I saldi estivi di Steam sono iniziati da qualche giorno e, come da tradizione degli ultimi anni, sono accompagnati da un gioco promozionale interno allo store. Questi giochi hanno lo scopo di promuovere le vendite attraverso la possibilità di vincere badge, sconti, wallpaper e riconoscimenti digitali vari da usare nel proprio profilo. Quest’anno Valve ha alzato il tiro e creato il “Grand Prix“, una competizione tra squadre di utenti che permette al team vincitore la possibilità di ottenere gratuitamente – leggete bene con attenzione – il primo gioco della propria lista dei desideri.

Qual è il problema?

 

 

Che, come al solito, la maggior parte delle persone non ha letto le istruzioni: moltissimi utenti hanno interpretato male le regole e compreso che il possibile gioco gratuito verrebbe selezionato a caso tra la lista dei desideri. La conseguenza? Tutti si sono fiondati a svuotare le proprie wishlist, lasciando al loro interno solo i titoli più costosi. Come biasimarli. Ma perché è un problema?

Se dal lato utenti questo è solo un problema per i “furbetti”, che hanno perso un sacco di tempo per niente, il vero disservizio lo stanno subendo gli sviluppatori indie, i cui giochi costano generalmente poco e che, come conseguenza dell’effetto sopra citato, hanno perso nel giro di 24 ore anche migliaia di iscritti alle liste dei desideri, come testimoniano diversi tweet di developer come Wildfire Games, Mode 7, Bscotch o FSB Games (tra i tanti).

Le liste dei desideri sono uno strumento molto importante per il marketing interno alla piattaforma Steam, in quanto più persone mettono nella lista dei desideri un certo gioco, più gli algoritmi dello store di Valve favoriranno il gioco in oggetto con un effetto a catena che può influenzare pesantemente il risultato commerciale di un videogioco – senza considerare che gli utenti che hanno rimosso un gioco dalla wishlist non verranno più aggiornati sul rilascio, sugli aggiornamenti e gli sconti del titolo in questione.

Valve ha riconosciuto il problema

 

 

Per quanto sia facile (e legittimo) puntare il dito contro la pigrizia delle persone, c’è da ammettere che le istruzioni del “Grand Prix” di Steam siano tutt’altro che chiare – o meglio, fossero, dal momento che Valve stessa ha rilasciato un comunicato dove spiega meglio il funzionamento e segnalando di aver modificato il regolamento per una maggiore comprensibilità. A detta nostra, il risultato non cambia molto – guardate coi vostri occhi e diteci quanto avete capito alla prima lettura e quanti secondi sono passati prima che vi sia passata la voglia di provarci. Inoltre, il danno è fatto: sebbene sia auspicabile che molti utenti torneranno a mettere i giochi rimossi nella propria wishlist, è estremamente probabile che altrettanti non abbiano voglia di perdere tempo a ripetere tale operazione, e altrettanti ancora non abbiano letto l’aggiornamento fornito da Steam – dopotutto, se non hanno letto bene l’home page, figuriamoci la sezione notizie. Un punto a favore di Epic Games Store?

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