Artifact, la startup creata dai co-founder di Instagram è durata meno di un battito di ciglia

CHIUDE ARTIFACT

L’esperimento di un aggregatore news, con funzionalità da social network, sembra essere arrivato alla sua fine. Il 5 Gennaio, la startup Artifact annunciava infatti tramite un post sul proprio blog ufficiale la “riduzione delle operazioni”, a causa del “mercato ridotto”.

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Artifact, l’app lanciata poco più di un anno fa dai co-founder di Instagram, sembrava essere figlia di continue sperimentazioni: all’inizio una semplice app di aggregazione news, che fornisse uno spaccato delle notizie più importanti a livello giornaliero, poi una piattaforma curata secondo i gusti individuali come Pinterest, in cui gli utenti avrebbero potuto trovare notizie su internet e ripubblicarle per avere interazioni alla Twitter/X, il tutto ovviamente con l’ausilio di diversi tool AI per riassumere notizie, rimuovere titoli clickbait e in genere promuovere i contenuti migliori.


Se l’app era dunque iniziata come un aggregatore news che poteva interfacciarsi anche con quelli già disponibili in tutti i cellulari, quel che ne è uscito è una sorta di sostituto di Twitter, mercato pieno di competitor tra cui lo stesso Instagram, che ha lanciato il proprio competitor di Twitter/X chiamato Threads

Dal post del blog ufficiale, scritto dal co-founder di Instagram Kevin Systrom, sembra proprio che la startup stia chiudendo i battenti proprio a causa dell’alta competitività del mercato: “Il più grande costo opportunità è il tempo dedicato a lavorare a cose più grandi, più nuove e che abbiano la capacità di raggiungere milioni di persone. Sono personalmente emozionato di poter continuare a costruire nuove cose, però solo il tempo ci dirà cosa queste possano essere. Viviamo in tempi emozionanti in cui l’intelligenza artificiale sta cambiando tutto quello che tocchiamo, e le opportunità per le nuove idee sembrano essere senza limiti.”

Per permettere agli utenti una transizione soffice, piuttosto che uno spegnimento completo dell’app, le funzionalità dell’applicazione verranno via via rimosse, come ad esempio la possibilità di creare post, oppure di scrivere commenti, in modo anche da ridurre i costi di moderazione da parte della startup; i post rimarranno comunque visibili per il momento, e Artifact continuerà a funzionare da aggregatore news fino alla fine di Febbraio.

La chiusura di Artifact ovviamente arriva dall’alta competitività del mercato che riguarda Twitter e le app simili, ma anche dal rallentamento nell’utilizzo di aggregatori news; per fare un esempio, SmartNews, uno dei più grandi aggregatori, ha dovuto operare numerosi licenziamenti e cambiare CEO, a fronte del drastico calo di download e di utenti attivi. In parte, il cambiamento sembra essere dovuto all’arrivo delle IA, per cui diversi publisher si sono trovati a portare in tribunale chi le utilizzava per manipolare le news, come il New York Times con OpenAI.