Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Finalmente, dopo una attesa spasmodica, ecco arrivare il seguito ufficiale di Operation Flashpoint, titolo molto discreto, amato da critica e giocatori. Anche a questo giro, in casa Codemasters hanno puntato tutto sulla carta del realismo ma senza tralasciare piccole opzione che potrebbero far felici non solo gli hardcore gamers. Diamo un caloroso benvenuto a Dragon Rising.

Q, W, A, S, D
Una delle primissime cose che mi ha fatto ben sperare in questo Operation Flashpoint è l’assenza o meglio la presenza mascherata del tutorial di gioco: difatti, la prima missione che andremo ad affrontare nella campagna, altro non è che l’odiato set di gestione dei comandi che però in un gioco del genere proprio non dovrebbe mancare, soprattutto per quanto riguarda la gestione della squadra al nostro comando. Ecco dunque che ci vengono mostrati i primi pulsanti da schiacciare per movimento e per difesa ma anche per ordinare una avanzata agli altri commilitoni. Devo dire che risulta abbastanza facile, soprattutto la pressione di un unico tasto per quanto riguarda il set dei comandi vocali per l’intelligenza artificiale che guida gli altri soldati: basterà unicamente premere il tasto “Q” e osservare l’apertura di un cerchio dove al suo interno si potranno impartire i comandi di tattica, di avanzamento o di copertura ma anche comandi ben più calibrati e precisi per il singolo soldato.
Spulciare il menù dei comandi è dunque davvero semplice e grazie anche ai soliti comandi di movimento che si usano in quasi tutti gli FPS (w, a, s, d), si potrà scegliere in un millesimo di secondo il comando da impartire non solo al singolo soldato ma anche all’intera squadra con la pressione dei tasti numerici (dal 2 al 4) per le unità al nostro comando. Devo essere sincero, forse sulle prime si farà un pochino di confusione ma questo sistema risulterà davvero comodo che non quello di doversi ricordare ogni comando vocale a fronte di una decina di tasti sparsi per tutta la tastiera, come capitava ad esempio in ArmA 2. Sempre per quanto riguarda i comandi, semplicissimo e immediato anche il dover cambiare cadenza di fuoco o dotazione dell’arma, mi spiego meglio: immaginate di imbracciare un fucile d’assalto con la possibilità di sparare granate a frammentazione, onde evitare di fare confusione basterà semplicemente schiacciare il comando dell’arma (in questo caso di solito è il tasto 2, visto che il tasto 1 è assegnato al coltello) e vedrete la figura e l’animazione del soldato che cambia il bussolotto del fucile. Per tornare alla modalità precedente basterà schiacciare di nuovo lo stesso medesimo pulsante. Insomma, sistema semplice studiato per non incartarsi in mille comandi. Anche il menù del nostro inventario o delle armi sarà richiamabile e gestibile tramite l’ausilio di un solo tasto e dei comandi di movimento. Facile.

ZONA DI GUERRA
L’ambientazione scelta per le missioni di Dragon Rising è quella di un isola chiamata Skira: suddetto pezzo di terra è totalmente occupato dalle forze cinesi e la nostra missione sarà quella di riportarla nelle mani dei Russi – non aggiungo altro alla storia per non rovinarvi ulteriormente la sorpresa ma sappiate che in casa Codemasters ci sanno proprio fare con le storie ben sceneggiate.

Come dicevo sopra, l’isola in cui ci muoveremo non è piccola anzi, preparatevi dunque a delle belle camminate a piedi anche se, per fortuna, ci sarà data la possibilità di prendere il controllo dei mezzi alleati e non – difatti, alcune volte risulta davvero divertente rubare i mezzi ai cinesi e usarli contro di loro ma di questo parleremo più avanti. Trovandoci su un isola la libertà di movimento potrebbe trarre in inganno, non sempre infatti avremo modo di “esplorare” o di fermarci a vedere il panorama. Sulle prime, questo dettaglio mi aveva fatto lamentare ma a pensarci bene è stata una scelta davvero saggia nel senso che essendo soldati e avendo degli ordini, andarsene in giro troppo liberamente avrebbe davvero snaturato l’intero gioco. Abbiamo dunque delle limitazioni (soprattutto di tempo), sappiate però che la scelta del percorso o della risoluzione di quasi tutti gli ordini, potrà essere portata a termine in totale libertà di movimento.



