Cinque serie o film famosi che vorremmo veder trasformati in gioco da cinque studi famosi

In questi mesi di rinvii e annuncio a singhiozzo, capita che arrivino sul web rumor intriganti rispetto alle prossime mosse di studi blasonati, e uno, diffuso nelle scorse ore, è quello che vorrebbe la Quantic Dream di David Cage alle prese con niente poco di meno che il brand di Star Wars (qui la news di DualShockers).

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Si tratta di una notizia di cui poco si sa, che vorrebbe il progetto in corso d’opera da circa diciotto mesi. L’unico elemento che lascerebbe intuire un fondo di verità è il fatto che lo stesso profilo Twitter dello studio francese avrebbe messo un like (poi misteriosamente rimosso) a un report sulla vicenda.

Il binomio fra le avventure narrative di Quantic Dream e la saga fantasy di George Lucas vi incuriosisce? Anche a noi, tanto da averci solleticato la fantasia: ecco cinque brand cinematografici e seriali famosi che vorremmo vedere in mano a cinque celebri studi di sviluppo.

American Horror Story fatto da Red Barrels

American Horror Story è uno dei titoli di nicchia più efficaci della televisione del decennio appena concluso, un horror drama antologico provocatorio, estremo e dalle atmosfere malsane che ha creato un ottimo zoccolo duro di fan.

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Creato da Ryan Murphy e Brad Falchuk, di stagione in stagione AHS ha raccontato una serie di storie in grado di rileggere con taglio moderno e ricco di sottotesti psicoanalitici svariati topoi dell’horror contemporaneo, dalla casa stregata (la stagione uno) a quello delle leggende legate alla colonizzazione del Nuovo Mondo (Roanoke), fino al tenebroso manicomio (Asylum).

Chi potrebbe trasporre in videogioco una serie del genere senza farle perdere la sua carica brutale e spietata? La scelta di chi scrive va a Red Barrels, team responsabile della trilogia di Outlast: per quanto American Horror Story sia una storia “da camera”, e dunque difficilmente inseribile nei canoni del survival horror, attraverso Outlast Red Barrels si è dimostrata una garanzia nel mettere in scena storie politicamente scorrette, brutalmente satiriche e soprattutto violente, a due passi dal taglio scelto da American Horror Story.

Insomma, un binomio all’insegna del nero più nero.

The Avengers fatto da Insomniac

In questa seconda posizione, a dire il vero, siamo nel campo del probabile più che dell’ipotetico: l’annuncio di un secondo episodio di Marvel’s Spider-Man e di un gioco dedicato a Wolverine da parte di Insomniac Games lascia intendere che siano in corso grandi manovre affinché lo studio interno di Sony metta su una sorta di Marvel Gaming Universe in un futuro non troppo lontano.

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E’ vero, The Avengers ha già avuto una trasposizione videoludica, da parte di Crystal Dinamics, ma crediamo che uno dei brand più importanti degli ultimi anni avrebbe bisogno di un trattamento diverso e meno claudicante, più da tripla A, in grado di soddisfare i fan dei fumetti e del ciclo di film. In questo caso, la scelta del team non potrebbe che orientarsi verso uno studio come Insomniac o, tutt’al più, Santa Monica.

Il motivo è tutto in alcune “vicinanze” fra la “poetica” dei film Marvel e quella degli studi Sony: entrambi hanno infatti molte risorse a disposizione, messe al servizio di grandi spettacoli immersivi e spettacolari in grado di appassionare le masse, anche grazie a un’estrema cura nella costruzione della regia e della narrazione.

Twin Peaks fatto da Remedy Entertainment

Qui andiamo verso una sorta di ipotesi data da una vicinanza tematica, quasi mossa dalla consapevolezza di una certa “parentela” fra le atmosfere di Remedy (Alan Wake, Control, Max Payne) e quelle di Twin Peaks, serie-manifesta del genio autoriale di David Lynch.

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E’ risaputo il fatto che Alan Wake è una sorta di un gigantesco omaggio di Sam Lake al serial psichedelico del buon David, e anche che alcune modalità narrative e temi di Max Payne siano ispirati a esso. Perché dunque non immaginare una sorta di quarta stagione all’insegna della collaborazione fra Lynch e Lake.

Un Twin Peaks a videogioco potrebbe avere molte caratteristiche peculiari (ne avevamo parlato in questa list), in grado di portare alcune delle intuizioni narrative e registiche della serie originale a un altro livello di efficacia, ma nelle mani di un gruppo di folli programmatori finlandesi citazionisti e amanti di temi psichedelici, il risultato potrebbe essere la perfezione.

Game of Thrones fatto da CD Projekt Red

Okay, lo sappiamo: sia che si parli di Game of Thrones, sia che l’argomento sia CD Projekt Red, ci inoltriamo in un campo minato ricco di elementi scottanti, fra delusioni e promesse disattese.

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Eppure, parliamoci chiaro: chi non vorrebbe ancor oggi avventurarsi nei Sette Regni in cerca di avventure attraverso un epico open-world in stile The Witcher 3? E, parliamoci chiaro, chi potrebbe affermare che il team dietro il terzo episodio dello Strigo non avrebbe fatto un ottimo lavoro?

Finora, Game of Thrones ha avuto due trasposizioni nel campo del gioco “mainstream”, fra un action/rpg dalla produzione troppo derivativa e un gioco TellTale non all’altezza di un The Walking Dead o Wolf Among Us, ma il potenziale del setting nato dalla mente di George R. Martin è davvero immenso.

Attendiamo il momento in cui potremo creare da zero il nostro Stark o il nostro Lannister, e correre fra le lande del Nord in cerca di avventure e intrighi, CD Projekt oppure no.

Avatar fatto da Respawn Entertainment

Quello del ritorno di Avatar nel mondo dei videogiochi (di cui abbiamo parlato in questo speciale) è stata una delle sorprese più piacevoli di un E3 poco brillante, e la firma di Ubisoft promette per lo meno la realizzazione di un open-world longevo e accattivante.

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Tuttavia, se c’è uno studio che potrebbe restituire in maniera efficace le atmosfere sci-fi e il sense of wonder da grande blockbuster hollywoodiano a base di effetti speciali, questo è forse Respawn: fin dai tempi di Titanfall, lo studio proprietà di EA ha dimostrato di saper giocare in campi da gioco molto cari alle atmosfere del kolossal di James Cameron, appassionando i giocatori con storie appassionanti e gameplay divertenti e adrenalinici.

E poi, dite la verità: chi, guidando un Titan nei due episodi della serie Titanfall non si è aspettato di veder spuntare fuori qualche alieno blu?


Il giochino “vorrei dev XY alle prese con la trasposizione di XX” può risultare fine a sé stesso e arbitrario, tuttavia alcuni progetti degli ultimi anni, come quello dell’Indiana Jones di Bethesda o lo Star Wars di Respawn hanno iniziato a far capire che i grandi studi stanno puntando sempre più su questo tipo di operazioni: che alcune delle ipotesi fatte in questa lista siano destinate a diventare realtà?

Forse no, ma forse potremmo non essere andati così lontani dalla verità.

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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