Dark Souls 3 – Anteprima


Articolo a cura di Pietro Gualano


From Software si trova a dover affrontare un compito non semplice con Dark Souls 3. Il team di sviluppo deve riuscire a soddisfare le ormai altissime aspettative dei fan, proporre un titolo qualitativamente all’altezza e introdurre elementi innovativi in grado di portare avanti il franchise. Non proprio una passeggiata dunque, ma stiamo parlando di una compagnia estremamente talentuosa che già in passato ha dimostrato grande coraggio e spirito di iniziativa. Dark Souls III viene proposto come seguito diretto di quel Dark Souls II che ha letteralmente spaccato la community, un gioco in grado di prendere quanto di buono visto nel primo capitolo della serie e introdurre profonde innovazioni.
Al momento è impossibile dire con certezza se From Software sia riuscita o meno a realizzare un titolo dotato di quella particolare magia che caratterizza i Souls (non solo Dark), ma nel corso della recente Milan Games Week abbiamo avuto la possibilità di provare una versione non definitiva del gioco. Ecco quindi le nostre prime impressioni su Dark Souls 3.

La magia della battaglia

Nel momento in cui si affronta il primo nemico in Dark Souls 3 ci si rende subito conto che qualcosa è cambiato.
Partiamo subito dalla novità che salta immediatamente all’occhio: la nuova gestione delle magie. Nei precedenti capitoli della serie i maghi avevano a propria disposizione un numero limitato di incantesimi da lanciare, non ci si doveva curare in nessun modo del mana e si doveva solo stare attenti a non arrivare agli scontri più brutali senza magie. In questo titolo, invece, le cose sono cambiate: la barra del mana già vista in Demon’s Souls è tornata e non si ricarica automaticamente (proprio come quella dei punti vita). Per recuperare il mana però non dobbiamo fare affidamento sulle erbe, dal momento che il nostro personaggio ha una speciale fiaschetta blu dedicata che ci consente di riprendere rapidamente il controllo della situazione. Il consumo di mana varia a seconda della magia lanciata e, logicamente, non possiamo utilizzare una serie di incantesimi estremamente potenti senza mai ricaricarci.
Veniamo ora al sistema di combattimento che, per l’occasione, è stato rivisto e modificato. Gli scontri appaiono immediatamente più veloci e brutali, ma vi invitiamo a non farvi ingannare pensando subito a quelle voci secondo cui, per la realizzazione di Dark Souls 3, sarebbe stato preso di peso il sistema di combattimento visto nell’esclusiva PS4 Bloodborne. Le cose non stanno così, è vero che i movimenti sono più rapidi ma le schivate sono quelle viste nei precedenti Souls e, naturalmente, non possiamo sfruttare meccaniche legate alle trasformazioni delle armi. Giocando a Dark Souls III ci si rende conto di quanto i combattimenti siano vicini a quelli visti nei precedenti capitoli della serie anche se le innovazioni, come detto sopra, non mancano.
Nella versione che abbiamo avuto la possibilità di provare potevamo scegliere tra alcuni modelli preimpostati di personaggi, non abbiamo potuto toccare l’inventario né provare un gran numero di armi. Siamo certi che anche questa volta il titolo saprà offrire una grandissima varietà in termini di build e non vediamo l’ora di scoprire fino a dove si spingeranno giocatori e appassionati.
Tra le novità introdotte in questo nuovo capitolo troviamo anche le stance. Di cosa stiamo parlando? Semplice, sono sostanzialmente delle particolari abilità da equipaggiare che consentono al giocatore di ottenere bonus come mosse speciali con l’arma utilizzata o aumenti alle caratteristiche. Abbiamo apprezzato moltissimo questa novità, riteniamo che se sfruttata a dovere potrebbe regalare grandi soddisfazioni a patto che il team di sviluppo stia molto attento a non inserire elementi in grado di sbilanciare eccessivamente le cose a favore del giocatore. Continuando a parlare di stance c’è un altro fattore da considerare: queste abilità, infatti, consumano mana e di conseguenza i giocatori desiderosi di sfruttarle con classi portate al corpo a corpo non potranno più semplicemente ignorare determinate caratteristiche.

Bentornati a casa

I titoli della serie Souls sono sempre stati eccellenti in termini di atmosfera, è sicuramente presto per giudicare Dark Souls 3 sotto questo aspetto ma, in base a quello che abbiamo visto, ci sono tutti i motivi per essere ottimisti. Nell’ambientazione da noi esplorata abbiamo trovato un sacco di elementi suggestivi in grado di riportarci alla mente luoghi dei precedenti Souls e di Demon’s Souls  che ricordiamo con un misto di affetto e apprensione (la seconda è causata dalla grande quantità di mazzate subite probabilmente). Anche questa volta abbiamo provato quella particolare sensazione di amore e odio per l’ambiente circostante, così bello ma anche così crudele e ostile. Già, ostile: i nemici presenti in questa versione di prova non ci hanno accolto con abbracci e pacche sulle spalle, ma picchiando come se non ci fosse un domani. Naturalmente ci siamo trovati di fronte ad avversari più o meno semplici da abbattere, ma siamo rimasti molto colpiti non dalla varietà estetica dei nostri antagonisti ma dal numero di colpi che questi avevano a propria disposizione. Abbiamo faticato di più rispetto al passato per riuscire a capire e identificare tutte le mosse di determinati nemici e questa è un’ottima cosa, perché spinge il giocatore a non abbassare la guardia in nessun momento. La velocità di alcune creature ci ha sorpresi, ci siamo trovati di fronte a un’aggressività a cui non eravamo onestamente abituati e non vediamo l’ora di avere le mani sul gioco completo per affrontare ogni singolo nemico.
Non è tutto perfetto però, c’è ancora da lavorare e ci sono alcune scelte che non condividiamo. Eseguire un backstab è a volte di una semplicità disarmante, questi vengono iniziati istantaneamente e consentono in certi casi di sbarazzarsi con grande facilità di un nemico altrimenti difficile da tirar giù. Dal punto di vista tecnico, inoltre, ci siamo nuovamente trovati di fronte a spade che passavano attraverso colonne ma il team di sviluppo ha ancora tempo per lavorare sul titolo e correggere le ultime imperfezioni. In questa anteprima non parleremo di lore per il semplice fatto che farsi un’idea precisa dopo aver visto una parte così piccola del gioco è impossibile. Le premesse per le prime teorie ci sono, come la sostituzione delle umanità con gli Ember, ma preferiamo aspettare di avere per le mani il gioco completo.

Conclusioni

From Software a parer nostro ha preso la strada giusta, innovando un meccanismo già molto solido senza però stravolgerlo eccessivamente. Il ritorno della barra del mana, l’alta aggressività dei nemici e la varietà delle loro mosse, le stance e tutti i misteri che caratterizzano da sempre i mondi (o il mondo?) creati dagli sviluppatori per questa serie ci intrigano moltissimo e crediamo che ci siano tutte le premesse per fare bene. A questo punto non ci resta che preparare le nostre armi e aspettare l’arrivo della prossima primavera…


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Articolo a cura di Redazione Player.it

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