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GOG, lo store di CD Projekt, ha licenziato il 10% del suo staff

GOG

Brutte notizie in casa GOG, di quelle che difficilmente vorresti leggere su di un sito di videogiochi; sembra che anche quest’azienda, esattamente come successo per Activision Blizzard qualche settimana fa, debba ristrutturarsi in modo da contenere le spese e migliorare la sua efficienza, almeno secondo quanto è stato dichiarato dal portavoce.

A riportare la notizia in seguito al comunicato stampa è stato in primis Kotaku, noto sito di giornalismo in lingua inglese; secondo quanto riportato da una fonte alternativa interna all’azienda, i licenziamenti sarebbero dovuti a problemi di tipo finanziario.

Vediamo insieme cosa è successo più nello specifico.

Qualcosa è andato storto per GOG.

Il mese di Gennaio 2019 è stato un mese particolarmente difficile per il mondo dei videogiochi vista la formidabile quantità di licenziamenti e di ristrutturazioni che si sono susseguite in un grandissimo numero di studios sparso per il mondo; quando a non passarsela liscia è anche un titolo che è stato una macchina da introiti incredibile come Fortnite allora c’è davvero qualcosa che non quadra nella faccenda.

GOG, il noto digital store impegnato principalmente nella riproposizione di videogiochi classici modificati a puntino per farli girare su machcine recenti, è un azienda possieduta dal publisher di The Witcher 3, Cd Projekt. Un portavoce di GOG ha confermato nel corso del pomeriggio del 25 Febbraio a Kotaku la veridicità delle informazioni riguardanti i licenziamenti, aggiungendo qualche dettaglio utile a ricostruire la vicenda.

“GOG sta subendo una ristrutturazione interna cominciata durante l’ottobre 2018 che si è conclusa a inizio febbraio con gli ultimi licenziamenti. Licenziare qualcuno, come probabilmente tutti sappiamo, non è mai facile ma abbiamo già iniziato a reintegrare nuova gente all’interno della nostra azienda, con tanto di 20 nuove posizioni aperte per aspiranti professionisti del settore”

L’inchiesta di Jason Schreier (autore dell’articolo) non si è fermata però lì; secondo quanto dichiarato da uno degli ex-lavoratori di GOG, i licenziamenti sono dovuti ai problemi finanziari dell’azienda e secondo le stime fatte oltre il 10% degli impiegati dell’azienda sono stati licenziati.


“A noi dipendenti è stato raccontato che era tutta una questione di soldi; i ricavi di GOG non riuscivano a tenersi al passo con la crescita delle spese e la crescita dei ricavi degli altri store. In azienda moltissimi erano preoccupati del fatto che eravamo pericolosamente vicini all’essere in bolletta negli ultimi mesi. Il colpo di grazia è stato dato dalla tendenza di alzare le percentuali date agli sviluppatori per copia venduta, cosa che ha peggiorato ancora un po’ la situazione finanziaria dell’azienda. Le cose sono peggiorate in modo estremamente veloce e la cosa ci ha colto di sorpresa; notoriamente nel mondo dei videogiochi si sa che Febbraio è un mese un po’ così ma nessuno avrebbe mai potuto aspettarsi una serie di licenziamenti del genere dopo un Gennaio pieno di successi come quello appena passato. Alla fine pensavamo semplicemente che saremmo stati spostati in un qualche team, esattamente come era stato previsto con la ristrutturazione interna dell’azienda ma così, alla fine, non è stato. Non ci sono mai stati così tanti licenziamenti all’interno di GOG prima di questi.

Il passo falso di GOG è stato Thronebreaker?

Da quando Epic Games è entrata nel mercato dei digital retailer con Epic Store, il discorso dei ricavi per copia legati agli sviluppatori si è fatto molto acceso. Epic Store trattiene infatti soltanto il 12% dei ricavi, contro il 30% di Steam e GOG. Se sommiamo questo all’insuccesso generale del progetto Thronebreaker, allora possiamo dipingere una situazione complicata per lo store polacco.

L’ultimo titolo appartenente al mondo di The Witcher è stato, secondo quanto dichiarato all’interno del penultimo report finanziario del 2018, un piccolo disastro commerciale. Secondo alcune fonti interne contattate da Owen S. Good di Polygon, parte dell’insuccesso del titolo è dovuto alla sua iniziale esclusività sul marketplace di GOG, luogo con flussi di acquirenti diversi da quelli di Steam. La campagna di Thronebreaker è stata infatti rilasciata su Steam non molto tempo dopo la sua release sullo store proprietario di CD Projekt, nonostante fosse stato dichiarato un titolo esclusivamente appartenente al mondo di GOG.

Fortunatamente i licenziamenti non sembrano aver intaccato CD Projekt Red, ovvero la software house che si occupa attivamente dello sviluppo videoludico per cui il brand CD Projekt è famoso.

Al momento CD Projekt Red è al lavoro su Cyberpunk 2077, gioco di ruolo/immersive sim basato sul gioco da tavolo Cyberpunk 2020; speriamo solo che la fuga del game director in Blizzard non abbia cambiato di troppo le carte in tavola.

 

Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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