Pokémon Unite e il problema dei MOBA

È stata da poco annunciata ufficialmente la data d’uscita di Pokémon Unite, il nuovissimo spin off della serie delle creature tascabili sviluppato da TiMi Studio Group in arrivo il 21 luglio su Nintendo Switch. Ciò che ha fatto discutere molto la community Pokémon, oltre alle modalità dell’annuncio, è il genere d’appartenenza di questo titolo, ovvero il MOBA, che oltre a essere una categoria di videogiochi abbastanza di nicchia, non rispecchia totalmente le peculiarità che da sempre caratterizzano gli spin off della serie Pokémon.

Inutile negarlo, sappiamo tutti che il motivo principale per cui è stato scelto il MOBA è per favorire un entry point più accessibile ai videogiocatori provenienti dalla Cina, con cui The Pokémon Company International sta entrando sempre più in contatto: basti pensare che dal 2016 i videogiochi della serie Pokémon sono localizzati anche in cinese; inoltre Pokémon Unite nasce proprio dalla storica e fruttuosa collaborazione tra TPCi e Tencent, un’azienda cinese.

Impossibile prevedere se e quanto avrà successo Pokémon Unite, ma possiamo analizzarne i punti di forza e i punti deboli per provare a capire se un MOBA a tema Pokémon può davvero funzionare.

Punti deboli: la comunicazione e il target

Come già riportato nel precedente articolo, la comunicazione riguardo l’annuncio di Pokémon Unite non è stata impeccabile (per usare un eufemismo) e i fan sin dal primo giorno non hanno accolto con grande entusiasmo questo nuovo progetto. Nel corso dell’ultimo anno, grazie ai numerosi dettagli rilasciati sia dai canali ufficiali sia dagli utenti che hanno provato la beta, la situazione è migliorata e ora c’è anche chi aspetta l’uscita del titolo con trepidante attesa. Non tutti, magari c’è ancora qualcuno al quale non è andata giù la storia del “big project“, una macchia indelebile sulla reputazione di Unite.

Oltre al fattore comunicativo, c’è da considerare anche la natura stessa di Pokémon Unite, la cui fruizione potrebbe non essere del tutto immediata. Il MOBA non è sicuramente uno dei generi più diffusi sul mercato videoludico e i suoi esponenti maggiori, come League of Legends oppure DotA, seppur di grande successo mediatico, non godono di grande fama tra i cosiddetti “casual gamer“, ai quali Pokémon si è affidato nel corso della sua storia, soprattutto per gli spin-off.

È sicuramente sbagliato affermare che i titoli Pokémon siano banali o troppo semplici, al contrario, esistono tanti giochi della serie, sia principale che non, con un alto valore strategico, come la serie Ranger, Mystery Dungeon o il più recente Quest, ma c’è anche da dire che i generi utilizzati per gli spin off Pokémon fino a questo momento sono sempre stati piuttosto leggeri e subito accessibili da ogni tipo di videogiocatore, come l’avventura o il puzzle.

Il fatto che i MOBA siano storicamente forti sul mercato cinese non giustifica pienamente, a parer nostro, la scelta di utilizzare proprio questo genere: i videogiocatori cinesi sono tantissimi e sono in rapida crescita, ma non rappresentano tutto il mondo e Pokémon Unite non è di certo un gioco destinato unicamente al mercato cinese: basti pensare al clamore e alla pubblicità che il titolo sta ricevendo in Occidente nell’ultimo periodo.

Punti di forza: il marchio e il gameplay

Non possiamo fare finta di non star parlando di un gioco che presenta il marchio Pokémon, il franchise più redditizio al mondo. Per forza di cose il titolo sarà giocato anche solo per la garanzia che offre l’azienda produttrice, il cui brand ha segnato un’epoca con gadget, videogiochi, carte e tantissimi altri prodotti. Molti proveranno Pokémon Unite anche solo per la presenza al suo interno delle creature tascabili senza soffermarsi troppo sulla natura del gameplay e sulle sue caratteristiche tecniche. Inoltre bisogna inevitabilmente aggiungere che il titolo sarà “free-to-start” dando la possibilità a chiunque di averlo sulla propria console senza spendere soldi.

Nei paragrafi precedenti abbiamo riportato all’interno dei “punti deboli” di Pokémon Unite la sua appartenenza al genere videoludico dei MOBA, ma è doveroso anche analizzare il tipo di gameplay che offre il titolo di TiMi: è un MOBA, certo, ma con tanti elementi che sono familiari a chi conosce la serie Pokémon. Questa caratteristica non è da sottovalutare perché evita che un giocatore alle prime armi con i MOBA si trovi completamente spaesato.

Il gameplay di Pokémon Unite è fruibile sia ai giocatori “casual” sia a chi non ha mai provato i MOBA, ma è affezionato alla serie delle creature tascabili. I Pokémon combattono, livellano e si evolvono come nella serie principale e le loro mosse ricordano molto quelle viste nei videogiochi più famosi della saga o nella serie animata. Il fattore competitivo e le strategie ci sono, ma sono inserite in un contesto familiare rendendo il titolo molto più accessibile ai neofiti del genere.

Pokémon Unite, dunque, può risultare godibile agli amanti dei MOBA e a chi è affezionato alla serie delle creature tascabili a tal punto da giocare a qualsiasi titolo porti il loro marchio stampato sopra: questo basta e avanza a TPCi come garanzia di successo.

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Articolo a cura di Salvatore Montagnolo

Nasce il 21 maggio 1996 a Napoli e cresce con la passione per i videogiochi e per tutto ciò che c'è di tecnologico nel mondo.
Preme il suo primo tasto "START" all'età di 6 anni con Crash Bandicoot per l'inizio di una grande avventura all'insegna di console, comandi e schermi.

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