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CD Projekt Red: sviluppatori non sono contenti del luogo di lavoro

cd projekt red
Accuse di scarsa organizzazione presso CD Projekt Red


CD Projekt Red ha una storia abbastanza recente. Lo studio polacco è nato nel 2002 da una costola di CD Projekt, azienda impegnata nello sviluppo e nella distribuzione di videogiochi. Nonostante al suo attivo abbia solo tre giochi appartenenti inoltre alla stessa saga, la software house europea ha da subito fatto breccia nel cuore dei giocatori.


Proprio la saga di The Witcher ha fatto innamorare milioni di giocatori che ora hanno in CD Projekt Red un punto di riferimento. The Witcher 3: Wild Hunt è uno dei titoli più premiati e acclamati da critica e pubblico degli ultimi anni, tanto che lo studio polacco è diventato per tutti sinonimo di qualità. Tutti aspettano con trepidazione il loro prossimo gioco, Cyberpunk 2077, nonostante le ultime news che vogliono elementi online nel loro titolo abbiano messo in allarme i fan scottati dalle mosse e dalle dichiarazioni di Electronic Arts.

Voci confermate ma su cui lo stesso team ha voluto rassicurare i giocatori affermando che l’avidità non fa parte del loro modo di pensare e agire. Su CD Projekt Red, però, in queste ore si stanno gettando ombre sulla qualità del trattamento che viene riservato al personale e agli sviluppatori stessi. A quanto pare, lavorare per la software house di The Witcher non sia rose e fiori.

Poca organizzazione e morale sotto i tacchi

Non è la prima volta che CD Projekt Red riceve accuse secondo cui il luogo di lavoro in cui sono costretti a lavorare gli sviluppatori sia poco stimolante e portatore di stress. Gli sviluppatori accusano scarsa comunicazione, gestione non ottimale delle risorse e tempi di lavoro massacranti.

CD Projekt RED rispose a queste accuse il mese scorso, ma è interessante notare che non furono negate queste poco edificanti considerazioni. Si limitarono a confermare che i carichi di lavoro, durante lo sviluppo di un gioco presso il loro studio, sono molto intensi.

In queste ore stanno tornando a galla queste accuse grazie a un video della YouTuber Madqueen Show (che potete trovare qui sotto). In esso gli sviluppatori dello studio polacco hanno parlato delle condizioni di lavoro presso CD Projekt Red, portando alla luce problemi molto seri come scarsa gestione di risorse e personale, scarsa comunicazione, morale basso da parte dello staff e una generale mancanza di organizzazione. Alcuni hanno affermato che le cose, comunque, sono generalmente migliorate dopo The Witcher 3; altri dicono, invece, che sono peggiorate. Alcuni hanno anche affermato che nonostante tutto il caos, CD Projekt RED è comunque un lavoro da sogno per loro.

Quest’ultima affermazione entra un po’ in contrasto con le accuse precedenti. Inoltre, guardando alla grandissima qualità dei prodotti finali, chiunque stenterebbe a credere a queste parole. Se in un ambiente lavorativo con queste problematiche si partorisce un titolo come The Witcher 3, figuriamoci cosa accadrebbe se si lavorasse in perfetta armonia.

Infine, sembra che lo sviluppo di CyberPunk 2077 stia procedendo come previsto, con progressi fatti ogni giorno. Il video purtroppo non ci fornisce ulteriori dettagli sul prossimo gioco dei CDPR. Speriamo che queste dichiarazioni siano leggermente gonfiate e, se non lo fossero, speriamo che tutto possa migliorare con il tempo.


D’altronde, siamo consapevoli del fatto che lavorare in una grande azienda che deve raggiungere un obiettivo in tempi a volte anche ristretti, possa essere motivo di stress. Lavorare nel mondo dei videogiochi non significa automaticamente divertirsi.

Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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