Recensione di Antonio Cutrona A.k.a. Q-tro

Il gioco è disponibile in esclusiva Playstation 3.

Quando si parla di J-RPG è inevitabile tornare indietro nel tempo fino all’età dell’oro Nintendo e fare riferimento a quella generazione di giochi di ruolo, da molti ormai ritenuti i veri capolavori del genere. Col tempo però gli RPG si sono evoluti, creando innumerevoli sottogeneri e varianti per rendere appetibile anche ai giocatori più casual un genere spesso apprezzato appieno solo da ragazzini dalla schiena curva e dagli occhiali spessi. La vera sfida degli RPG odierni è riuscire ad attirare i player meno abituati al genere pur mantenendo vivi i capisaldi di un genere che ha davvero dell’eccezionale.
Tanti ci hanno provato, con risultati più o meno buoni, e siamo tutti ancora in attesa di scoprire in che modo la spinta rivoluzionistica di un nome come FFXIII riuscirà a influire sul genere RPG; nel frattempo, Level5 e JAPAN Studios insieme a Sony Computer Entertainment ci regalano White Knight Chronicles nel tentativo di miscelare vecchio e nuovo con un titolo dalle molte sfaccettature.
Si tratta di un passo verso una nuova età dell’oro RPG o è solo un passo falso destinato ad essere dimenticato?

SALVA LA PRINCIPESSA

White Knight Chronicles ci catapulta in un mondo incantato pieno zeppo di creature fantastiche in puro stile J-Fantasy. Nei panni del nostro avatar personalizzabile (esamineremo meglio questo dettaglio più avanti), ci ritroveremo nel regno di Balandor, dove il Re sta per dare inizio alla cerimonia del diciottesimo compleanno di sua figlia, la principessa Cisna. Riempire i calici degli invitati del buon vino del villaggio di Parma è compito di Leonard, esuberante ragazzo che lavora per le vigne Rapacci, insieme al vostro personaggio. Il debutto in società della principessa viene però interrotto dall’ agguato dei Magus, e sarà proprio Leonard, intrufolatosi per caso al banchetto, a riuscire a scoprire il potere dell’Incorruptus, un’ armatura forgiata dagli Antichi capace di rilasciare un potere fenomenale. Le cose non vanno per il meglio, però, e infine la principessa Cisna viene rapita, e toccherà proprio ai nostri eroi riuscire a salvarla mettendosi in viaggio per un’ avventura piena di pericoli.
Ciò che rende la trama di WKC davvero apprezzabile è la genuinità delle scelte fatte dai designer: è vero che ci imbatteremo in un numero quasi sconfinato di cliché e luoghi comuni visti e rivisti nel fantasy, ma è proprio la semplicità della trama, senza troppe pretese, ma impregnata di valori puri e dialoghi profondi (da questo punto di vista si potrebbe forse rintracciare una certa “Sindrome di Kojima” che potrebbe infastidire i fan dell’azione pura) , che rendono l’esperienza estremamente godibile, pur non presentando particolari innovazioni narrative.
WKC non ridefinisce in alcun modo la narrazione tipica dei RPG, il suo punto di forza è semmai il contrario, in quanto riunisce un po’ tutti gli stratagemmi narrativi già visti e li amalgama in una storia che piacerà sicuramente ai player nostalgici e ai fan delle buone e vecchie storyline che hanno fatto la storia degli RPG.

AVVENTURIERI SI DIVENTA

Conosciamo già i principi base degli RPG: esplorazione, battaglie, side-quest. Posticipando l’approfondimento delle fasi di esplorazione nel paragrafo successivo, parliamo del Battle System: WKC sceglie un approccio già ampiamente studiato nel corso della storia degli RPG (soprattutto recentemente). Niente più random encounters, ma nemici ben visibili su schermo che interagiscono con le scelte del giocatore e che pensano attivamente in modo da mettersi nella posizione migliore per fuggire o attaccare. Il giocatore controllerà un solo personaggio (gli altri due membri più un eventuale ospite vengono controllati da un IA poco customizzabile ma che permette comunque di individuare dei ruoli ben definiti per il resto del team) e tramite questo sceglierà da una griglia apposita le azioni (divise per categoria tra attacchi con spada, lancia, arco, magie ecc) da effettuare sul nemico. La griglia è pienamente customizzabile dal menu di combattimento e si potrà scegliere quale azioni usare e quali scartare tra quelle apprese grazie all’apposito sistema dei PA ottenuti vincendo le battaglie. Fin qui nulla di nuovo, ma il gameplay comincia a farsi interessante grazie alla possibilità di poter unire più azioni per creare una combo e scatenare quest’ultima sui nemici in battaglia per risultati devastanti. Se a tutto questo aggiungiamo la possibilità di richiamare il potere del nostro Incorruptus per devastare letteralmente le forze nemiche, il Battle System di WKC si attesta a livelli abbastanza alti, capace di offrire un’azione di gioco interessante sia per i giocatori nostalgici sia per quelli in cerca di un po’ d’azione in più.

