Knack – Recensione


Dopo tanta attesa, finalmente abbiamo potuto mettere le mani su Knack, che si schiera insieme a Killzone come esclusiva di lancio retail per PS4. Il titolo da Japan Studio e Sony stessa lo ha definito come una fusione tra Katamari Damacy e un platform stile Crash Bandicoot.

articolo a cura di Simone Guybrush89 Segatori

GOLEM, GOBLIN E ROBOT

Un curioso mondo quello di Knack, un universo popolato da feroci Goblin che attaccano l’uomo per rivendicare la terra perduta e rubare i preziosi artefatti lasciati da una civiltà oramai scomparsa. Questi strani monili vengono utilizzati dalla civiltà come batteria per qualsiasi cosa. Elettrodomestici, auto, intere città: tutto è mosso da queste misteriose pietre che sono parte integrante anche del nostro grande/piccolo protagonista. Knack è infatti uno strano Golem ricostruito dopo anni di studio dal Dottore e dal suo aiutante Lucas.
Quando i Goblin attaccano la civiltà viene organizzata una spedizione per fermarli formata dal Dottore, Lucas, Knack, Victor e i suoi avanzatissimi robot e infine Ryder, grande esploratore e zio di Lucas. Le cose non sono semplici come sembrano e dopo una serie di peripezie che porteranno i nostri protagonisti a scontrarsi con orde di Goblin nei meandri di vivaci foreste ed oscure caverne, Victor rivelerà ai suoi “compagni” la sua vera natura. Nonostante il design simpatico e, allo stesso tempo, bizzarro dei personaggi, la progessione della trama di Knack è lenta e fa davvero fatica a partire. Per vedere qualcosa di più interessante dovremo attendere il quarto capitolo dell’avventura, che si raggiunge in nemmeno 2 ore di gioco e che rappresenta un terzo abbondante della durata complessiva del titolo.
Colpa di una difficoltà decisamente sotto la media che purtroppo non cambia nemmeno ai livelli più elevati. L’intelligenza artificiale dei nemici rimane praticamente inalterata, continuando a proporre gli stessi attacchi che possono essere evitati tutti alla stessa maniera e che a lungo andare mettono in mostra le carenze di una struttura di gioco assai debole. Purtroppo, le situazioni di varietà in Knack sono davvero poche e a parte qualche scontro con i boss in cui si dovrà utilizzare un pizzico di strategia, il resto prevede un continuo “salta e distruggi” con pochi stimoli ludici per il giocatore che arriverà alla noia in poche ore di gioco. Il carisma dei personaggi non è di aiuto, fatta eccezione per qualche divertente battuta di Knack. Per il resto gli unici dialoghi che sentiremo saranno quelli riservati alla narrazione della storia del titolo e anche se Knack viaggerà quasi sempre accompagnato da uno degli altri personaggi, le interazioni con quest’ultimo sono pochissime se non totalmente inesistenti. 
LA POTENZA DEGLI ARTEFATTI

Knack è la personificazione pura del platform semplice e immediato. Il gameplay del gioco si caratterizza di tutti gli elementi tipici del genere senza riuscire ad offrire però quel qualcosa in più che forse avrebbe risollevato le sorti del titolo. Knack stanca già dopo le prime ore di gioco. All’inizio è interessante osservare i poteri del golem, ma nonostante la crescita di personaggio e nemici, in buona sostanza non cambia niente fino alla fine. In Knack non dovremo far altro che raggiungere la fine delle varie porzioni di gameplay che ci separano dall’inevitabile scontro con il boss di turno. In questo tragitto il nostro eroe potrà assorbire delle pietre che gli permetteranno di crescere, sempre che i nemici non lo colpiscano ridimensionandolo di volume.
Gli avversari sono pochi e anche se il loro aspetto varia di livello in livello, le loro tecniche di attacco si riducono a lenti colpi ravvicinati e fastidiosi attacchi a distanza, spesso inevitabili per colpa della lentezza dei movimenti che rallentano il protagonista. Oltre ai numerosi e ripetitivi combattimenti Knack prova ad offrire distrazioni dalla lotta con delle piccole e davvero semplici sezioni platform in si dovrà semplicemente evitare di cadere in qualche burrone.
Nelle fasi più avanzate di gameplay, il piccolo golem scoprirà di poter spingere i suoi poteri fino ad assorbire parti di metallo, ghiaccio e quant’altro che però non forniscono nuovi poteri né cambiano le regole del gioco continuando a funzionare proprio come gli artefatti che ingrandiscono l’eroe. Persino le mosse con cui colpire gli avversari vengono ripetute fino alla noia senza variazioni e solo vicini alla fine dell’avventura, a patto di aver trovato tutti i pezzi del moltiplicatore combo, si riuscirà ad aggiungere un pugno in più alla combo di 3 disponibile dall’inizio del gioco. Gli altri collezionabili del titolo portano Knack a potenziare aspetti del gameplay di cui avremo fatto volentieri a meno, come ad esempio la possibilità di ottenere energia solare dai nemici per le super mosse dell’eroe. Il mondo di gioco è infatti strapieno di questi cristalli che permettono a Knack di eseguire poche e semplici supermosse per liberarsi in un secondo di qualsiasi tipo di nemico. Per vedere il nostro eroe ottenere delle abilità, si dovranno raccogliere le reliquie nascoste (si fa per dire) nelle location di gioco.
Collezionandone un certo numero si potranno sbloccare vari modelli di Knack, ognuno corredato da abilità specifiche come la super forza, agilità, possibilità di succhiare life points ai nemici e così via. Per completare gadget ed ottenere tutte le reliquie di cristallo si dovrà terminare l’avventura più volte. Lo speaker interno del Dualshock 4 è stato integrato con le funzionalità di gioco riproducendo un rumore metallico quando si raccolgono gli artefatti di Knack. Una chicca che aiuta più nel coinvolgimento.

