Deathloop: Arkane Studios spiega le meccaniche del gioco nel trailer Explained

deathloop

Sono passati pochi giorni dal trailer di Deathloop mostrato alle State Of Play e Bethesda ha deciso di darci una seconda, interessante portata. L’azienda americana ha pubblicato un nuovo video che riassume in quattro minuti di fuoco le caratteristiche del titolo.

La spiegazione, molto simpatica vogliamo aggiungere, viene portata avanti da Dinga Bakaba, game director di Arkane Studios Lyon, ovvero lo studio di sviluppo di Deathloop.

Qui sotto trovare il trailer Explained, trailer che (vi preannunciamo) può soltanto farvi salire l’hype a livelli spaventosi.

Come si gioca a Deathloop?

Deathloop, a detta dello stesso game director, è un murder puzzle in cui il giocatore interpreta un assassino bloccato all’interno di un loop temporale nell’isoal di Blackreef. L’obbiettivo del giocatore è quello di fuggire dall’isola di Blackreef nei panni del protagonista Colt e, per farlo, dovrà eliminare otto bersagli prima che la giornata abbia fine, pena il riavvio di un loop temporale.

Questi otto bersagli, chiamati visionari, sono profondamente diversi tra loro e comprendono figure delle più svariate origini: ricconi, artisti, assassini, scienziati e chi più ne ha più ne metta. Essi si trovano in uno dei quattro distretti di Blackreef in base al momento della giornata e più informazioni raccoglieremo nei panni di Colt, più facile sarà per noi capire come muoverci. In tutto questo ci troveremo ostacolati da Juliana, altra figura che come noi avrà l’obbiettivo di eliminare i visionari prima della fine della giornata, perfettamente a conoscenza della nostra esistenza e del nostro obiettivo.

Per portare a termine la nostra missione potremo mantenere armi e abilità raccolte nel corso dei loop all’interno di quelli successivi, esplorando nel frattempo l’isola alla ricerca di altre abilità, altre armi e soprattutto altre informazioni.

Deathloop arriverà su PC e PS5 (qui in esclusiva per un anno) il prossimo 21 Maggio 2021.

Noi non stiamo veramente nella pelle.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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