Che gli YouTuber siano le celebrità del nuovo millennio non ve lo dobbiamo spiegare noi. Nel mondo, e in Italia, c’è chi riesce a vivere più che abbondantemente sopra a svariate soglie di ricchezza producendo video sulla piattaforma di Google, contenuti sui social network, ma soprattutto con molte altre attività di contorno che, di fatto, non fanno più tanta differenza rispetto ad una star della televisione e della musica.

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Da YouTube sono nate tante storie, ed oggi ve ne raccontiamo proprio una di queste.

C’era una volta Ryan, un giovanissimo pargolo di 4 anni che guardava un sacco di video su YouTube. Cosa guardava, direte voi? I canali di tali EvanTubeHD e Hulyan Maya, i quali fanno recensioni di giocattoli. In pratica, la versione infantile del prototipo di youtuber “adulto”.

Ad un certo punto, colto da un momento di grande introspezione, Ryan si volta verso la madre e chiede: “Mamma, perché non ci sono anche su YouTube come tutti gli altri bambini?”. Il cuore di mamma viene trafitto in pieno, e così viene creato Ryan ToysReview. Due anni dopo, i guadagni frutto di quel canale vengono stimati intorno agli undici milioni di dollari.

Cosa fa Ryan? Come gli altri bambini, apre giocattoli e ci gioca. In fondo, è impossibile che un canale del genere non funzioni, perché di fatto è il sogno di chiunque suo coetaneo. È anche un modo per i genitori per capire cosa regalare a Natale, senza tirare ad indovinare oppure indagare in maniere più o meno furtive: cronologia di YouTube, un paio di domandine mirate ed il gioco è fatto.

La stima fatta da Forbes, degli 11 milioni di dollari, è da attribuirsi al periodo tra il primo giugno 2016 e il primo giugno del 2017, esattamente un anno. È stata l’ottava celebrità più ricca di YouTube di quel periodo, nel mondo.

Come tutti, Ryan è partito in modo molto amatoriale. Il primo video era un filmato di 15 minuti riguardo un set di treni della linea Lego Duplo. Un video ovviamente atroce in quanto a qualità, ma tutti devono iniziare da qualche parte.

Col tempo, Ryan ha cominciato a giocare con molti più giocattoli, anche contemporaneamente. In uno dei suoi video più celebri esegue una unboxing di più di 100 macchinine. Continuando così, nel gennaio del 2016 arrivò ad un milione di iscritti nel suo canale, un anno dopo ancora diventarono più di cinque. Al giorno d’oggi ne ha oltre dieci. Nel giugno scorso, TubeFilter catalogò Ryan ToysReview come il canale più visto negli Stati Uniti per quaranta settimane di fila. Nel settembre, Kevin Durant è comparso come guest star in uno dei suoi video, in cui eseguiva un esperimento scientifico per bambini.

Il motivo di questo successo è molto ovvio e per niente sorprendente. Nei video, Ryan non fa analisi, non recensisce giocattoli: li apre, ci gioca, si diverte. Niente parolacce, urla, è sorridente ed interagisce anche con il pubblico da vero youtuber, facendo del “teasing” sui regali a sorpresa che sta per scartare. Questo è incredibilmente efficace anche a livello comunicativo, come spiega Jim Silver, CEO del sito Toys, Tots, Pets, and More: “Quando un prodotto raggiunge 10 milioni, 20 milioni di visualizzazioni, e vedi che a Ryan piacciono, o altri ragazzi lo amano, ha un grande impatto nella vendita al dettaglio”.

A livello produttivo, il canale è gestito ovviamente come una macchina oliata, con tutti i crismi tipici della YouTube moderna. I titoli sono acchiappa-click, con termini scritti in maiuscolo come “SORPRESA” e cose così, la famiglia carica un video al giorno con costanza, ed i contenuti sono ovviamente monetizzati.

A sei anni, questo ragazzino (o meglio la sua famiglia) sta guadagnando un quantitativo di soldi che molta gente non vede in una vita intera, o giù di lì. È probabile, o almeno auspicabile, che la famiglia li userà poi per investire sulla sua vita, garantendogli una buona scuola, una buona università, e una buona vita in generale. Sempre che Ryan, crescendo, non scopra che fare video su YouTube è una cosa con cui vorrebbe campare.

Questa storia è eccitante ed agghiacciante allo stesso tempo. È bello vedere come, con impegno e costanza, si riesca a sfruttare le potenzialità di un individuo, in questo caso molto giovane, per realizzare qualcosa di concreto. Magari Ryan scoprirà di voler fare l’attore da grande. Dall’altra parte, la sovraesposizione dei bambini è una cosa con cui bisogna fare molta attenzione, di questi tempi.

In ogni caso, qual è la vostra scusa per non guadagnare decine di milioni di dollari come questo bambino di sei anni?

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