KRACK GRAFICO


Nonostante la potenza di PlayStation 4, sono pochi gli effetti grafici che rendono Knack un gioco di nuova generazione. Il comparto tecnico del titolo infatti non è all’altezza delle potenzialità del nuovo monolite Sony tanto da far assomigliare Knack ad uno dei “vecchi” platform per PS3. Gli ambienti sono molto luminosi e colorati, ma a parte questo totalmente privi di vitalità e interattività. Il piccolo Golem, formato da decine e decine di minuscoli frammenti di roccia sempre in movimento è l’unica cosa che sembra essere nata dai motori della nextgen: i suoi movimenti sono fluidi e i dettagli di ogni singolo artefatto che lo compone è curato nel particolare. Con la potenza di PS4 e un Golem come Knack avremo voluto vedere un ambiente interattivo in cui scatenare le abilità del protagonista riportando effetti sull’ambiente circostante, purtroppo il protagonista non potrà interagire con nulla, fatta eccezione per i rari elementi che permettono di avanzare nella storia e le numerose orde di nemici.

MULTIPLAYER E COMPANION APP

La modalità cooperativa di Knack può essere giocata con un secondo Dualshock 4 o attraverso l’utilizzo del remote play con PS Vita. Il secondo giocatore può unirsi alla partita e lasciarla in qualsiasi momento. Entrerà in gioco nei panni di Robo Knack, un metallico aiutante di Knack. Robo Knack presenta una gamma di mosse simili a quelle di Knack, ma potrà donare degli artefatti al protagonista per curarlo con la semplice pressione del tasto Triangolo.



Sony ha lanciato una app gratuita per dispositivi iOS (presto anche per Android) chiamata Knack’s Quest. L’app presenta un gioco a sé stante che rientra nella categoria dei rompicapo in cui allineare 3 gioielli in fila per farli scomparire. In questo caso andranno allineate file di 3 artefatti e consegnati a Knack per crescere prima che il tempo finisca. I risultati potranno essere condivisi con tutti gli amici PSN inoltre, collegando l’app mobile al gioco, si potranno sbloccare nuovi gadget o reliquie per Knack.

COMMENTO FINALE

Knack è un platform nostalgico che riporta alla mente le vecchie glorie del passato, ma rimane totalmente privo di innovazioni. La formula di gioco delle prime ore viene ripetuta per tutta l’avventura, stancando e annoiando il giocatore con situazioni simili che sfociano nella ripetitività. Il motore grafico non sfrutta la potenza offerta da PS4, visto che Knack è un titolo molto più vicino alla precedente console Sony di quanto non voglia far sembrare. La campagna principale dura poco e il tasso di rigiocabilità del titolo è basso visto che l’unica cosa che separa il giocatore da una seconda avventura sono i collezionabili non sempre utili ai fini del gameplay. Consigliato a chi cerca un gioco davvero molto semplice, magari dopo un netto taglio di prezzo. Sicuramente non il titolo migliore per accompagnare l’uscita di PS4.

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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