Dopo Hot Wheels Unleashed, ecco i giocattoli del passato di cui vorremmo un videogioco

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L’uscita di Hot Wheels Unlashed è stata per molti giocatori una sorta di festa: non solo ha dato un’ulteriore conferma del talento dell’italianissima Milestone nel creare buoni giochi di corse, ma si è anche rivelato un bellissimo omaggio a uno dei giocattoli più amati della nostra infanzia, creato da Mattel nel 1968.

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Per onorare questo bel risultato, qui in redazione abbiamo deciso di giocare: alcuni nostri redattori, incluso l’autore del presente articolo, hanno pensato a quale fosse il loro giocattolo preferito, e immaginato che di tipo di videogioco vorrebbero vederlo protagonista.

Il risultato?

Vediamolo assieme!

Fabio Antinucci: Action Man

Action Man è stato per me IL giocattolo del desiderio, forse il più desiderato fra le migliaia che vedevo in televisione, e ne avevo di tutti i tipi: dal mitico “Action Man poliziotto-con-cane-lupo” alla versione 007 con auto sportiva dotata di mitragliatrici e cannoni, fino all’Action Man astronauta con tanto di veicolo da esplorazione lunare.

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Ora, di videogiochi dedicati ad Action Man, nel passato, ne è stato fatto solo uno, Operation Extreme, action-adventure abbastanza curato in visuale isometrica che era un po’ il sogno di ogni appassionato della linea dei giocattoli.

Oggi, a vent’anni di distanza, l’idea di fare un gioco su Action Man sfruttando la tecnologia e la follia creativa di oggigiorno sarebbe molto interessante.

In che modo? Personalmente, l’idea giusta massima sarebbe quella di mettere Action Man al centro di un immenso e folle open-world sulla falsariga di Saints Row, in cui muoversi in una grande mappa di missione in missione cambiando di volta in volta equipaggiamento e finendo in questo modo per andare ad annientare minacce su altri pianeti, o in città minacciate dal misterioso Mr. X a bordo di una possente moto, magari in un deserto, alle prese con sfide di pura sopravvivenza.

Questo plot, assieme a una bella grafica in cell-shading e a un gameplay all’insegna della libertà d’azione, potrebbe davvero dar vita al tributo definitivo a una delle icone della nostra infanzia.

Diego del Buono: Street Sharks

Se il ritorno dei Battletoads e l’arrivo di TMNT: Shredder’s Revenge (2022) ci hanno dimostrato una cosa è che i picchiaduro a scorrimento sono una tipologia di giochi capace ancora di attirare l’attenzione del pubblico e di regalarci ore di divertimento. Perché allora non riesumare un altro gruppo di eroi mutanti creando un gioco dedicato agli Street Sharks? Abbiamo già tutto: co-op fino a 4 giocatori, botte, ondate di nemici, boss, veicoli e tamarragine da vendere al grido di TUFFO SQUALO!

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Simone Alvaro Segatori: Mighty Max

Forse molti di voi non lo ricordano, mentre altri sono troppo giovani per averlo vissuto, ma c’era un tempo in cui si andava in giro con delle teste di mostro, grandi poco più di una noce, che contenevano dei veri e propri mondi paralleli. Mighty Max, così era chiamata questa serie di giocattoli, seguiva la storia di un ragazzino che dopo aver trovato un berretto cosmico riusciva a viaggiare nel tempo e tra un mondo e l’altro per sconfiggere il malvagio Cavaliere del Teschio e i suoi mostri.

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Avrete sicuramente notato che ogni cosa in questa storia trasuda un’altra epoca, sarebbe bello però se esistesse un videogioco di Mighty Max, un qualcosa con le meccaniche a metà tra Mario Odyssey e Ratchet e Clank: Rift Apart capace però di costruire una storia oscura e piena di tutte le creature terrificanti che Max è stato costretto ad affrontare nei giocattoli (e nella serie a cartoni animati a cui ha lavorato anche la sezione UK della Marvel).

Le teste di mostro che venivano commercializzate contenevano infatti sempre un villain diverso e avevano più misure: andavano dalle Doom Zones, grandi quanto una mano e conosciute da noi come Gusci Orribilosi, fino alle piccole Horror Head. Esisteva però anche un playset gigante, rispetto agli altri. Un playset che ritraeva la Montagna del Teschio Maledetto (Foto), ricco di trappole e passaggi segreti e che sarebbe davvero perfetto come hub principale o come livello finale di un videogioco dedicato a Mighty Max. E naturalmente il crossover con Polly Pocket sarebbe d’obbligo visto che MM non era altro che la sua versione per un pubblico maschile.

Michele Giannini: LEGO Bionicles

Da piccolo sono sempre stato affascinato dai mattoncini LEGO: ricordo ancora le vasche (letteralmente, vasche) piene di mattoncini colorati che avevo a casa, grazie ai quali ricreavo in base alla mia fantasia partite di calcio, scontri tra eroi e cattivi, corse in macchina e chi più ne ha più ne metta. Con il tempo e con l’età mi sono avvicinato alla serie Technics e ai Bionicles. E’ stato amore a prima vista, quindi va da se che il gioco che vorrei veder tramutato in Videogames è rappresentato dai LEGO Bionicles.

