Il fondatore di Epic Games difende il suo store

Epic Games stpre cover image

Lootboxes e Epic Games Store saranno i due temi più ricorrenti, noiosi e negativi che ricorderemo delle annate 2018/2019 (ammesso che nel frattempo non scoppi la terza guerra mondiale o ci invadano gli alieni). Epic Games Store è di nuovo nelle notizie del giorno per via di alcuni tweet di Tim Sweeney, CEO e fondatore di Epic Games.

Tim Sweeney difende la strategia delle esclusive Epic Games

 

 

Nonostante il marasma di critiche ricevute sul fatto che Epic Games stia pagando gli sviluppatori per pubblicare in esclusiva temporanea sul loro negozio, Tim è convinto che sia la strategia giusta per competere con la concorrenza (o meglio, con Steam) e “influenzare permanentemente l’intera industria dei videogiochi“.

La politica di offrire maggiori profitti agli sviluppatori non è sufficiente da sola: nonostante Epic Games Store abbia una commissione del 12% contro il 30% di Steam (che significa che gli sviluppatori ottengono rispettivamente l’88% e il 70% dei profitti sulle vendite), Steam è ancora la principale destinazione della stragrande maggioranza dei giocatori PC, e altri store indipendenti (esclusi Origin, Battle.net e Uplay) non raggiungono minimamente ciò che può offrire la piattaforma di Valve in termini assoluti di vendite – Tim Sweeney dice che nessuno store ha raggiunto nemmeno il 5% dei risultati di Steam. Inoltre – aggiungiamo noi – nulla impedisce a Steam di adeguare il taglio offerto da Epic, rendendo nulli gli sforzi di quest’ultima.

Le esclusive funzionano e le lamentele non servono

 

screenshot epic game store
L’Epic Games Store, almeno per ora, non è affatto attraente quanto Steam

 

Veniamo al punto focale: con tutte le lamentele da parte degli utenti di Steam (e popolari battute come “ecco un altro gioco che comprerò un anno dopo l’uscita”), anche voi potreste pensare che non sia stata una grande idea, vero? Sbagliato. I profitti dei maggiori titoli sulla piattaforma Epic paiono infatti “molto più elevati se comparati alle proiezioni di vendita su Steam e alle vendite attuali su console.

La polemica, dopotutto, è superflua: sebbene ci sia una fetta consistente di utenti Steam che difendono strenuamente la piattaforma, la stragrande maggioranza dei giocatori non è interessata a questo tipo di discussioni e vuole solo poter giocare ciò che vuole, a prescindere dalla piattaforma.

Tuttavia, molte delle lamentele sono più che legittime: Tim stesso riconosce che la piattaforma di Epic è ancora molto acerba e deve fare grandi passi per raggiungere minimamente il livello di qualità offerto da Steam.

Il futuro non è solo esclusive

L’obbiettivo ultimo di Tim (perché, obbiettivamente, la prima è troppo ambizioso) e, in secondo luogo, spingere le altre piattaforme ad adeguarsi a termini di spartizione di profitti simili o uguali al proprio 88/12, con lo scopo ultimo di favorire gli sviluppatori nell’avere più profitti da reinvestire in giochi migliori, e i giocatori nell’avere probabilmente videogiochi meno costosi.

La seconda parte ci suona un tantino idealistica e poco onesta, in quanto abbiamo seri dubbi Epic abbia a cuore l’interesse degli sviluppatori tanto quanto quelli di diventare il maggiore competitor di Steam, ma ad ogni modo, a noi che importa? Sul lungo periodo, le esclusive diverranno solo un ricordo e tutti trarremo vantaggi.

Nel frattempo, parlando di vantaggi, sapere che il nuovo client di GOG permette di avere una sola libreria per tutti i vostri giochi?

 

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