarei aspettato (non dico di utilizzarlo sempre) di poterne usufruire anche in altre parti del mondo. Oltre a questo, in linea di massima, si vede che Ubisoft si è fatta coinvolgere dall’approccio “mollo la tattica e vi lancio nella mischia” visto nei vari Call of Duty recenti dato che in alcuni frangenti dovremo stare su di una torretta (di un elicottero da guerra o di un mezzo blindato) e sparacchiare allegramente i soldati nemici. Per nostra fortuna queste missioni durano davvero poco e se ne trovano solo due durante tutto il gioco. Sia chiaro che sono molto forzate per quanto riguarda il gioco e le modalità di gameplay generali in un titolo come GR Future Soldier.

Insomma, come ho scritto già in precedenza, la tipologia di gamelay e le missioni da concludere sono molte e ben amalgamate fra tattica e azione dove se nella prima bisogna anche impartire semplici ordini ai compagni di squadra, nella seconda è necessario tenere bassa la testa e cercare di controllare al meglio i fantasmi che ci si porta appresso dato che potranno essere impiegati come vere e proprie armi al nostro servizio – se poi siete davvero bravi, sarà anche possibile finire alcune missioni senza l’uso della forza oppure senza sparare neanche una pallottola dalla propria arma dato che è possibile marcare i nemici dalla distanza grazie al drone volante e lasciare il lavoro sporco ai compagni di squadra. Detto questo, anche i livelli fanno la loro figura cosi come l’IA che può sorprendere il giocatore con tattiche di accerchiamento o di sparatorie furiose in cui volano granate, EMP, fumogeni e via di questo passo. Per aiutarvi negli scontri e nelle situazioni furtive, abbiamo un sistema di copertura che funziona a meraviglia ma che non sempre offre il giusto riparo dato che alcune superfici come legno o lamiere sottili, possono essere sforacchiate allegramente – questo vale sia per noi che per il nemico che non sempre sarà al riparo come crede. Va da se che una implementazione di gameplay di questo tipo, è assolutamente perfetta a livello tattico.



GRAFICA E AUDIO

L’impianto visivo del gioco è buono ma non eccellente e forse la lavorazione travagliata ha influito più di quello che doveva sul comparto tecnico. Fra le buone notizie, sappiate che avremo un frame rate che difficilmente si allontana dai 30 fotogrammi al secondo anche nelle situazioni più concitate…qualche rallentamento lo si trova comunque ma poca roba. Convincono davvero molto anche gli scenari (stupendo il deserto e le ambientazioni forestali) e la modellazione generale di strutture e mezzi. Peccano invece i soldati che hanno un buon dettaglio ma sono ricoperti con texture non troppo definite e hanno visi a dir poco ridicoli e poco espressivi – volti che non si vedono praticamente mai durante il gioco ma che nei filmati a corredo, gridano pietà. Per non parlare delle animazioni che dire legnose è poco…sotto questo punto di vista, è un vero peccato perché se Ubisoft avesse lavorato meglio alle scene di intermezzo, il risultato sarebbe stato un gioco a dir poco fenomenale: considerando anche che abbiamo sott’occhio una delle migliori post produzione in circolazione. Ottimi anche i modelli delle armi, tutte modificabili dall’apposito menù chiamato Gunsmith – segnalo che in questa modalità si potrà usufruire anche del Kinect…ma io lo sconsiglio vivamente se non volete perderci mezzo pomeriggio solo per modificare un’arma. Buona ma non eccelsa la parte sonora con un titolo tutto in italiano ma con qualche strafalcione nella terminologia.

PROVA SUPERATA
GRFS è un gioco confezionato benissimo, solido e longevo (ripeto, dalle 12 alle 15 ore solo per il single player) che credo accontenterà tutti i fan dei giochi di guerra: da quelli che cercano un titolo mediamente tattico a quelli caciaroni che però vogliono usare un minimo di cervello. Non si tratta di un gioco perfetto e soprattutto sul piano tecnico poteva dare davvero molto di più ma va bene cosi, il ritorno dei Ghost per il momento supera più che bene la prova del fuoco.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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