Le missioni di Far Cry 6 potranno essere giocate in “quasi ogni ordine”

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In un’intervista rilasciata in occasione del rilascio del gameplay trailer di Far Cry 6, David Grivel, lead game designer del gioco, ha affermato che i giocatori “possono affrontare le missioni in qualsiasi ordine si voglia”.

“La narrazione è stata costruita in modo tale che si può iniziare in qualsiasi parte del mondo, si può parlare con chiunque e fare le missioni in qualsiasi modo si voglia” spiega Grivel: “Stiamo cercando di dare ai giocatori quante più libertà è possibile. La libertà dei giocatori è assolutamente fondamentale“.

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Grivel sembra suggerire che i giocatori possano causare scompiglio nel mondo e andare ovunque in qualsiasi momento. “Puoi andare assolutamente ovunque fin dall’inizio, ma alcune aree saranno più difficili di altre. Se vuoi iniziare andando a Esperanza, sì, puoi, ma sarà molto impegnativo”.

Tuttavia, affrontare Antón potrebbe richiedere una progressione della storia, suggerendo che non saremo in grado di andare direttamente da lui in modo non lineare come in Breath of the Wild. Se Grivel non vuole rovinare la fine del gioco, Giancarlo Esposito-interprete del villain- ha detto che ci saranno finali multipli in cui i giocatori potranno scegliere il destino di Antón.

Che Far Cry 6 possa far fare un altro passettino all’open world come lo conosciamo oggi? Non ci resta che attendere il 7 ottobre 2021, quando uscirà per PS5, PS4, Xbox Series X, Xbox Series S, Xbox One, PC, Google Stadia e Amazon Luna.

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FONTE GamesRadar

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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