Dodicenne spende 1000 dollari su Fortnite e il padre incolpa Epic

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Dodicenne spende 1000 dollari su Fortnite

Le microtransazioni continuano a devastare le carte di credito di genitori che non hanno cognizione dell’universo videoludico e delle passioni dei propri figli. L’ultimo caso è quello di un ragazzo di 12 anni che ha speso circa 1000 dollari sulla modalità battle royale di Fortnite in articoli cosmetici. Come è potuto succedere che un bambino abbia avuto la possibilità di sperperare questa bella cifra senza che il padre se ne accorgesse? Il punto è proprio quello: è stato il padre stesso a fornire la sua carta di credito al figlio che, poi, se n’è un po’ approfittato.


Il padre, abitante del Regno Unito, ha permesso al figlio dodicenne di usare la sua carta di credito per fare un acquisto su Fortnite. Tuttavia, gli acquisti sono diventati due, poi dieci, fino ad arrivare a ben 81 oggetti acquistati. La cifra esatta spesa è di 918 dollari.

Per il padre è colpa di Epic Games

Il padre ha sicuramente avuto da ridire con il figlio che avrebbe dovuto fare un solo acquisto, ma la cosa incredibile è che la sua ira si è scatenata soprattutto su Epic Games, sviluppatore del gioco. L’uomo incolpa Epic Games e la sua banca per aver approvato così tante transazioni in 72 ore. La sua filiale bancaria, tuttavia, ha rifiutato di annullare tali transazioni:

Siamo solidali, ma non possiamo rimborsare le transazioni perché l’uso della carta non era contrario ai nostri termini e condizioni.

La situazione è davvero grottesca. I genitori, purtroppo, non hanno ancora una consapevolezza piena del mondo dei videogiochi e la loro ignoranza in merito può creare danno ai loro figli e a loro stessi. Verrà data la colpa proprio ai videogiochi, è un classico, ma in questo caso di chi è davvero la responsabilità?

Non certo di Epic Games, crediamo, e, nonostante le microtransazioni non siano ben viste, non possiamo neanche incolpare questa politica perché nessuno costringe i giocatori ad acquistare. Fortnite Battle Royale è un titolo multiplayer gratuito. Fa parte del gioco Fortnite che, invece, è a pagamento. La modalità battle royale permette di acquistare oggetti in game come tanti altri ormai oggigiorno.

Oltretutto, il ragazzino ha acquistato oggetti cosmetici, quindi, non necessari per andare avanti nel gioco. Questo non è un processo, ma possiamo dire senza paura di essere smentiti che dare la carta di credito a un minore è un gran bel rischio.

Una situazione del genere non fa altro che inasprire le opinioni di coloro che già non vedono di buon occhio i videogiochi. Ricordiamo che L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha inserito la dipendenza da videogiochi nell’elenco delle malattie mentali. Qui su Player.it, inoltre, abbiamo riferito le parole di uno psicologo americano che chiedeva ai genitori di impedire ai propri figli di giocare proprio a Fortnite. Insomma, il clima non è molto disteso. Basterebbe davvero poco, però, per non creare disinformazione e allarmismo.

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FONTE Elespanol Vandal

Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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