Hogwarts Legacy: JK Rowling non è coinvolta nell’rpg di Harry Potter

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Hogwarts Legacy, sviluppato da Avalanche e annunciato ufficialmente nel corso dello showcase PS5 di mercoledì sera (qui la news), è probabilmente un’ottima occasione per tutti i fan della saga di Harry Potter di vivere un’esperienza videoludica ambientata nel mondo magico che sia finalmente “di peso”. Tuttavia è di queste ore la notizia che JK Rowling, madre della saga letteraria, non sarà coinvolta nello sviluppo del gioco.

La notizia proviene dalla pagina FAQ ufficiale del gioco, nella quale WB Games specifica che “JK Rowling non è direttamente coinvolta nella creazione” nonostante “la sua straordinaria creazione [sia] il fondamento di tutti i progetti nel mondo magico”.

Nel caso di altri brand, l’assenza dell’autrice dallo sviluppo di un progetto di questo tipo e stazza non sarebbe così importante, ma con Harry Potter la questione si complica, per due motivi.

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Il primo: pur non essendo stata sempre “in prima linea” nei progetti legati alla sua creatura, produzioni di peso come i film di Animali fantastici e dove trovarli hanno comunque visto JKR come sceneggiatrice, e appare strano che WB Games l’abbia segnalata come non presente nella produzione in modo tanto rapido. Inoltre, data la presenza nel gioco di un setting temporale molto particolare e alternativo rispetto a quanto visto su grande schermo sino a oggi (una Hogwarts ottocentesca), la consulenza della Rowling sarebbe stata molto importante.

Una storia scottante

Di qui arriviamo tuttavia al lato “caldo” della vicenda. E’ ormai fatto di dominio pubblico che la Rowling starebbe avendo grossi attriti con Warner Bros. e la produzione delle opere tratte dai libri a causa di frasi ritenute transfobiche sia diffuse dall’autrice su Twitter che disseminate all’interno di una serie di gialli scritti dall’autrice sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith.

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JK Rowling

Le posizioni della Rowling sono state duramente contestate e diversi membri della produzione e del cast dei film si sono dissociati dalla figura dell’autrice. Ipotizzare che questo processo abbia fra i suoi frutti anche un’estromissione della scrittrice dal processo WB. Games potrebbe non essere così improbabile.

In dubbio è persino il fatto che JK Rowling riceva delle royalties per Hogwarts Legacy, e WB Games, dal canto suo, ha evitato di commentare la vicenda ufficialmente. Di fatto, gli ultimi commenti di Warner Bros. alla vicenda sono in una dichiarazione a Variety di giugno, nella quale si dissociava completamente dal pensiero dell’autrice.

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E’ molto probabile che data la quantità e qualità di creativi coinvolti nel franchise di Harry Potter il livello di Hogwarts Legacy non sarà certo “basso” rispetto al materiale di partenza. Tuttavia, se guardiamo la vicenda dal lato della Rowling non è difficile vedere elementi di complessità ben maggiori: che presto l’autrice perda cominci a perdere il controllo del suo universo narrativo?

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FONTE IGn

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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