God Hand: cazzotti e drag queen su Playstation 2

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God Hand, speciale venerdì nostalgia


Pubblicato nel 2006 in Giappone e arrivato un anno dopo in Europa, God Hand è uno dei titoli più folli che siano mai stati concepiti. Sviluppato da Clover Studio – autori di Viewtiful Joe e Okami – God Hand è un chiaro riferimento a Ken il guerriero, da cui riprende in parte le ambientazioni e lo stile di combattimento. Una parodia dissacrante e riuscita in pieno grazie a trovate assurde inserite in un gameplay divertente e appagante.


Il titolo pubblicato da Capcom non aveva alcuna intenzione di farsi prendere sul serio e copriva di ridicolo, in modo ben ponderato e senza trascendere nel trash più becero, la tradizione dei beat ‘em up. Un gioiello che vogliamo riscoprire insieme a voi.

Se vi siete persi gli articoli precedenti dedicati al retrogaming potrete ritrovarli comodamente tutti a questo link. Troverete Final Fantasy, Resident Evil, Silent Hill e molte altre chicche raccolte solo per voi!

Gene: la mano di Dio

Non stiamo parlando di Diego Armando Maradona che si fa beffe dell’Inghilterra, ma di Gene che prende a sonore sberle orde di demoni. Il protagonista è un ragazzo un po’ spaccone, ma dal cuore d’oro, che si ritrova, nel tentativo di salvare una ragazza di nome Olivia, senza un braccio, tranciatogli da dei brutti ceffi che stavano importunando la donzella. Il suo bel gesto viene però ricompensato con un dono divino: un braccio nuovo di zecca denominato God Hand, mano di Dio.

La potenza sovrumana del suo nuovo arto superiore è fuori ogni limite e così Gene si ritrova ad affrontare bestialità di ogni genere a suon di ceffoni e pugni. L’angelo caduto Angra, divenuto Re dei demoni, vuole impadronirsi del god hand, ma Gene non è d’accordo. Se Mario Brega diceva “sta mano po’ esse fero e po’ esse piuma”, nel caso di Gene la mano era solo ferro.

In ambientazioni post apocalittiche che strizzano l’occhio a Ken il guerriero e dal sapore Western con contorni orientali, il giocatore guidava Gene tra decine e decine di demoni di ogni forma e dimensioni facendosi strada con una “potenza di percosse” mai vista prima. God Hand era un picchiaduro che prendeva a calci anche la logica, mettendoci in situazioni surreali e di fronte ai nemici più insensati mai incontrati in un videogioco.

Gene ovviamente non era da meno. Il suo nuovo braccio poteva scatenare combo di indicibile violenza, ma non aveva energia infinita. La barra che indicava lo stato del god hand poteva essere riempita nel modo classico, riempiendo di botte i demoni, ma anche in un altri modi meno convenzionali: leggendo riviste porno, ad esempio. Poesia allo stato puro.

god hand

Roulette e sculacciate

Parliamo della sostanza. Una delle caratteristiche principali del sistema di combattimento di God Hand era rappresentata dalla roulette delle abilità. Durante le fasi più concitate, era possibile rallentare il tempo e selezionare una mossa speciale da un menu radiale denominato roulette delle abilità. All’inizio se ne avevano poche, ma andando avanti nell’avventura se ne potevano sbloccare tantissime, dagli stili e dagli effetti più disparati.


Facciamo esempi pratici per entrare più a fondo nella follia di questo videogioco. Abbiamo parlato di parodia di Ken il guerriero, ebbene, l’abilità 100 Fists dovrebbe farvi venire in mente qualcosa di familiare. Cento pugni scagliati alla velocità della luce sul povero malcapitato. Un’altra abilità molto dolorosa era la Ball Buster, un bel calcio ben indirizzato negli zebedei e l’avversario era esposto ad altre combo devastanti (la Ball Buster non aveva effetto sulle donne).

Avevate voglia di sentire il calore dei fan? Allora era possibile eseguire la Home Run God, un’abilità che faceva apparire una mazza da baseball da usare contro la testa del nemico, con tanto di ovazione di un pubblico immaginario. Danza e arti marziali possono andare a braccetto? Secondo God Hand sì. Kung Fu Tango e Kung Fu Samba ci permettevano di colpire l’avversario a passo di tango o samba, per l’appunto. Concludo questa breve carrellata di mosse speciali citando le più potenti: Shaolin Blast e Double Shaolin, direttamente dal Tibet. Ce n’erano davvero per tutti i gusti e tutti gli stili di combattimento. God Hand era in grado di farci giocare a farci ridere a crepapelle nello stesso momento.

D’altronde, avevate mai visto il protagonista di un picchiaduro mettere a cavalcioni i nemici di genere femminile e prenderli a… sculacciate? In God Hand si poteva fare e non ci si poteva esimere dal dare delle pacche ben assestate sui dei glutei così sodi, anche se demoniaci.

Drag queen e Power Rangers

I boss di God Hand. Chi ci ha giocato già conosce la verità, non è cosa facile invece descrivere i boss di God Hand a chi non ha mai provato questo titolo. Bisogna affrontarli vis à vis per capire che i ragazzi di Clover Studio fossero tornati da una sbornia epocale per concepire dei personaggi del genere. La prima coppia da affrontare faceva intendere fin da subito che per tutta l’avventura avremmo visto cose che “voi umani…”. Mr. Gold e Mr. Silver, due muscolosi, atletici… drag queen. Tante piume e bacini ma anche calci rotanti. Le loro sculettanti abilità di combattimento erano solo l’inizio del delirio più totale.

Un gorilla che fa wrestling, che c’è di strano? In God Hand nulla. Gorilla Mask era la versione scimmiesca di Rey Mysterio, un boss non particolarmente forte ma che dava benissimo l’idea del luna park che avevano messo in piedi gli sviluppatori. Il vaneggiamento di Clover Studio raggiungeva il picco con i Mad Midget Five. No, non si tratta del gruppo musicale con cui cominciò la sua straordinaria carriera Michael Jackson. Questi cinque piccoli bastardelli erano nani vestiti da Power Rangers… ed erano pure forti. Colpirli era davvero difficile perché qualsiasi colpo alto andava a vuoto. Roba da analisi immediata.


Gli sviluppatori dovevano essere fissati con i nani. Psychic Midget era un chiaro omaggio a Psycho Mantis, un piccolo infame con poteri psico-cinetici e una pelata importante. Altri che meritano una menzione sono i Fat Ninjas che, come potete presumere dal nome, sono dei ninja dal fisico non proprio asciutto, e Afro Fist, uno spilungone con capelli afro che combatte a suon di disco music.

God Hand era pieno di chicche meravigliose e situazioni irriverenti, una vera pietra miliare del genere picchiaduro. Chi ha avuto la fortuna di giocarlo non potrà che confermare, chi invece non riuscì a farlo ai tempi deve provvedere al più presto (lo trovate nella sezione PS2 Classics sullo Store PS3 a 9,99) perché si è perso un mix di humour e combo micidiali mai più eguagliato.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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