The Outer Worlds: testi troppo piccoli? Ci pensa una patch

The Outer Worlds, Obsidian

Ottime notizie per i giocatori di The Outer Worlds: la patch 1.3 del gioco introdurrà la possibilità di regolare la grandezza del font di tutte le componenti scritte dell’interfaccia di gioco (dai sottotitoli alle voci dei menù), in modo da permettere un’esperienza più piacevole e personalizzabile.

La nuova opzione sostituisce quella introdotta dalla patch 1.1.1.0, che a novembre aveva già fissato una nuova grandezza per il carattere, ed è giunta dopo alcuni feedback arrivati dall’utenza.

A darne notizia è stato Nate McDorman, fra i responsabili del lato UI del gioco, che ne ha anche mostrato il funzionamento attraverso una gif pubblicata su Twitter.

Una trovata salvavita per tutti i giocatori che ogni anno perdono diottrie spulciando menù, sottomenù e dialoghi dei propri giochi preferiti, no?

E non è tutto: la patch introdurrà anche alcuni miglioramenti al gameplay, come il fatto che da questo momento in avanti la mappa mostrerà più obiettivi in contemporanea.

Ricordiamo che molto presto The Outer Words sbarcherà anche su Nintendo Switch (Conoravirus permettendo) e che i programmatori hanno annunciato l’arrivo di un DLC nel corso dell’anno.

E in tutto questo i vostri occhi non soffriranno più durante le vostre scorribande.

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FONTE IGN

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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