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Genshin Impact: la chat censura i riferimenti ai problemi politici della Cina?

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A pochissimi giorni dal suo lancio, l’rpg free-to-play Genshin Impact è già finito al centro delle polemiche.

Secondo vari interventi su Reddit e da parte di alcuni influencer e insider, la chat interna del gioco avrebbe un sistema che censurerebbe parole legate a questioni politiche “calde” per la Repubblica Popolare Cinese, come “Taiwan”, “Hong Kong” o “Tibet”.

Tutto è partito da un video del giornalista indipendente Kazuma Hashimoto, che su Twitter ha pubblicato un video in cui si può assistere al fenomeno, poi ricaricato su YouTube da Kotaku.

All’inizio l’azione era stata spiegata come un “bug”, ma presto molti commentatori si sono uniti nell’indicare la causa principale di questo trattamento nella forte repressione del dissenso attuata da Pechino, anche e soprattutto nel campo dell’industria videoludica.

Va detto, come osserva Kotaku, che l’azienda madre del gioco MiHoYo non ha sede in Cina, ma è probabile che il publisher non voglia problemi con il complesso ed efficiente sistema di censura cinese.

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Che Genshin Impact diventi terreno fertile per un nuovo caso Devotion (ne abbiamo parlato qui)?

FONTE Kotaku

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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