Gli appassionati di avventure grafiche sono i più difficili da accontentare di tutto il panorama videoludico. Per questo non sorprende che molti abbiano storto il naso dopo aver visto le prime immagini di Blacksad: Under the Skin, una avventura grafica che di classico sembrava aver poco o nulla. L’adattamento del fumetto ideato da Juan Díaz Canales and Juanjo Guarnido, trasformato in videogioco dagli spagnoli di Pendulo Studios per conto di Microids, è sembrato non avere quelle meccaniche puzzle che sono un must per gli amanti del genere, e la mancanza di un inventario ha raffreddato ulteriormente gli entusiasmi.

Con tanta curiosità, ci siamo infilaati nello stand di Microids e siamo andati a provarlo di persona. Visto il forte interesse verso il titolo, mi sono avvalso dell’aiuto degli espertissimi ragazzi del canale Telegram di Calavera Cafè, il podcast delle avventure grafiche, punto di riferimento italiano per il genere. Al termine della prova abbiamo avuto la fortuna di poter parlare anche con Olivier Figere, product manager di Blacksad, il quale ha risposto alle nostre domande con una sorprendente schiettezza. Ecco come è andata.

 

Screenshot in primo piano con il detective blacksat, un gatto nero dal muso bianco
Il mio nome è Blacksad. John, Blacksad

Bello e divertente, ma non chiamatelo avventura grafica

Prima di partire ci viene fornito un controller. “Iniziamo male”, è il pensiero. Il gioco comincia nell’ufficio di Blacksad, investigatore privato dal tratto caratterialmente e visivamente felino. Le cose non sembrano andare per il meglio, visto che dopo un paio di frasi auto-riflessive veniamo subito attaccati da un ospite indesiderato. Colti di sorpresa, finiamo per essere uccisi, due minuti di gioco ed è già game over. Mal di poco, il gioco ricarica in un attimo riportandoci all’inizio della sequenza, senza perdere troppo tempo. Capiamo in fretta che l’unico modo per scamparla è premere i tasti che compaiono su schermo il più velocemente possibile, subendo pesanti conseguenze in caso di fallimento. Neutralizzato il nemico al secondo tentativo, la stessa meccanica si ripresenta in forma di dialogo poco dopo.

In Blacksad le conversazioni sono fondamentali per lo sviluppo della trama, quasi ogni elemento investigativo viene acquisito tramite conversazione, e sempre tramite dialogo sarà possibile accusare di vari crimini gli NPC, rischiando di venir sbugiardati nel caso in cui le nostre accuse fossero in realtà infondate.

Dopo qualche altro minuto, che non racconteremo per evitare spoiler, mettiamo il gioco in pausa e tiriamo un bel sospiro per calmarci. Non è una avventura grafica classica, neanche lontanamente, ed il livello di tensione che si accumula giocando, soprattutto all’inizio, è alto. Soddisfatti della prova, ci sediamo al tavolo con Olivier per fare quattro chiacchiere sullo stato dei lavori, e per cercare di capire qualcosa di più sulla storia del gioco.

Foto di uno dei personagi di Blacksad in bianco e nero, con elementi UI per carpire informazioni aggiuntive

L’intervista

R: Eccoci qua, abbiamo provato il gioco e ci è piaciuto tantissimo, ma vogliamo sapere di più!

O: Blacksad è una avventura grafica narrativa che si basa sugli omonimi cinque volumi a fumetti usciti dal 2000 ad oggi. La storia però è scollegata da essi, sarà possibile giocare il gioco senza aver letto i fumetti senza alcun problema.

R: Hai già anticipato una delle mie domande, il gioco non sarà collegato coi fumetti in alcuna maniera?

O: Abbiamo voluto far si che chiunque potesse giocare il gioco. Scrivendo una nuova storia abbiamo dato la possibilità a chi conosce il fumetto di giocare senza conoscere il finale così come abbiamo dato la possibilità a chi non conosce il fumetto di giocarlo senza il bisogno di alcuna conoscenza pregressa.

R: Molti hardcore-fan delle avventure grafiche sono preoccupati che Blacksad non sia una avventura grafica classica stile Syberia, con puzzles da risolvere per proseguire, ma che sia piuttosto una avventura più moderna con una forte componente narrativa ma poche scelte da compiere. Cosa ci puoi dire a riguardo?

O: Sarà sicuramente più vicina alle avventure grafiche moderne, sì. I puzzle saranno sviluppati intorno alle decisioni che il giocatore dovrà compiere durante il gioco piuttosto che sull’interazione con il mondo intorno. Tramite questi dialoghi sarà possibile raccogliere indizi, che poi verranno utilizzati in una fase successiva per dedurre nuove informazioni e formulare accuse per proseguire il gioco.

Non è permesso fare accuse totalmente errate fuori dal contesto, ma si potranno di fare assunzioni errate basate sui dettagli che si hanno. Blacksad è un detective e dovrà raccogliere prove per sviluppare il caso ed infine risolverlo, e potrebbero essere sbagliate, anzi, alle volte lo saranno!

Scelte multiple nei dialoghi di Blacksad

R: Sembrerebbe una sfida diversa, un misto tra puzzle e dialoghi. C’è qualche gioco a cui vi siete inspirati, vostro o meno, per il design di queste meccaniche?

O: Per quello che riguarda il gameplay non c’è dubbio che ci siamo inspirati alle avventure grafiche narrative degli ultimi anni, ma credo che sia una evoluzione naturale delle vecchie avventure grafiche, tra cui i punta e clicca.

Pendulo, che sta lavorando al gioco, è famosa per la serie Runaway e Yesterday Origins (oltre che per Hollywood Monsters, N.D.R), dei punta e clicca classici. E soprattutto quest’ultimo già aveva alcune meccaniche che rivedremo in Blacksad.