Abbiamo già accennato alla possibilità di creare un avatar personalizzato, e infatti non appena  selezionerete Nuova Partita per la prima volta vi verrà subito chiesto di creare un personaggio potendo scegliere tra tante opzioni per modificare l’aspetto. Anche se la varietà non è molta (sarà poi possibile cambiare il vestiario grazie allo stesso equipaggiamento che deciderete di adottare nel corso del gioco), l’editor si rivela molto efficace per creare un po’ tutti gli stereotipi tipici degli RPG: dallo spadaccino scapestrato allo gnomo forzuto! Vi starete subito chiedendo a cosa serva creare un avatar in un RPG che non sia un Massive Multiplayer; la risposta è presto data: il vostro avatar farà parte del gruppo di Leonard sin da subito, essendo il suo collega alle Vigne Rapacci. Purtroppo al vostro avatar spetterà un ruolo spesso e volentieri marginale nella storyline del gioco, ma la sua vera potenzialità deriva dalle side-quest a disposizione nelle Gilde degli Avventurieri disseminate in giro per il mondo. Infatti toccherà proprio al nostro avatar completare le moltissime side-quest presenti all’interno del gioco in modo da avanzare di livello ed ottenere oggetti importanti. Non ne avete ancora abbastanza? Be’, le stesse quest possono essere giocate in modalità multiplayer, come un vero e proprio RPG online.
GeoNet è la piattaforma virtuale a cui bisognerà registrarsi per creare la propria pagina personale con cui condividere le informazioni sulle quest completate e sullo stato del proprio avatar, insieme alla possibilità di conoscere nuovi amici con cui completare tutte le side-quest disponibili in modo da migliorare il rango della nostra Gilda ed avere accesso ad ancora più quest.
Per speziare ancora di più il pacchetto, da GeoNet si può accedere anche al Georama, che dà al player la possibilità di creare un intero villaggio (comprando edifici e reclutando residenti) e condividerlo con gli amici on-line, ma che acquista un importantissimo valore anche per le risorse che produrrà, risorse collezionabili dal giocatore per essere di grande supporto nella quest principale.
La componente on-line, seppur non magistrale rispetto a ciò che offre il mercato, è comunque pienamente godibile e capace di trasmettere emozioni come solo un’avventura virtuale con quattro amici sa fare! Decisamente occuperà il vostro tempo.

UN MONDO INCANTATO


Tecnicamente WKC, pur non attestandosi nessun primato, gode di una grafica capace di regalare visuali a volte toccanti. Il livello di dettaglio non è il massimo, ma l’intero comparto regge ed è consistente. Sicuramente siamo abituati a vedere di meglio, ma l’atmosfera che si respira visitando il mondo di WKC riesce a far perdonare il basso livello tecnico, a favore di una componente espressiva molto ben delineata.
Regni, villaggi e pianure rientrano tutti negli standard classici di un RPG coi fiocchi e regalano panorami e ambientazioni che sembrano essere dotate di vita propria. Gironzolare per le tante mappe in maniera del tutto fine a sé stessa, fermandosi a osservare ogni dettaglio (complice la fotocamera integrata nel gioco che ci permette di scattare foto delle ambientazioni per poi usarle nella nostra homepage di GeoNet), a volte si rivelerà un’esperienza godibilissima e capace di portar via una quantità considerevole di tempo… ne beneficierà la longevità!
A favore di questa atmosfera così ricca, entra in gioco anche un comparto musicale degno di nota, con tracce fortemente espressive e dai toni a volte esageratamente fantasy, capaci letteralmente di catapultare il giocatore all’interno del mondo di Leonard e compagni.
Il design di WKC si rivela essere davvero ben realizzato, capace di far perdere il giocatore nei meandri di un mondo incantato che sicuramente coinvolgerà i player nostaligici, non mancando comunque di appassionare players poco adepti al genere.

DI TUTTO UN PO’

Di certo con tutta questa carne al fuoco l’utente medio non rimarrà insoddisfatto, eppure è possibile rintracciare una certa “perdita di autocoscienza” da parte del giocatore che cerca immedesimazione nei personaggi (qualità basilare in un RPG). Il distacco tra Leonard e il vostro avatar si fa fin troppo sentire! Cosa molto più intelligente sarebbe stato unire in un unico personaggio main character e avatar e lasciare al giocatore un margine di scelta sui suoi comportamenti, aprendo la strada verso finali alternativi (vedi Mass Effect!). In questo modo, sembra di giocare a tre titoli diversi, che condividono solo poche features tra loro.
Resta il fatto che White Knight Chronicles offre davvero tanto a chi è capace di cogliere la genuinità delle sue scelte e saperne godere appieno. Rimane solo un po’ di rammarico: un po’ più di sagacia e accortezza è quello che sarebbe bastato per rendere questo gioco un capolavoro.

VOTO FINALE: 7,7/10

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