Hideo Kojima parla del futuro del mondo dei videogiochi

hideo kojima

Dopo la diaspora Konami/Kojima, il leggendario sviluppatore giapponese è riuscito a fare qualcosa di incredibilmente complicato: ricreare una software house e tirare fuori un prodotto di prim’ordine in un lasso di tempo piuttosto contenuto.

Nel giro di tre anni Hideo Kojima è infatti riuscito a mettere su Kojima Production e a rilasciare un titolo di incredibili dimensioni, il nostro buon caro Death Stranding. Nonostante ciò il game designer nipponico tutto ha fatto meno che dichiararsi pronto alla pensione; su Twitter Kojima ha già lasciato qualche informazione su cosa vorrà fare con il futuro.

Nel corso di una serie di post sul suo account Twitter (social network su cui è particolarmente attivo) Kojima ha infatti colto l’occasione per fare gli auguri di buon anno ai suoi followers e parlare di ciò che lo aspetta nel suo futuro da creativo.

Per Hideo Kojima le nuove tecnologie sono importanti.

Tra un “buon anno” e l’altro, Kojima ha dichiarato di aver iniziato a riflettere su ciò che lo terrà occupato durante il corso del 2020. Per ail 2020 ed il particolare il nuovo decennio, saranno le location perfette per vedere delle importanti evoluzioni all’interno dell’industria dell’intrattenimento: streaming e intelligenza artificiale.

Per Kojima grazie a queste tecnologie fra dieci anni il mondo dell’intrattenimento sarà particolarmente differente ed il 2020 sarà, per lui, il punto di partenza perfetto per creare un opera che ruoti attorno a questi nuovi mezzi.

Il post integrale di Twitter recita le seguenti parole:

“Nel 2020 avremo le olimpiadi di Tokyo, e nel corso dei prossimi 10 anni assisteremo a un estremo cambiamento nel settore dell’intrattenimento con l’arrivo dello streaming e delle IA. Mi piacerebbe creare qualcosa di relazionato a tali nuovi media per un intrattenimento completamente nuovo per il domani.”

Inutile dire che fa sempre piacere vedere un creatore di contenuti puntare così lontano nel tempo e nello spazio, specie quando sappiamo che dal punto di vista prettamente videoludico Hideo Kojima è sempre stato uno di quelli maggiormente in grado di portare in avanti l’asticella del mondo dei videogiochi, verso un medium più stratificato e complicato.

Di cosa sta parlando Hideo Kojima?

Di che tecnologie sta parlando Hideo Kojima?
Ci sono esempi di queste tecnologie che possiamo usare per immaginare la natura del suo prossimo progetto?

Quando Hideo Kojima si riferisce all’intrusione dello streaming e delle intelligenze artificiali all’interno del mondo dei videogiochi sta parlando di una lunga serie di features che sono state teorizzate dalla stampa mondiale e dagli esperti di tecnologia.

Noi abbiamo parlato in modo approfondito di argomenti riguardanti tale questione in un articolo su di un eventuale futuro in cui il game streaming è realtà ed ha vinto sulla concorrenza.

I videogiochi potrebbero adattarsi in tempo reale al giocatore in base alle sue preferenze o ai suoi comportamenti, senza dover litigare con le limitazioni tecniche dovute alle macchine; lo streaming e la smaterializzazione del videogioco potrebbe permettere ad Hideo Kojima di realizzare un Death Stranding su scala acontinentale invece che americana in base alla geolocalizzazione del giocatore.

L’intelligenza artificiale potrebbe aiutare il mondo dei videogiochi a mantenersi sempre aggiornato tecnologicamente grazie ad esempi come è possibile leggere in questo lungo articolo di The Verge. Invece di avere a che fare con la necessità di rilavorare in gran parte il codice di un titolo per aggiornarlo, un videogioco potrebbe venir lavorato in tempo reale dal cloud per ottenere un aspetto grafico allineato con quella che è la moderna tecnologia.

Al momento sappiamo soltanto che Hideo Kojima sta scrivendo il concept per il suo nuovo prodotto, motivo per cui non ci resta che aspettare quattro o cinque anni per vedere un nuovo titolo da parte del game designer che ha dato i natale alla saga di Metal Gear Solid.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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