Red Orchestra 2 Heroes Of Stalingrad: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Partendo dal fatto che gli sparatutto moderni sono arrivati ad una strettoia di idee, qualche altro sviluppatore sulla faccia della Terra, cerca di tornare sui passi della Seconda Guerra Mondiale per quanto riguarda l’ambientazione e evolve un gameplay puntato sulla simulazione più che su quello dell’azione scriptata.

Ecco dunque spuntare all’orizzonte un titolo che farà la gioia di chi cerca qualcosa di più dagli sparatutto del mercato: Red Orchestra 2 è finalmente pronto a invadere i PC di tutto il mondo: visto che ne è una esclusiva molto ghiotta.

GIOCO COMPLICATO
Red Orchestra 2 non è un gioco per tutti anzi, se provenite dai vari COD o giochi simili, ne sconsiglio caldamente la spesa perché si tratta di un gioco molto puntato verso il realismo più assoluto. Realismo che si denota già dalla prima ora se non proprio dal tutorial iniziale per quanto riguarda la campagna singleplayer.

RO2 però, andrebbe giocato in multiplayer fin da subito ma è bene sapere che esiste anche una campagna abbastanza lunghetta e assolutamente godibile.

La storia principale si svolge durante la Battaglia di Stalingrado tra l’estate del 1942 ed il 2 febbraio del 1943, e vide impegnate le forze dell’Asse contro l’Unione Sovietica in una battaglia lunga e sanguinosa che, dopo una rapida conquista della città, terminò con la totale sconfitta dell’armata tedesca.

Questa fu la prima vera sconfitta della Germania nazista, sconfitta che permise l’inarrestabile avanzata delle forze dell’URSS sino alla conquista del Reichstag a Berlino e la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Come dicevo poco sopra, RO2 è un gioco complesso e alle volte anche frustrante perché vi pone in una situazione in cui la fisica degli eventi potrebbe cambiare le sorti quando uno meno se lo aspetta. Per farvi un esempio pratico, sappiate che sia le armi che i movimenti del corpo, rispondono a delle regole reali ben precise. Le armi ad esempio (sprovviste di mirino a schermo), hanno un gittata del proiettile che tende a scendere di traiettoria quindi sparare frontalmente serve a poco ma dovrete abbassare leggermente l’arma e controllare anche il rinculo che porterà ad innalzare la canna al cielo: questo succede per quanto riguarda le mitragliatrici ma meno per le pistole che risultano più precise dalla breve distanza e assolutamente inutili sulla lunga. Anche i fucili di precisione vanno a segnare una linea di tiro pazzesca visto che bisognerà tenere il centro poco sotto il mirino per sperare di fare qualche morto sul campo. Pazzesco poi l’uso delle postazioni fisse devono essere gestite in due fasi ben differenti: la prima riguarda la sostituzione del cilindretto interno alla canna, va da se che dopo svariati colpi si surriscalderà e questo comporta la fuoriuscita di fumo dalla canna.

Con il fumo negli occhi che invade lo schermo, diventerà difficile prendere il bersaglio. La seconda fase riguarda le munizioni o la messa in bella su muretti o sacchi di sabbia, tutto diventa lento e pesante, come dovrebbe essere nella realtà.

Gli scontri a fuoco avranno dalla loro una certa strategia e che difficilmente potranno essere affrontati a muso duro…considerando anche il fatto che basta una pallottola ben assestata per mandarvi al creatore.

Oltre alle armi da fuoco abbiamo poi la fisica che comprende l’affaticamento del soldato controllato: ciò comporta il fatto che si consuma energia per trasportare le armi (a seconda della grandezza), per correre o per scavalcare ostacoli e anche per trattenere il fiato se imbracciate un fucile da cecchino.

Se tutto questo può risultare snervante e noioso, sappiate che RO2 è invece divertente e capace di dare grandi sensazioni di dinamismo proprio per queste sue caratteristiche cosi complesse.

Oltre ai soldati sul campo però, quelli di Tripware (i programmatori), volevano esaltare la battaglia in maniera davvero impressionante non solo andando a creare mappe mediamente piccole per gli scontri a fuoco ma anche davvero grandi per quelle fra mezzi di terra come Tank (solo due per ora – il Pz IV tedesco e il T34 russo).

Qui c’è un altro discorso a parte per quanto riguarda il controllo di simili bestie che non è di certo facile. Prima di tutto bisogna sapere che un Tank non si controlla solamente con una persona a bordo e se, nella campagna principale, ci saranno i bot ad aiutarvi, in quella multiplayer dovrete contare per forza sull’aiuto dei compagni (umani) di squadra.

Fra le cose davvero sconvolgenti segnalo in fatto che un uomo deve controllare il carro armato, uno deve posizionarsi al comando del cannone e lo sfigato di turno dovrà gestire entrambi i compagni nel dire in che direzione puntare il mezzo o l’arma.

