Apple Arcade Awards: Bleak Sword


Apple Arcade è il nuovo servizio gaming di Apple rilasciato il 19 Settembre su tutti i dispositivi iOS a soli 4,99 €.  La quantità di titoli per mobile completamente nuovi è così grande che può risultare difficile cosa scegliere e provare per primo, specie per chi non è molto pratico di videogiochi su cellulare.

Proprio per questo abbiamo avuto l’idea di iniziare questa nuova rubrica settimanale, in cui andremo ad analizzare un particolare titolo che ha suscitato il nostro interesse tra quelli proposti dall’Arcade.

Oggi vi proponiamo un titolo per chi ha sempre desiderato avere difficoltà, combattimenti strategici in tempo reale ed imprecazioni a portata di mano. Stiamo parlando di Bleak Sword, un Action-RPG da tinte dark pixelose sviluppato dai ragazzi di Dark Fantasy Diorama e distribuito da Devolver Digital. 

 

“L’avevo detto che quella Spada aveva qualcosa che non andava…”

 

Screenshot di Bleak Sword

 

Il mondo di Bleak Sword è marcio e violento fino al midollo, a causa di un potentissimo regnante che, a causa e grazie ad una spada maledetta, è riuscito a spodestare la sua famiglia e diventare l’assoluto tiranno del regno per oltre due secoli.

Questo periodo è chiamato Red Dawn, e quasi per far fede e citare Berserk è un’era in cui mostri e violenza imperversano senza pietà, distruggendo tutto e tutti. Ad ergersi contro questo caos vi è un misterioso eroe che ha ricevuto in sogno la chiave per far finire questo supplizio: trovare tre sacre gemme del potere e distruggere una volta per tutte la Bleak Sword. 

Questa premessa semplice tanto quanto criptica è l’unica informazione che avremo per un bel po’ riguardo la storia ed il mondo di gioco di Bleak Sword, mentre toccherà procedere attraverso numerosissimi livelli a forma di diorama, falciando qualsiasi demone ci venga incontro.

 

Hai mai giocato a Dark Souls con una mano?

 

Screenshot di Bleak Sword

 

Il gameplay di Bleak Sword è quanto di più assuefante possiate trovare nell’Apple Arcade per quanto riguarda gli Action RPG. Merito di questo divertimento immediato è il sistema di controllo, utilizzabile perfino con una mano sola senza dare troppi problemi.

Il nostro cavaliere misterioso avrà infatti ben poche mosse a disposizione: uno swipe rapido del dito servirà a muoverci con una rapida rotolata, tenendo premuto lo schermo invece potremo menare dei fendenti rapidi o caricati, mentre con uno swipe in direzione di un attacco nemico potremo effettuare un parry punitivo, mossa pressoché essenziale per arrivare ai livelli più elevati. A condire il tutto vi è un sistema di rigenerazione della stamina che dovremo tenere d’occhio per non rimanere immobili e privi di mosse a disposizione.

I nemici che incontreremo nel nostro peregrinare sono di una varietà squisita, sia per quanto riguarda le meccaniche d’attacco sia per lo stile grafico con cui sono raffigurati. Alla fine di ogni macrosezione di livelli avremo inoltre un boss particolare da sconfiggere che aumenta nettamente l’asticella della difficoltà.

 

Minimal is the new Black

 

Screenshot di Bleak Sword

 

Ad ogni livello completato, il nostro cavaliere aumenterà di esperienza, sbloccando un punto statistica che potremo spendere per aumentare la nostra difesa, la nostra vita od il nostro attacco. Assieme a ciò, avremo anche la possibilità di trovare dell’equipaggiamento per aumentare ulteriormente le nostre chance di sopravvivenza o degli oggetti consumabili per ripristinare la vita.

Sopravvivere infatti non sarà facile, in quanto dovremo andare fino in fondo una volta iniziata la nostra avventura. Se capiterà di morire durante un livello perderemo ogni equipaggiamento ed esperienza, e per recuperarli dovremo superare lo stesso livello e riconquistarci il bottino.

L’intero Bleak Sword si basa su concetti minimali di storia e gameplay, che si integrano perfettamente con lo stile grafico ad 8 bit anch’esso altamente minimalista ma d’impatto, col bianco il nero ed il rosso a farla da padrone ricordando un altro titolo distribuito da Devolver, Downwell.

 

Screenshot di Bleak Sword

 

Se amate la difficoltà, lo stile minimalista della pixel art ed un sistema di gameplay ottimizzato per risultare gradevole anche con una sola mano, Bleak Sword è decisamente il titolo che fa per voi.

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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