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Stanchi delle solite mini console? Arriva PC Classic

Immagine e design della nuova mini console PC Classic

La nostalgia si è rivelato uno dei metodi più efficaci per il marketing, è l’avvento delle varie mini console ne dimostra l’efficacia.

Grazie a NES e SNES Mini e all’arrivo di Play Station Classic, moltissimi giocatori di vecchia data hanno avuto il piacere di riscoprire i classici della loro infanzia. Coloro che invece non hanno vissuto la Golden e Silver age dei videogiochi, hanno avuto la possibilità di recuperare tutti quei titoli che hanno scritto la storia del medium su console.

In parole povere, l’operazione commerciale è stata ed è tutt’ora un successo. 

Gli amanti del retrogaming su PC, però, sono rimasti ingiustamente esclusi da quest’operazione di restauro. Con i moderni sistemi operativi che vanno in contrasto con i vecchi titoli e un futuro non proprio roseo per gli emulatori il PC è una perfetta macchina per il retrogaming ma assai poco immediata.

L’assenza di tale immediatezza ha allontanato tutti coloro che vogliono immergersi nel retrogaming ma non possono o non riescono per motivi pratici e legali. Almeno fino ad ora.

PC Classic è la nuova mini console concepita esclusivamente per giocare alle vecchie perle DOS degli anni 80′ e 90′. Verrà sviluppata dalla compagnia Unite-e, ed hanno oggi annunciato il loro progetto e l’inizio della campagna per il crowdfunding, prevista per tardo Novembre/inizio Dicembre.

Nel video che hanno rilasciato è possibile vedere il design della console, che richiama i case dei vecchi PC di 30 anni fa, sottolineando poi l‘estrema portabilità di PC Classic. La console avrà al lancio 30 giochi non ancora annunciati, ma nel trailer si può vedere in azione il classico DOOM del 1993. 

Il nuovo Santo Graal per il retrogaming su PC?

 

L’azienda assicura l’assoluta legalità nel giocare ai titoli di PC Classic, in quanto tutte le dovute licenze saranno acquisite dalla compagnia. In futuro hanno anche annunciato che sarà possibile acquistare diversi giochi DOS separatamente, anche se la modalità di acquisto ed il catalogo di titolo sono ancora sconosciuti.

Si potrà giocare a qualsiasi titolo con un mouse&tastiera oppure un joypad, entrambi supportati dal PC Classic. Unite-e sta anche cercando di lanciare la console con una mini tastiera in combinazione con il joypad, tutto incluso nel prezzo.

La console sarà disponibile in una variante colorata e dalle forme più moderne, per la gioia degli eretici che non apprezzano il design retrò dei vecchi PC, e dietro previa autorizzazione sarà anche disponibile recensire la console in anteprima per chi ha un canale Twitch o Youtube.

Per quanto riguarda l’acquisto delle licenze o in generale dello sviluppo della console, Unite-e ha rassicurato i propri investitori: il pedigree dell’azienda non è male, con alle spalle lo sviluppo di diversi apparecchi elettronici. Hanno anche rilasciato un gioco mobile poi divenuto cabinato arcade chiamato Neon FM con più di 150 canzoni su licenza. 

Unite-e Electronics ha anche lavorato a stretto contatto nel corso degli anni con Sega, Namco, Zenimax, Bethesda, Firaxis ed altre case sviluppatrici, specialmente della zona del Maryland. Si sono affidati al crowdfunding per coprire le ingenti spese derivate non tanto dalle licenze, ma soprattutto dal costo dei materiali per una produzione in serie.

Curiosa l’eloquente risposta ad una delle domande più frequenti sul loro sito:

 

“Can’t I just buy a Raspberry Pi, an enclosure, gamepad, keyboard, and mouse, 3D print a faceplate, install Armbian, buy 30+ games, build the source for ARM or install/configure in DOSBox for each and every game, create a menu system with game art, and tell everyone about it at parties?”


“No.”

Se tutto va per il verso giusto, PC Console sarà disponibile intorno alla primavera o l’inizio dell’estate del 2019, ad un prezzo base ipotetico di 99$.  

 

Restate sintonizzati per ulteriori news al riguardo.

Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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