Nintendo sulle loot box: “Sono come le carte dei Pokemon”

nintendo parla di loot box

Le loot box sono state al centro dell’attenzione per molte settimane, soprattutto in seguito alla rimostranze fatte dai giocatori nei confronti di Electronic Arts e il suo sistema di microtransazioni presente in Star Wars: Battlefront II. Il dibattito si è acceso sempre di più arrivando addirittura nelle aule di tribunale e nei parlamenti. Alcuni paesi hanno infatti preso una decisione drastica e che crea un importantissimo precedente: le loot box sono gioco d’azzardo e vanno vietate. Belgio e Olanda hanno deliberato per rendere illegali le casse premio all’interno dei videogiochi.


Le loot box hanno fatto talmente arrabbiare i giocatori che molte software house hanno deciso di rinnegarle e di chiarire fin da subito che nei loro giochi non ce ne saranno, un po’ come fatto con Rage 2, il prossimo titolo di Bethesda e id Software. È passato un po’ di tempo da queste discussioni e l’argomento è andato via via scemando, ma ogni tanto qualcuno vuole dire la propria e puntualizzare, riportando in auge la tematica. Stavolta a parlare è Nintendo, nella persona di Reggie Fils-Aimé.

Nintendo: “le loot box non sono così male”

Il boss della Nintendo, Reggie Fils-Aimé, ha voluto dire la sua sulle loot box. Il suo pensiero è che le casse premio si siano costruite nel tempo una brutta reputazione che, però, non corrisponde sempre alla realtà dei fatti.

Reggie Fils-Aimé di Nintendo non ha negato che alcuni sviluppatori abbiano “commesso degli errori” nel trattare i contenuti a pagamento, ma questo non significa che le loot box siano il male assoluto.

Le loot box, in generale, hanno subito un brutto colpo. La meccanica di gioco che ti permette di comprare qualcosa per cui non sei sicuro cosa contenga è vecchia quanto le figurine del baseball.

Reggie non ha paragonato le loot box solo alle figurine del baseball ma anche a quelle dei Pokemon. Infatti, secondo il suo parare, il Pokémon GCC di Nintendo funziona essenzialmente allo stesso modo, vendendo buste di espansione con contenuti sconosciuti.

Quello che crediamo in Nintendo è che una meccanica di gioco che offre al consumatore qualcosa da comprare con un contenuto sconosciuto può essere interessante purché non sia l’unico modo per ottenere quegli oggetti.

Ed è qui che alcuni sviluppatori hanno commesso alcuni errori. Per noi, è uno dei tanti meccanismi che possiamo usare per guidare il coinvolgimento continuo nel gioco.

In linea generale, quindi, nintendo non è contraria alle loot box, ma ci tiene a far sapere che vanno inserite con molta attenzione e con rispetto per il consumatore.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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