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Zelda: Breath of the Wild 2 ricreato con lo stile di Link’s Awakening

Zelda, Breath of the Wild 2, Stephen J. Plant,

L’immaginario di Zelda è sempre linfa per i creativi alla ricerca di ispirazione per divertenti mash-up e crossover, e anche l’atteso Breath of the Wind 2 non fa eccezione: Stephen J. Plant, un artista indie di nazionalità canadese, si è divertito a immaginare cosa succederebbe se Nintendo decidesse di sostituire al meraviglioso motore grafico del sequel del suo capolavoro quello del delizioso Link’s Awakening. Da quest’idea è nato il Ganon’s Awaking, dal nome del principale antagonista dei Zelda.

Per arrivare al suo obiettivo ha dissezionato il trailer di BoTW2 presentato all’E3 2019, traendone alcune screenshot che ha rielaborato in questo modo:

Lo trovate anche voi delizioso? Pensate che una mod per giocare il prossimo BoTW in stile Link’s Awakening sarebbe divertente?

Per chi volesse approfondire l’opera di Stephen vi rimandiamo alla sua pagina artista su ArtStation e vi lasciamo il trailer di Breath of the Wind 2 presentato all’E3, così che possiate confrontarlo con le creazioni di Stephen:

Leggi anche: Legend of Zelda: Breath of the Wild incontra lo Studio Ghibli in questo trailer fan-made

FONTE DualShockers

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

yves guillemot

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