Pokémon Unite arriva il 21 luglio: pensieri a un anno dall’annuncio

Pokémon UNITE, il MOBA dedicato alle creature tascabili, ha finalmente una data d’uscita: il titolo sarà free-to-start arriverà su Nintendo Switch il prossimo 21 luglio. Sviluppato da TiMi Studio Group e pubblicato ovviamente da The Pokémon Company, il gioco è esattamente quello che state pensando: sì, un League of Legends coi Pokémon.

A più di un anno dal suo annuncio ufficiale, bersagliato da pesanti critiche da parte dei fan, il gioco è in dirittura d’arrivo su Nintendo Switch. Nel corso di questi 392 giorni, però, qualcosa è cambiato: la rabbia e la delusione percepiti nel momento della rivelazione di questo progetto sembrano aver lasciato spazio a curiosità, stupore e anche un pizzico di hype per il nuovo spin-off dei mostriciattoli.

Quali sono stati i motivi principali di questo cambiamento?

La genesi del “Big Project”

I fan del brand si ricorderanno sicuramente (purtroppo) cosa s’intende per “Big Project” parlando di Pokémon: una frase che nel corso dell’ultimo anno ha scaturito tanta ironia, ma che, come spesso accade, di ironico non aveva proprio nulla. Il calendario segnava il giorno 24 giugno 2020 e milioni di affezionati erano incollati agli schermi per seguire la diretta del Pokémon Presents nella quale doveva essere rivelata la natura del grande progetto di cui si parlava.

Tra chi sperava di vedere finalmente l’annuncio dei tanti agognati remake di Pokémon Diamante e Perla (poi effettivamente svelati qualche mese più tardi) e chi invece era più scettico, ecco che Tsunekazu Ishihara, CEO di Pokémon, tira fuori dal cilindro Pokémon Unite, un MOBA con protagoniste le creature tascabili, partorito dalla collaborazione con Tencent, una delle più grandi holding del mondo tecnologico.

E dov’è questo fantomatico “grande progetto” di cui si parlava?
Il gioco, a prima vista, non sembra essere nulla di innovativo all’interno di un mercato videoludico in cui i MOBA non trovano quasi più spazio, inoltre le caratteristiche tecniche del titolo lasciano fin da subito molto a desiderare. Risultato?

Un’accoglienza da parte del pubblico totalmente negativa.

I leak e le beta

Passano i mesi e Pokémon Unite sparisce per un po’ dai radar, nel 2021 Pokémon si rilancia alla perfezione annunciando non uno, ma ben due titoli della serie principale: da una parte gli ormai celebri remake di Pokémon Diamante e Perla, dall’altra un gioco del tutto atipico con caratteristiche mai viste prima nella serie aka Pokémon Leggende Arceus.

I fan sono al settimo cielo per questi annunci, tanto da dimenticare per qualche giorno le cocenti delusioni scaturite da Pokémon Unite, il cui sviluppo però procedeva a gonfie vele in Cina, i cui residenti hanno avuto accesso alla prima beta privata del gioco e dato che ormai i segreti con internet non esistono più, le immagini del gioco trapelano ben presto sul World Wide Web.

Si viene a conoscenza delle varie feature del gioco, di sprazzi di gameplay, dei costumi e dei vari Pokémon del roster: la fuga di notizie fa il giro del mondo e i fan, inizialmente traditi dal comportamento di TPCi, percepiscono in maniera migliore le nuove informazioni sul gioco, dimostrando in realtà che le delusioni iniziali della maggior parte del pubblico erano dovute non tanto al gioco in sé, ma più che altro ai mancati annunci ai quali i fan si aspettavano di assistere, date le premesse.

Una nuova beta viene poi distribuita qualche mese dopo in Canada, sempre in forma privata, infine in Giappone, ma questa volta pubblicamente: è proprio in questa occasione che si scopre la vera essenza del gameplay di Pokémon Unite, un titolo molto simile a League of Legends per forza di cose, ma che ha anche delle peculiarità come la possibilità di far evolvere i propri Pokémon durante la battaglia o il curioso obiettivo finale di segnare dei punti per vincere le partite piuttosto che distruggere le basi avversarie.

Cos’è e come funziona Pokémon Unite

Pokémon Unite, come riportato più volte, è un MOBA, ovvero un titolo multiplayer nel quale due squadre si scontrano in un’arena chiusa. Le sessioni principali del gioco sono chiamate “Lotte Unite”, sfide durante le quali due team composti da 5 Pokémon ciascuno si affrontano con l’obiettivo di siglare più punti dell’avversario prima dello scadere del tempo.

Partendo dalla propria base i giocatori hanno la possibilità di proseguire verso la base avversaria seguendo due strade parallele, una nella parte superiore della mappa e l’altra nella parte inferiore. I combattenti, in questo caso specifico i Pokémon, possono livellare e quindi evolversi nelle loro forme più prestanti scontrandosi con gli avversari o con i mostriciattoli selvatici che abitano l’arena. Ogni Pokémon rilascia un quantitativo di esperienza differente in base al suo livello e alla sua potenza, si possono incontrare dunque un vasto numero di creature: dalle più deboli ai possenti Pokémon leggendari.

Il titolo presenta un roster 19 Pokémon, ognuno con le proprie statistiche e abilità: Pikachu, Charizard, Snorlax, Crustle, Greninja, Eldegoss, Talonflame, Lucario, Venusaur, Mr. Mime, Slowbro, Absol, Machamp, Wigglytuff, Ninetales di Alola, Cramorant, Gengar, Garchomp, Cinderace e Zeraora divisi in 5 ruoli differenti: Attaccante, Difensore, Versatile, Velocista e Supporto; inoltre alcune creature, come Pikachu e Greninja, possono attaccare dalla distanza mentre altre, come Machamp, possono infliggere danno soltanto avvicinandosi all’avversario.

Tutti i Pokémon, infine, hanno accesso a una mossa Unite, ovvero un potentissimo attacco accessibile una volta accumulata abbastanza esperienza per infliggere ingenti danti agli avversari, mandandoli spesso KO.

Pokémon Unite di certo non sarà il miglior titolo spin-off della serie, considerato anche il recente successo di New Pokémon Snap, ma che non rispecchia le feroci critiche subite all’annuncio, scaturite più per una comunicazione sbagliata piuttosto che da lacune effettive del gioco.

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Articolo a cura di Salvatore Montagnolo

Nasce il 21 maggio 1996 a Napoli e cresce con la passione per i videogiochi e per tutto ciò che c'è di tecnologico nel mondo.
Preme il suo primo tasto "START" all'età di 6 anni con Crash Bandicoot per l'inizio di una grande avventura all'insegna di console, comandi e schermi.

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