Anche il Belgio dichiara illegali le loot box

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Il Belgio dichiara illegali le loot box

Pochi giorni fa vi abbiamo parlato della decisione del governo olandese di dichiarare illegali le casse premio presenti in molti videogiochi. Secondo la Dutch Gaming Authority, le loot box, per come vengono presentate, sono equiparabili a tutti gli effetti al gioco d’azzardo e vanno o rimosse o riviste totalmente. I videogiochi attenzionati sono famosissimi: da FIFA 18 a PUBG, fino ad arrivare a Rocket League.


Che questa decisione avrebbe creato un precedente non era una sorpresa, infatti, arriva ora un’altra storica sentenza da un paese europeo, il Belgio. La Belgian Gaming Commission ha stabilito che le loot box presenti in alcuni videogiochi sono illegali, in seguito a una decisione analoga recentemente avanzata dai Paesi Bassi.

In una dichiarazione rilasciata oggi dal ministro della giustizia belga, Koen Geens, viene annunciato che le loot box in FIFA 18, Overwatch e Counter Strike: Global Offensive costituiscono gioco d’azzardo, rendendoli soggetti alla legge belga sul gioco. Si legge nella dichiarazione:

I giochi con loot box, come attualmente vengono offerte nel nostro paese, sono quindi in violazione della legislazione sul gioco e possono essere trattate come materia di legge penale. Quindi è necessario rimuovere le casse premio.

Se gli sviluppatori si rifiutano di conformarsi, possono subire una multa fino a 800.000 euro e fino a cinque anni di carcere, sebbene Geens osservi che dove i minorenni sono coinvolti, “quelle punizioni possono essere raddoppiate”. Il ministro della giustizia ha inizialmente sollevato le sue preoccupazioni l’anno scorso, affermando che “mescolare il gioco d’azzardo e il gaming, specialmente in giovane età, è pericoloso per la salute mentale del bambino”.

La decisione fa seguito a una delibera dell’Autorità olandese sul gaming, che ha fissato una scadenza del 20 giugno 2018 affinché gli editori apportino le modifiche necessarie ai loro giochi per conformarsi alla legge olandese richiedendo una licenza per il gioco d’azzardo e rimuovendo elementi “sensibili alle dipendenze” dalle loot box.

L’anno scorso, la Commissione per il gioco d’azzardo del Regno Unito ha dichiarato che queste casse non costituiscono una forma di gioco d’azzardo, cosa che è stata confermata anche dalla Nuova Zelanda.

L’ESRB ha preso la stessa posizione, dicendo:

Lo pensiamo come un principio simile ai giochi di carte collezionabili: a volte aprirai un mazzo e otterrai una nuova carta olografica che hai tenuto d’occhio per un po’, a volte finirai con un mazzo di carte che hai già.

Insomma, non tutti sono d’accordo con Belgio e Olanda, ma il dado è tratto e così gli sviluppatori dovranno prendere le loro contromisure per non incappare in multe pesanti e in pene più severe. Il passo successivo per Geens è “entrare in un dialogo” con “gli sviluppatori, gli operatori e la Commissione sul gaming” per “vedere chi dovrebbe assumersi la responsabilità”. 


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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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