Cinque film da vedere nell’attesa di Dead Space Remake

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Dead Space Remake è stato uno degli annunci più sorprendenti degli ultimi mesi, nei quali di sicuro non ci aspettavamo di vedere una nuova versione di uno dei giochi più amati della Settima Generazione di console da casa, simbolo della rinascita del scifi horror ed esponente di nota del suo genere e ritenuto ancor oggi giocabile e appassionante.

Con l’arrivo di un primo gameplay in grado di mostrare le potenzialità di questo revival (qui la news), prendiamo la palla al balzo per parlarvi di cinque film e serie TV da vedere assolutamente per entrare nel giusto mood e ingannare l’attesa della release. Pronti? Iniziamo.

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5) Nightflyers

Anche se questa serie Netflix – tratta da un racconto lungo di George R.R. Martin – non ha avuto molto successo ed è stata stoppata dopo la prima stagione, Nightfliyers ha tutti gli strumenti per accompagnarci verso le atmosfere di Dead Space con un binge watching a tinte horror.

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Ambientato in un futuro nel quale l’umanità ha colonizzato lo spazio, Nightflyers segue le avventure di un equipaggio di esploratori in cerca dei Volcryn, una razza aliena da cui dipende il destino dell’umanità. Purtroppo per loro, la nave sulla quale hanno trovato un passaggio-la Nightflyer-si rivelerà essere dominio di un’entità aliena dai contorni inquietanti e misteriosi, che inizierà a portare follia, morte e paura fra l’equipaggio.

Sospeso fra le atmosfere fredde e minacciose di Alien e quelle spettrali e quasi oniriche di Shining, Nightflyers segue pedissequamente il canovaccio “equipaggio di un’astronave in grave, gravissimo pericolo”, esattamente come accade in Dead Space, e lo fa in una dimensione seriale che di sicuro sarà una manna per coloro che amano queste atmosfere.

4) Punto di non ritorno

Punto di non ritorno (il cui titolo originale, Event Horizon, è decisamente più affascinante, significativo e ispirato), è anch’esso uno dei tanti figli di Alien, di cui segue la lezione sul come costruire una storia dell’orrore ambientata fra gli angusti corridoi di una nave spaziale.

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Tuttavia, a differenza di molti altri cloni, il film di Paul W. S. Anderson è un film che riesce a declinare il paradigma in maniera originale, grazie a un cast di peso guidato da Sam Neill (Jurassic Park) e Lawrance Fishbourne (Matrix) e a una messa in scena allucinata e tetra.

Approdato sulla Event Horizon, nave riapparsa all’improvviso nell’universo conosciuto dopo aver fatto perdere le sue tracce per anni, un gruppo di ricercatori comincia setacciare la nave e presto a essere tormentato da oscure presenze. Man mano che le ore passano, arriva l’orrore: visioni di morte, istinti suicidi e altri segni inquietanti iniziano a far sospettare che la nave sia tornata nel nostro mondo dopo aver visitato l’inferno stesso. I punti di contatto con Dead Space sono pochi e molto vaghi, ma se del gioco Visceral avete amato l’atmosfera malsana e inquietante da “Nello spazio nessuno può sentirti urlare”, allora dategli una chance.

Curiosità: secondo una bizzarra ma suggestiva teoria, date alcune similitudini nella rappresentazione dei rispettivi orrori, l’universo narrativo di Event Horizon sarebbe lo stesso di Hellraiser, famosa saga horror nata dalla penna del britannico Clive Barker.

3) Pitch Black

Pitch Black, primo episodio delle avventure del bandito spaziale Riddick (interpretato da un magnetico Vin Diesel), non è precisamente un horror, quanto un action serrato e caratterizzato da un bel po’ di brutalità e da toni dark.

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Tuttavia, grazie al suo setting, alla sua originalissima idea e soprattutto al design spaventoso dei villain, Pitch Black è anche una delle più perfetta incarnazioni della filosofia “umani vs alieni in un ambiente estremo”.

Precipitato su un pianeta desertico sul quale il ciclo giorno-notte è alterato e dilatato, tanto da avere mesi interi di buio (viceversa di giorno), un gruppo di sopravvissuti di fronte alla peggiore delle minacce: proprio mentre l’innaturale lunga notte cala, uno stormo di inquietanti mostri allergici alla luce esce fuori dalle profondità del pianeta scatenando l’inferno (velo pietoso sulla sfiga dei poveri naufraghi).

Ovviamente, a salvare la situazione c’è il galeotto e assassino Riddick, avanzo di galera spietato ma con senso dell’onore, tosto tanto quanto gli alieni e con un solo obiettivo: sopravvivere.

2) La Cosa

Okay, tutti sappiamo che La Cosa di John Carpenter non è ambientato nello spazio, ma in una remota base antartica che si trasforma in una trappola mortale quando un essere sconosciuto viene estratto dal ghiaccio da alcuni esploratori e portato al centro ricerche per alcuni esperimenti.

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Tuttavia, nonostante questa “variazione sul tema” La Cosa è uno dei più puri, migliori e più riusciti horror scifi di ogni tempo, grazie al mix di generi (azione, horror e thriller à la Agatha Christie) e alle sue implicazioni filosofiche. Intrappolato in mezzo ai ghiacci, il pilota R.J McReady (un gigantesco Kurt Russell d’annata) incarna alla perfezione l’archetipo del coraggioso avventuriero tutto d’un pezzo che si ritrova di fronte a minacce impossibili da combattere e ne fa un’icona di antieroe da action-horror disperato, perfetto prototipo del personaggio di Isaac Clarke.

E non serve parlare della “cosa da un altro mondo” (titolo del film di cui il capolavoro di Carpenter era remake): non vedere qualche traccia di essa nelle creature di Dead Space è davvero impossibile.

1) Alien

E infine, ovviamente, lui: il re incontrastato del genere.

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Esempio perfetto di come generi molto diversi possano fondersi (in questo caso si parla della fantascienza ispirata a 2001: Odissea nello Spazio e l’horror ansiogeno), Alien, girato nel 1979 da Ridley Scott, è un capolavoro senza tempo in cui mano registica ferma e autoriale ed effetti speciali di altissimo livello si sposano creando una maestosa sinfonia del terrore, in grado di inquietare ancora oggi.

Quando una spedizione umana nello spazio profondo esplora un pianeta all’apparenza disabitato, portando sulla sua nave alcuni organismi non identificati, a venire imbarcata è anche quella che è stata definita una delle più micidiali (e belle) macchine di morte mai arrivate su schermo.

È l’inizio di una carneficina alla quale potrà sopravvivere solo la tostissima Ripley, interpretata da una grande Sigourney Weaver.

È difficile non citare Alien come principale ispirazione per Dead Space: di fatto, il gioco del 2011 è un vero e proprio atto d’amore per film di Scott, per le sue atmosfere, persino per il suo plot. Non a caso, all’epoca vari commentatori non poterono che metterli a confronto, definendo DS ‘l’Alien del videogioco’. Tuttavia, la lista di giochi horror sci-fi derivati o influenzati da Alien è molto lunga (qui uno speciale in merito).


L’attesa per Dead Space Remake sembra ancora lunga, ma per fortuna destinata a essere ripagata da un gioco che all’apparenza ha tutte le carte in tavola per non far rimpiangere l’originale.

Intanto, tranquilli: i film che vi abbiamo consigliato sono tutti abbastanza validi per portarvi nello spazio profondo e cullarvi grazie alla loro perfetta messa in scena di indicibili orrori cosmici.

Buona visione!

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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