Sottolineo sfigato perchè quello meno protetto e sprovvisto di periscopio, dovrà uscire dal portellone principale e stare attento a tutto quello che gli vola intorno. Impressionante anche la programmazione dei danni che viene divisa per settori: corazza, cingolati, cannone: distruggere una delle singole parti non comporta dunque la distruzione definitiva del Tank.

Chiudendo sul fronte gameplay che rimane uno dei più vasti mai realizzati per difficoltà tecnica, segnalo anche la presenza di coperture che era logico implementassero in un titolo del genere.

Ripararsi dietro un muro o una costruzione fatta di sacchi di sabbia, alle volte risulta assolutamente indispensabili anche per il fatto che potremo contare sul fuoco cieco per ripararci da eventuali intrusioni.

Utilissimo anche il tasto aggancio alla copertura che ci permette di sbirciare comodamente la scena, sparare qualche colpo o un singolo colpo di avvertimento per poi tornare a coprirsi. Di negativo invece, essendo RO2 puntato sul realismo, sappiate che eseguire una copertura o portarsi lontana da essa, risulta essere molto lenta (ricordiamoci che esiste la fatica): ciò vuol dire che se un soldato nemico vi butterà dentro la tana una granata, all’80% delle volte vuol dire che sarete bellamente fregati.

Concludendo il capitolo, segnalo anche un sistema audio anch’esso puntato verso il realismo degli scontri, questo comporta il fatto che una granata troppo vicino al vostro corpo vi farà fischiare le orecchie o peggio, offuscarvi la vista…idem per quanto riguarda le pallottole. In caso di quasi morte poi, vedrete lo schermo che diventerà nero pian piano a seconda della ferita subita.

In casi come questo, se si gioca in multiplayer, un medico nelle vicinanze potrebbe essere davvero utile. Se si gioca nel singleplayer invece, passerete automaticamente nel corpo di un altro soldato.

IA e GRAFICA
Parliamo dell’IA per quanto riguarda la campagna.
I soldati controllati dal computer sono gestiti in maniera davvero buona benché non eccelsa sul livello facile e normale.

Le cose iniziano a farsi davvero serie se si sceglie difficile come modalità gioco dove cecchini e mitraglieri sembrano avere una mira fuori misura e dove un colpo ben messo vi manda subito al tappeto.

Utilissimi i ripari negli schemi più aperti e una buona gestione tattica in quelli chiusi dove l’IA tende a non lasciare scampo se presa troppo alla leggera.

La parte grafica invece non stupisce davvero troppo e anzi ci si chiede come sia possibile che l’UE abbia cadute di stile cosi evidenti – ovviamente conta la programmazione e qui siamo su buoni livelli ma si poteva dare di più. La resa globale degli ambienti e della modellazione generale appare buona se non si usa la lente di ingrandimento, li si notano delle piccole sbavature coperte da effetti speciali non proprio all’altezza ma anche la risoluzione delle texture, tipo il terreno, non esalta troppo.

Ottima invece la cura artistica per quanto riguarda le animazioni che vede differenze anche fra le varie classi di soldati e quelli più o meno equipaggiati: il peso incide sempre. Sublime la fisica sui corpi per quanto riguarda l’impatto che avrà effetti differenti a seconda della parte del corpo presa.

In ultimo, segnalo la possibilità di attivare degli effetti di post produzione che simulano grane cinematografiche molto sporche che però tendono ad aggravare la gestione del motore grafico benché riescono a favorire la brutalità degli scontri sul campo.

FATICA DA GODERSI
Concludendo con la recensione posso solo suggerire di comprare Red Orchestra 2 a chi ha voglia di mettere le mani su un gioco complesso ma davvero molto ben realizzato che si distacca fortemente dagli FPS più commerciali presenti sul mercato.

La cura nella fisica, la bellezza delle mappe, la particolarità degli scontri, una storia piacevole e la possibilità di giocare in multiplayer fino ad un massimo di 64 giocatori in contemporanea, rendono RO2 uno dei giochi più ghiotti in assoluto.

Certo, dispiace vedere qualche magagna grafica a video ma negli scontri più numerosi, forse è solo un bene che non ci sia una grafica ultra pompata a schermo, ma li dipende anche che genere di connessione avete a casa.

Cosi come dispiace il fatto che ci siano alcuni crash inspiegabili mentre si combatte ma capitano davvero raramente. Gioco consigliato caldamente anche in vista dei numerosi contenuti gratuiti già annunciati come nuovi mezzi o la possibilità di fare la campagna principale in co-op fino a 10 giocatori.

Ricordo però che il gioco è per molti ma non per tutti: i giocatori che sono abituati alla rigenerazione della vita e a situazioni prettamente action, dovrebbero starne alla larga.

Votazione finale: 89/100

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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