Index VR di Valve esaurito ovunque (grazie ad Alyx?)

Valve Index

Buone notizie per Valve, per la quale il 2020 sembra iniziare sotto buone stelle: Index VR, l’handset per la realtà virtuale rilasciato nel corso del 2019 dal team di Gabe Newell, è ufficialmente esaurito nei negozi statunitensi, canadesi, britannici e finlandesi dopo che già il periodo novembre-dicembre era stato caratterizzato da un successo tale da provocare ritardi di consegna nei rifornimenti ai negozi.

Secondo quanto riportato da PC Gamer, al momento andando sui siti ufficiali della distribuzione per ordinare il proprio esemplare del giocattolino di Valve, ci si ritrova di fronte solo un laconico bottone che promette all’utente di notificargli la futura disponibilità del prodotto. L’unico territorio nel quale ciò non sembra essere avvenuto è il Giappone, dove la vendita continua incessante.

Valve, Half Life: Alyx

Facile comprendere il motivo di questa fortuna: come logicamente affermato anche da PC Gamer, le vendite dell’handset si sono impennate dopo l’annuncio di Half Life: Alyx, che pur non essendo quello che molti si aspettavano (ovvero un episodio in grado di portare avanti al storia, bensì un prequel) permette al giocatore di tornare nel mondo di Gordon Freeman dopo ben tredici anni.

Un fatto che sembra aver battuto anche la tradizionale scarsa fortuna del VR fra i giocatori “generalisti”.

Come non complimentarsi con Valve per il buon risultato?

E voi darete una chance ad Alyx, se non altro per amore di Half Life?

>>Leggi anche: Half life: Alyx cos’è e cosa c’è da aspettarsi<<

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FONTE PC Gamer

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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