Visceral Games: emerge un retroscena su Dead Space 2

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A poche ore di distanza dall’esplosione del “caso Visceral Games“, la delusione dei gamer di tutto il mondo è quasi palpabile. La chiusura della software house americana ha generato numerose reazioni negli addetti ai lavori, tra cui c’è da segnalare quella di Santa Monica Studio, che ha addirittura chiesto agli ex dipendenti Visceral di mettersi in contatto con loro per nuove opportunità lavorative. Nonostante tutto questo, è ancora difficile metabolizzare una notizia del genere. Sono in tanti a temere per il gioco di Star Wars a cui lo studio stava lavorando, e che ora è rimandato a data da destinarsi. Ebbene, proprio oggi emerge un retroscena, relativo a Dead Space 2, che ci aiuta a comprendere un po’ meglio le dinamiche tra Visceral Games ed Electronic Arts.

Dead Space 2: il pomo della discordia tra Visceral e EA

Molti gamer conoscono Visceral Games per la creazione di Dead Space. La saga, nata come survival horror, ha poi man mano imboccato una strada diversa, diventando un vero e proprio action game. Dopo le scarse vendite ottenute dal terzo capitolo, sono in molti a pensare che EA abbia deciso di accantonare il franchise. Nonostante Electronic Arts abbia rassicurato gli amanti della serie, affermando di puntare ancora molto sulla sua IP, non è dato ancora sapere se e quando rivedremo Isaac Clarke sui nostri schermi. Ebbene, sembra proprio che siano state le vendite di Dead Space 2 a segnare l’inizio della fine del nostro eroe e che, forse, potrebbero anche aver incrinato i rapporti tra EA e Visceral Games.

Quando 4 milioni di copie non sono sufficienti.

Poche ore fa, Zach Wilson, level designer del gioco, ha rivelato dei retroscena in merito al budget stanziato da EA per Dead Space 2, e sulle aspettative che il publisher nutriva sul titolo. Stando alle dichiarazioni rilasciate da Wilson sul suo account Twitter, il secondo capitolo di Dead Space costò complessivamente circa 60 milioni di dollari, ed arrivò a vendere 4 milioni di copie. Il designer afferma che Electronic Arts fu “spietata” nel budget stanziato per il titolo, lasciando capire che avrebbe potuto tranquillamente essere più alto.

Nonostante 4 milioni di copie siano un traguardo importante, EA non fu soddisfatta delle vendite di Dead Space 2. Questo perché, stando alle parole di Wilson, il gioco, soprattutto a causa dei costi della campagna di marketing, avrebbe richiesto vendite più alte per coprire le spese. Se a tutto questo aggiungessimo che parte del ricavato delle suddette vendite è stato assorbito da Sony, Microsoft e dai vari rivenditori, possiamo facilmente immaginare lo scontento del publisher americano.

Dead Space 3: la pietra tombale della serie

Nonostante i risultati non soddisfacenti ottenuti da Dead Space 2, EA decise di realizzare comunque un sequel. Dead Space 3, a dispetto dei tanti cambiamenti apportati, non rispettò le previsioni di vendita. Come tutti ricordiamo, il terzo capitolo era quasi uno shooter in terza persona, con addirittura la possibilità di giocare in co-op. Tutto ciò era chiaramente una mossa per allargare la fanbase del gioco.

dead space 2 flop
Quale destino per Star Wars?

È decisamente insolito che qualcuno riveli le cifre dietro lo sviluppo di un gioco, entrando così nel dettaglio. Attualmente, Zach Wilson lavora per Bethesda, ed è attualmente all’opera su un gioco non ancora annunciato ufficialmente. Allo stato attuale, Wilson è l’unico ex membro di Visceral Games ad aver rilasciato dichiarazioni in seguito alla chiusura dello studio di sviluppo. In seguito, anche Scott Warner, ex game director del gioco, si è esposto in prima persona, affermando, sempre tramite il suo account Twitter che Visceral era destinata al successo, ma che eventi “al di fuori della loro portata” hanno portato lo studio alla chiusura. Non è dato sapere a cosa Warner si riferisca nello specifico, ma afferma che il tutto è “un po’ più complicato” del semplice puntare il dito contro EA.

Visceral Games era a lavoro, come detto in apertura, su un gioco ispirato a Star Wars. Allo stato attuale, data la chiusura dello studio, si presume che il progetto sarà assegnato ad una nuova software house. Non è dato sapere neanche delle sorti di Amy Hennig, che era a capo dello sviluppo del titolo, in quanto parte di Visceral Games.

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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