C’è una domanda che tutti i videogiocatori si pongono negli ultimi tempi: Quando esce Death Stranding? Ebbene, la data di rilascio di questo titolo rimane tutt’ora un mistero. In passato ci sono stati rumors, molti dei quali puntano alla fine dell’anno corrente. Lo stesso Kojima si sarebbe esposto affermando che sarebbe uscito nell’anno in cui è ambientato il film di animazione Akira (appunto il 2019).

Il 2019 è arrivato ma Death Stranding che fine ha fatto?

Tuttavia il primo trimestre dell’anno sta per concludersi e non abbiamo ancora qualcosa di tangibile. Qualche giorno fa, esattamente il 2 marzo, Hideo è stato intervistato alla radio giapponese J-Wave. Ovviamente il topic è stato il suo nuovo gioco che, a quanto pare, ha delle meccaniche che richiedono tempi di sviluppo superiori a quelli previsti all’inizio.

Ci sono alcune parti del gioco che hanno bisogno ancora di tanto lavoro. Non siamo in quella fase dello sviluppo del gioco in cui bisogna solamente limare e correggere le piccole imprecisioni.

Spiega Kojima.

 

Death Stranding va ancora perfezionato

Questo va in antitesi con quanto detto mesi fa, quando sembrava che si fosse ormai vicini al beta testing. Evidentemente Hideo Kojima ha ritenuto opportuno revisionare ancora il gioco, cercando di capire cosa si possa migliorare in termini di gameplay e sceneggiatura.

Quando ci sono delle tempistiche bisogna scendere a compromessi. Con una scadenza si lavora meglio e si cerca di capire quali siano gli obbiettivi da raggiungere per focalizzarsi su quelli. Mi ritengo una persona che con il lavoro non si ferma fino a quando non si raggiunge la deadline. Sono sicuro di una cosa: il gioco non verrà rilasciato fin quando non rispecchierà i miei standard.

Diamo fiducia a Kojima

Il nostro game designer preferisce, insomma, prendersi tutto il tempo che ha a disposizione e realizzare un videogioco che soddisfi i suoi standard qualitativi. Non crediamo che sia giusto così: Death Stranding deve uscire quando sarà pronto. Anche perché abbiamo giò visto cosa succede a un’opera di Kojima costretta ad uno sviluppo “rushato”: nessuno vuole un’altro The Phantom Pain.

Diamo fiducia a Kojima, ricordando che Death Standing sarà la sua prova del nove, il titolo che ci permetterà di determinare se è effettivamente un game designer capace di realizzare opere memorabili al di fuori di Metal Gear Solid. Perché si, come discusso con Gianandrea durante una recente intervista, c’è Zone of The Enders, c’è Boktai, titoli apprezzabili, ma abbastanza di nicchia. Siamo sicuri che Death Stranding avrà un peso più che notevole sulla carriera del “maestro”.

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