Mass Effect Legendary Edition: delusi dall’assenza di multiplayer? Forse non tutto è perduto

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A detta di molti, una delle più grandi omissioni della Mass Effect: Legendary Edition è taglio del supporto multiplayer, in quanto la componente multiplayer cooperativa di Mass Effect 3 era giudicata eccellente: piccole squadre di giocatori contrapposte a ondate sempre più difficili di nemici in una serie di arene dotate obiettivi opzionali. Ma non tutto sembra perduto, stando a una dichiarazione delle ultime ore da parte del director Mac Walters.

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In un’intervista con CNet, Walters ha detto che c’è almeno spazio per questa possibilità.

Non direi mai di no a questa possibilità – vogliamo vedere che tipo di accoglienza riceve la Legendary Edition e qual è la domanda per il multiplayer“, ha detto Walters. “Poi ci chiederemo se abbiamo le risorse e il tempo per portarlo al livello di qualità che noi e i fan vogliamo”.

BioWare ha scelto di tagliare il supporto multiplayer dalla Legendary Edition affermando che lo sforzo richiesto per incorporarlo era semplicemente troppo grande, decidendo di dirottare tutte le risorse su quell’apparato single-player che ha reso la trilogia di ME un gioco memorabile.

Tuttavia, mai disperare: “Il cliente ha sempre ragione” e, se la Legendary Edition avrà il successo sperato, i piani potrebbero cambiare.

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FONTE PC Gamer

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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