Riguardo a quanto concerne il realismo devo dire che troppe volte mi è capitato di prendermi una manciata di pallottole da un cecchino nascosto chissà dove senza opporre la minima resistenza, però questo vuol dire attenzione per i dettagli anche quando in una missione ci toccherà correre come dei dannati alla volta di un determinato obbiettivo per poi sentirsi dire via radio che è stato annullato…realismo che può benissimo accadere nel videogames come anche nella realtà. Stesso concetto per quanto riguarda alcune missioni di sabotaggio che devono essere affrontate entro un limite ben definito pena il riavvio dell’intera sessione. Se qualcuno si vuole perdere a vedere le margheritine, sappiate che qui ci sono delle cadenze da rispettare e che difficilmente ci potremo godere il panorama (e che panorama fra l’altro). Questo concetto, per alcuni, può sembrare poco divertente ma credo che se si sceglie un gioco di simulazione di guerra e non un sottogenere action alla Call of Duty per capirci, bisogna anche adattarsi alle richieste di tale gioco senza ritrovarsi con il muso a terra perché le missioni sono centellinate sulle tempistiche dell’orologio.


    
NON TREMARE
Dragon Rising è dunque un gioco davvero impegnativo che sono sicuro farà la felicità di molte persone, soprattutto di quelle che con l’amarezza della fine di ArmA 2 si sono trovate senza un prodotto valido sul piano della simulazione ad ogni costo. Riguardo all’azione delle missioni vere e proprie e alla calibrazione della difficoltà generale devo dire che se si inizia una campagna a livello normale già qui saremo costretti a raggiungere delle zone di “salvataggio” e che in caso di morte rinasceremo da suddetti punti, anche se spesso sono ben lontani da dove eravamo arrivati precedentemente. Le missioni sono poi molto spesso dedicate all’aggiramento di determinate postazioni nemiche ma non per questo incapperemo in pattuglie armate di tutto punto. Maggiore attenzione è stata poi riposta alle sentinelle che molte volte, se allarmate, non solo inizieranno una perlustrazione nelle nostre vicinanze ma se ingaggiate, faranno volare molti proiettili in nostra direzione. L’IA nemica è davvero ben programmata e scappare da cadenze di fuoco regolare sarà davvero dura, già con due o tre soldati cinesi armati di tutto punto, la situazione diventa davvero incandescente e sarà necessario una gestione della squadra a livelli certosini per non finire a pancia all’aria con buchi in ogni dove. Interessanti poi alcune tattiche di depistaggio ad opera delle forze nemiche che molto spesso (basta davvero distrarsi mezzo secondo), spariscono dal nostro mirino.
Ancora, molte volte mi è capitato di morire per il lancio di una granata o per l’accerchiamento nemico che per stanarmi si è sciolto a cerchio e ci ha letteralmente trucidato di colpi. Notevole sempre la mira di suddetta intelligenza artificiale che molte volte, è forse davvero troppo precisa per risultare veritiera. Riguardo ai difetti, posso invece dire che certe volte il comportamento dei soldati nemici risulta falsato in stretta vicinanza: stando molto attenti a non farsi notare (anche strisciando se necessario) ci si può avvicinare davvero tanto e uccidere con il solo ausilio del coltello ma alla vista del corpo morto, altre pattuglie non muoveranno un dito o non daranno l’allarme. Insomma, la calibrazione artificiale è ben programmata ma non sempre funziona al 100%

Riguardo il sistema di mira, signori miei, qui ci troviamo per le mani un titolo davvero buono.
Attenzione alla traiettoria delle pallottole perché non sempre a tirare dritto si raggiunge l’obbiettivo, soprattutto nelle lunghe distanze, bisogna alzare il mirino sopra la testa dei soldati per cercare di centrare qualcosa. Avete letto bene, molto spesso se si spara davanti a se stessi, il bersaglio non verrà preso proprio perché la traiettoria della pallottola cadrà prima, massima attenzione dunque se siete di quelli che non staccano il dito dal grilletto. Fra l’altro, questa sottigliezza è una di quelle più importanti anche per quanto riguarda i colpi dalla distanza che se non andranno a buon fine, finiranno solamente per allarmare le truppe nemiche sulla vostra posizione – e credetemi quando vi dico che molto spesso, soprattutto con un elicottero nemico sopra la testa, farsi notare risulta davvero un grosso errore.

Altre cose riguardanti il gameplay davvero importanti sono la possibilità di frugare i corpi nemici di modo da trovare armi e munizioni ma anche bendaggi per le ferite superficiali. A questo proposito, sappiate che il corpo è suddiviso in zone che se colpite varieranno gli effetti del nostro comportamento sul campo. In parole povere ma come è facilmente intuibile, se un colpo ci prende le gambe, difficilmente saremo capaci di correre, se raggiunge un braccio, tremeremo mentre si spara e via di questo passo. Fra l’altro, se non cureremo subito la ferita, la perdita di sangue inizierà a gravare pesantemente sul personaggio fino a farci raggiungere il regno dei morti. Attenzione però che anche curando la ferita non saremo portati di nuovo al massimo di salute e che quindi dovremo riguardarci spesso. Ottima interazione anche per quanto riguarda il dottore che tornerà utile negli attimi di convalescenza prolungati a seguito di un colpo troppo preciso ma non mortale.