R: Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono Blacksad: Under the skin?

O: Come hai già avuto modo di provare, il gioco ha molti eventi quicktime che possono sbucare in ogni momento, dialoghi a scelta multipla, e scelte morali che possono influenzare la storia più avanti. Ma non solo, le diverse scelte avranno un impatto anche con le relazioni che il giocatore avrà con gli altri personaggi della storia e sul finale.

Ci saranno quindi possibili finali diversi per tutti i personaggi e non solo sulla storia.

R: In tutto questo, gli autori originali sono stati coinvolti nel progetto?

O: Lo script ed i personaggi aggiuntivi sono stati creati da Pendulo Studio, ma gli autori erano in costante contatto e validavano continuamente il lavoro. Potevanoi in qualsiasi momento rifiutare una proposta o decidere di accettarla.

Era importante per noi mantenere il gioco fedele all’universo originale, e non avremmo potuto farlo senza il loro intervento.

R: Anche perché il fumetto originale affronta temi estremamente complicati come razzismo, violenza e nudità. Come vi siete comportati a riguardo? Verranno queste tematiche affrontate nel gioco?

O: Si, tutti questi argomenti verranno trattati nel videogioco, più molti altri che non compaiono nella serie. La storia si sviluppa intorno allo sport nella New York degli anni cinquanta e alle prime agenzie di scommesse. Visto il boom dello sport a quel tempo, con l’arrivo dei televisori a colori, le scommesse – soprattutto quelle illegali – erano parte della città.

Quindi oltre ai temi classici avremo anche quello delle scommesse, e dei cartelli creati dalla mafia sulla scena newyorkese.

R: Quindi c’è anche un gran lavoro di ricerca dietro al gioco.

O: Certo, tutti gli scenari sono basati sulla vera New York degli anni ’50. E’ importante sottolineare che Blacksad non è un fantasy, ma un gioco ambientato nel mondo reale in cui viviamo e che viene semplicmente vissuto attraverso figure umanoidi dal tratto animale.

R: ci offri lo spunto per una domanda abbastanza difficile che volevamo fare. Il gioco contiene delle figure animali dai tratti umanoidi, in altre parole dei Furry. Vi siete interfacciati in qualche maniera con queste community durante lo sviluppo del gioco, o le avete comunque considerate parte del vostro target d’utenza?

O: Si certo, lo abbiamo preso in considerazione, proprio per evitare che Blacksad venga scambiato per un gioco ambientato in un mondo Furry. Gli animali in Blacksad sono un espediente narrativo per rappresentare la natura umana.

Lo stesso Blacksad potrà usare dei poteri tipici dei felini durante il gioco, ma il focus rimane l’esperienza tipicamente umana, legata alle emozioni umane. Non è un mondo fantasy, i problemi che affrontiamo sono reali. Per esempio lo stesso Blacksad è un gatto nero, e nel gioco come nei fumetti avrà a che fare con episodi di razzismo a causa della sua natura.

R: Una risposta specifica e ben dettagliata che siamo sicuri verrà apprezzata dal pubblico. Passando ad altro, parliamo di localizzazione, un altro argomento caldo nel mondo delle avventure grafiche. Quante lingue verranno supportate da Blacksad?

O: Al momento stiamo supportando il doppiaggio in inglese, francese, spagnolo, tedesco e russo. Per l’italiano avremo i sottotitoli, così come per l’olandese e altre lingue.

R: Altre compagnie hanno espresso opinioni forti sul doppiaggio, dicendo che è abbastanza superfluo farlo per molte lingue. Microids invece continua a crederci e ad investirci, perché? Avete dati che supportino la scelta?

O: Penso che dipenda tutto dal tipo di gioco. Per le avventure grafiche è importante perché i giocatori vogliono sentirsi parte del mondo, vogliono sentirsi immersi in esso, e la lingua è un fattore importantissimo per raggiungere questo scopo. Per questo continuiamo ad investire non solo soldi ma soprattutto lavoro nel farlo.

R: Pensando allo stile, come mai avete scelto il 3D? Avendo Pendulo lavorato su giochi 2D per la maggior parte, e prendendo la storia in prestito da un fumetto, non avrebbe avuto più senso un 2D?

O: E’ stata ovviamente una sfida, soprattutto per Pendulo. Ma usare Unity ha dato allo studio la possibilità di andare oltre e avere delle scene molto complesse in uno spazio tridimensionale, ed eravamo sicuri che avrebbero reso meglio il vibe che avremmo voluto dare al gioco. Inoltre il 3D aiuta a dare profondità ai personaggi non solo visivamente ma anche emotivamente, quindi perché non provarci?

Commento

Se siete arrivati fin qui ormai lo avrete capito, Blacksad non è una avventura grafica classica, ma non ha mai cercato di esserlo. Il gioco si presenta come una nuova evoluzione delle avventure narrative, con una forte componente di azione-reazione da parte dei giocatori.

Questo non significa che non sia piacevole, al contrario, Blacksad è forse uno dei giochi che ci ha più impressionato in positivo e che non vediamo l’ora di giocare di tutta questa GamesCom. Lo stile grafico e la resa 3D creano una ambientazione molto suggestiva, e la dinamicità delle azioni da compiere si sposa perfettamente con lo stile narrativo. Una avventura punta e clicca con un soggetto così dinamico come il detective Blacksad sarebbe stata probabilmente sprecata, e siamo sicuro che il gioco saprà convincervi in pochi minuti. Semplicemente, dimenticatevi il passato.

 

Ringraziando Microids per la disponibilità, ricordiamo che potrete giocare dal 5 novembre su PC, PS4, Xbox e Switch.

5/5 (3)

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