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A dover di cronaca ci sono stati, negli anni, dei tentativi di trasporre il mondo dei Bionicles in videogames, ma tutti piuttosto fallimentari; un unico progetto degno di nota è portato avanti da uno sviluppatore indipendente che nel 2020 ha mostrato un primo trailer del gioco chiamato Bionicle: The quest for Mata Nui.

La mia speranza è che un giorno un “pezzo grosso” del calibro di Insomniac o Sucker Punch decida di prendere tutto quello che di eccezionale è stato fatto fin’ora – e si, parlo proprio di Spider-Man e Ghost of Tsushima – ed applicarlo ad un Videogame sui Bionicles.

La lore c’è, la spettacolarità dei personaggi anche, le idee sicuramente non mancano; ci vuole solo un po’ di fiducia in un brand che, a mio parere, è sempre stato poco apprezzato e valorizzato. Quindi se qualcuno…ehm… Insomniac… coff coff… è in ascolto: tirate fuori un Videogioco degno di questo nome sui Bionicles per cortesia!

Claudio Albero: He-Man and the Masters of the Universe

PER IL POTERE DI GRAYSKULL!!!

Quante volte ho urlato questa frase da bambino, ma la trasformazione non è mai avvenuta: la scopa che avevo in mano non si trasformava in una spada, non c’era traccia di tigri in armatura né di improbabili caschetti biondi (Dio ce ne scansi e liberi).

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Come tutti sappiamo, il franchise targato Mattel è di recente tornato alla ribalta grazie ad una riuscitissima nuova serie animata su Netflix, ma la mia domanda è oramai da anni sempre la stessa: perché nessuno si è ancora preso la briga di fare un videogame su He-Man e soci? L’ultimo tentativo in merito fu fatto nel 2005, con “He-Man: Defender of Grayskull“, un action che ricevette un’accoglienza piuttosto tiepida.

Provate ad immaginare come potrebbe essere un videogame ambientato ad Eternia: potremmo comandare le forze del bene in uno classico action alla God of War; oppure potremmo creare il nostro personaggio e farlo muovere in un continente popolato dagli avatar di altri giocatori (come in ogni MMORPG che si rispetti); oppure ancora potremmo optare per uno RTS, facendo scontrare le nostre truppe contro quelle del malvagio Skeletor (o potremmo decidere di vestire i panni del villain più bello della nostra infanzia).

Come vedete, le possibilità sono infinite; per questo vi scongiuro, non lasciate che i miei ricordi, così come i miei giocattoli, prendano la polvere: il mondo ha bisogno di un videogame su Masters of the Universe!

Graziano Salini: Paperino

Il gioco che vorrei è piuttosto strano: un picchiaduro basato sui personaggi sul mondo di Paperino.

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Da piccolo ho avuto la sfacciata fortuna di poter mettere mano ad una Playstation fin da subito, passando giusto i primi 4 anni ad arrabattarmi con trattori e costruzioni. La mia infanzia si è poi evoluta dando moltissimo tempo alla prima console, una vera e propria babysitter che mi ha aiutato nei periodi più difficili di quei tempi bui con giochi e storie memorabili. Un altro meraviglioso compagno di quel periodo è stato rappresentato dai fumetti Disney, complice un’imponente collezione messa in piedi da mio padre settimana dopo settimana.

Per questo motivo sin da piccolo fantasticavo su di un videogioco che poi, per secondo me OVVI motivi, non ha mai visto la luce: un picchiaduro 2D legato all’universo dei paperi. Un picchiaduro bidimensionale in Pixel Art, con la qualità del migliore 2D (Street Fighter III: Third Strike o Garou Mark Of Wolves, per intenderci) ma con al posto di Ryu o Terry Bogard troviamo Amelia la fattucchiera che ammalia, Archimede Pitagorico o Zio Paperone. Immaginatevi una special in cui Zio Paperone sevizia il suo avversario mitragliandolo di monete o una presa combinata tra i tre nipotini di Paperino, qui, quo e qua.

Provate a pensare a quante meccaniche buffe si possono inserire in un gioco del genere: personaggi tripli (i sopracitati qui quo e qua), personaggi che come special sfruttano la loro fortuna sfacciata per eseguire solo critici (Gastone Paperone), personaggi in grado di utilizzare qualsiasi oggetto a loro vantaggio semplicemente richiamandolo con un tasto (Eta Beta).

Nel dubbio mi consolo con Mugen


A volte un sano tuffo nella nostra infanzia può fare solo bene, e farlo con un videogioco di ultima generazione sarebbe davvero la fine del mondo.

Questi sono quelli dei nostri sogni, ma la scelta è davvero vastissima: quali sono i vostri desideri? Raccontatecelo!

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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