Apple Arcade Awards #3 | INMOST

Copertina del terzo numero di Apple Arcade Awards

Apple Arcade è il nuovo servizio gaming di Apple rilasciato il 19 Settembre su tutti i dispositivi iOS a soli 4,99 €.  La quantità di titoli per mobile completamente nuovi è così grande che può risultare difficile cosa scegliere e provare per primo, specie per chi non è molto pratico di videogiochi su cellulare.

Proprio per questo abbiamo avuto l’idea di iniziare questa nuova rubrica settimanale, in cui andremo ad analizzare un particolare titolo che ha suscitato il nostro interesse tra quelli proposti dall’Arcade.

Oggi preparatevi coi lacrimoni, gli spaventi e le imprecazioni, perché nel mezzo del mese di Halloween arriva un titolo dall’atmosfera decisamente azzeccata; INMOST

 

Tre parti di un tutto, ma qual è quella vera?

 

Screenshot del cavaliere e della creatura oscura di INMOST

 

Per sperimentare l’intera bellezza e complessità di INMOST, bisognerebbe giocarlo privi di qualsiasi informazione riguardante storia o gameplay. Detto questo, possiamo solo descrivere il titolo come un puzzle game misto ad un platform con tinte horror ed action a seconda dei livelli e personaggi che interpreterete. 

Sì, personaggi. INMOST offre ben tre punti di vista parecchio differenti: un cavaliere al servizio di un’entità oscura armato di spada e rampino con sezioni action simile ad un hack’n’slash in 2D, un uomo che  si accinge ad esplorare antiche rovine piene di trappole ed enigmi infestate da melme oscure pericolosissime, e per finire una piccola bambina facente parte di una famiglia e di una casa parecchio inquietante.

 

Screenshot della bambina protagonista di INMOST

 

Il gioco cambierà punto di vista, e quindi gameplay, senza alcun preavviso: ci ritroveremo ad esempio a falciare melme oscure come se non fosse nulla, per poi fuggire da quelle stesse melme in un altro tempo e luogo con l’uomo di mezza età completamente indifeso. Il corpo principale del titolo è però incentrato su quest’ultimo, il cui gameplay puzzle trial&error la farà da padrone, ricordando per certi versi grandi opere del passato come Heart of Darkness per via delle sue tinte macabre e morti molto splatter. 

Enigmatica è anche la storia del titolo, che si interfaccia al giocatore su più linee temporali, senza spiegare apertamente cosa sia accaduto prima e cosa dopo, chi sia legato a chi o quale sia lo scopo principale dei protagonisti. Durante la durata dell’avventura il giocatore potrà far luce su tutti i misteri del mondo, grazie anche all’aiuto di pagine e disegni collezionabili che potrebbero far luce sull’oscura trama.

 

Siete pronti a soffrire?

 

Screenshot dell'Uomo di INMOST

 

Il tema principale di INMOST è la sofferenza, e come essa possa sconvolgere e cambiare notevolmente il mondo che ci circonda. Questa tematica è stata trasmessa anche al gameplay, purtroppo non sempre come un fattore positivo. Se infatti i brutali puzzle o le adrenaliniche sezioni di combattimento possono definirsi ben fatte e ben curate, non si può certo dire lo stesso per i controlli. 

Le azioni da far compiere ai nostri personaggi sono basilari: correre, saltare, interagire con gli oggetti dello scenario per l’uomo e la bambina, mentre menare fendenti con la spada, utilizzare il rampino e schivare col cavaliere. Il problema è che il touchpad dell’iPhone non riesce a recepire bene i comandi, e potrebbe capitare di dare l’imput del salto quando si voleva semplicemente parlare con un NPC o schivare al posto di attaccare, e vi assicuriamo che ciò succederà quasi sempre.

 

Screenshot di un puzzle di INMOST

 

Aggiungete che molti puzzle sono delle vere e proprie fughe dalle aberrazioni oscure che potranno oneshottarvi col solo contatto e potete ben capire che INMOST potrà regalarvi molte frustrazioni per via dei suoi controlli impraticabili su iPhone. Fortunatamente, abbiamo trovato la soluzione che fa ai vostri problemi se desiderate fortemente giocare ai titoli Apple Arcade ma non riuscite a trovarvi bene coi comandi della piattaforma.

Tralasciando la problematica dei controlli, INMOST è senza ombra di dubbio un toccante titolo da giocare immersi nel buio e con un buon paio di cuffie, meritevole di far parte dell’Apple Arcade. La struggente storia vi accompagnerà in queste uggiose serate di Ottobre, merito anche del bellissimo comparto tecnico in pixel-art dalle tinte oscure e volutamente smorte.

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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