NE VREDREMO DELLE BELLE
Ragazzi miei siate sereni, per poter godere appieno di Dragon Rising non vi servirà un mostro di potenza. Al pari della configurazione richiesta da ArmA 2 qui ci troviamo per le mani un motore grafico davvero ben gestibile e dinamico che non richiede troppo per essere goduto appieno.
Il gioco è davvero scalabile fin nei suoi minimi dettagli ma chi come me potrà scegliere risoluzioni più elevate con effetti di anti aliasing, ombre dinamiche e post produzione, giocherà sicuramente felice andando a vedere con occhi ben aperti che il titolo raggiunge i 38/45 fps netti in quasi tutte le situazioni. D’altra parte però devo ammettere che la bellezza visiva è sacrificata per alcune texture non sempre all’altezza o per dei modelli non proprio sempre al massimo. Anche l’erba, ad esempio, risulta bellissima da vedere alle grandi distanze ma piatta il primissimo piano. Diciamo che il motore grafico nasconde bene alcune piccole imperfezioni come ad esempio dei pop-up in lontananza che qualche volta sono camuffati da una strana e scenografica nebbiolina. Va comunque detto che la modellazione generale forse alla lunga può risultare stancante visto che gli edifici sono pochi e approssimativi (non aspettatevi costruzioni lussureggianti) e il panorama boschivo ricopre l’85% del gioco.

Altra cosa che potrebbe far storcere il naso è l’assenza vera e propria di una interattività con l’ambiente circostante. Di mio che ho l’anima del demolitore (dove passo distruggo), ho provato più volte ad abbattere qualche albero anche con l’ausilio di svariate detonazioni senza notare effetti di distruzione. Esplodono invece le case, utilissimo dunque per assaltare e demolire le basi nemiche.

Gli effetti speciali invece si lasciano ben guardare, le esplosioni sembrano ben curate anche se poi il fumo, devo essere sincero, non eccelle. Gli effetti di luce sono magnifici e camminare in una radura nella notte, aggiunge un patos notevole. Idem per quanto riguarda gli effetti sonori e le musiche dei menù e se qualcuno se lo domanda, sappiate che il titolo è tradotto nella nostra lingua dai dialoghi ai file di testo, tutto in italiano.  

SULL’ATTENTI
Dragon Rising si rivela dunque un prodotto di tutto punto che difficilmente farà storcere il naso a chi cerca un gioco di guerra simulata. Di buono abbiamo l’intelligenza artificiale davvero ben programmata e la parte grafica dinamica e ben gestibile anche per le configurazioni di fascia medio alta – se poi avete un mostro di potenza, il gioco girerà che è una meraviglia.
Riguardo al gameplay, alcune missioni risultano divertenti altre meno ma in definitiva gli obbiettivi di guerra risultano realistici quel che basta per sentirsi davvero dentro al gioco. Sulla libertà di movimento posso dire che a me non ha dato fastidio avere delle briglie al collo ma se proprio non riuscite a eseguire delle missioni nell’arco di un preciso tempo, rinunciate al titolo perché non andrete oltre la seconda missione. Avrei gradito un pochino più di attenzione per quanto riguarda il “silenzioso” e benchè qui non si affrontino i nemici con l’arma spianata, risulta comunque difficile arrivare alle spalle del nemico in situazioni da stealth game.

   

Ho sicuramente dimenticato molte cose ma credo che Dragon Rising sia un gioco da provare e giocare con certosina pazienza ma, superate le prime difficoltà, saprà sicuramente coinvolgervi all’inverosimile come ha fatto con me. Sappiate comunque che il titolo non è facile e anche se si è cercato di alleggerire alcune sessioni di gameplay, qui ci troviamo comunque per le mani un gioco di simulazione e non un altro FPS sulla guerra dove si deve sparare a ogni cosa che si muove.

Votazione finale: 90/100 Se la fine del gioco di ArmA 2 vi ha messo tristezza, sappiate che anche qui troverete pane per i vostri denti e difficilmente vi lamenterete di qualcosa che già non sia stata descritta in questa recensione.

Votazione finale: 81/100 Il gioco è ottimo, sia per chi già gradisce le simulazioni di guerra sia per chi si vuole avvicinare al genere. Sappiate però che poche pallottole bastano a darvi la morte e che agire strisciando per terra, diventerà una cosa quotidiana. 

Requisiti consigliati
Dual (Quad) Core da 2GHz
RAM 2GB
SCHEDA VIDEO da 512MB (GeForce 8800, Radeon HD 2600 o superiore)
HD 8GB 
LINGUA italiano


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