Genshin Impact: costi di sviluppo recuperati in due settimane (ma arrivano le polemiche)

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Genshin Impact, il free-to-play di MiHoYo lanciato in pompa magna nelle scorse settimane, si conferma fenomeno annunciato: a sole due settimane ha incassato oltre 100 milioni di dollari recuperando per intero il budget di produzione.

Com’era logico aspettarsi, la platea più interessante per Genshin Impact è l’estremo oriente, con al primo posto tre giganti economici come Cina (ovviamente), Corea del Sud e Giappone, ma sembra che la popolarità del gioco sia in netta crescita anche in occidente.

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Secondo Daniel Ahmad, insider e analista, GI potrebbe raggiungere il miliardo di RMB (valuta cinese), ovvero 150 milioni di dollari, entro brevissimo tempo, confermandosi il lancio di maggior successo per un’IP cinese.

Certo, non mancano le polemiche.

Solo pochi giorni fa, diversi commentatori avevano mosso sospetti di censura verso alcuni aspetti “social” del gioco, come l’impossibilità di digitare parole “scomode” per il regime cinese quali per esempio Tibet o Hong Kong nella chat interna (ne avevamo parlato qui).

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E’ invece di poche ore fa la notizia (proveniente dal social Resetera e dunque da verificare) che il gioco sarebbe stato bandito dal PlayStation Store belga a causa di alcune features del gioco tacciate di essere di istigazione al gioco d’azzardo. In particolare, il gioco richiederebbe acquisti in-app che andrebbero contro le leggi del paese (al momento, gli sviluppatori non hanno commentato la cosa).

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FONTE PC Gamer

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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