Con Day of the Tentacle: Cron-O-binetti, viaggi nel tempo e tentacoli mutanti continua la nostra rubrica settimanale #venerdìnostalgia dedicata al retrogaming. Ecco il nostro racconto di uno dei videogiochi più divertenti e strampalati mai pensati. Un’avventura grafica in puro stile Lucas, dove l’umorismo e il nonsense la fanno da padroni.

Se vi siete persi gli articoli precedenti dedicati al retrogaming potrete ritrovarli comodamente tutti a questo link. Troverete Final Fantasy, Resident Evil, Silent Hill, Winning Eleven e molte altre chicche raccolte solo per voi!

Day of the Tentacle: Cron-O-binetti, viaggi nel tempo e tentacoli mutanti

Esisteva un tempo, ormai molto remoto, nel quale essere un nerd era una vera e propria iattura. I nerd erano degli emarginati sociali, dei secchioni costantemente derisi e non compresi. L’ingresso della parola nerd nell’immaginario collettivo non è ben definito, ma, agli occhi di tutti, il nerd è sempre stato il classico studente del liceo sfigato, con un fisico mingherlino e malaticcio, miope e dunque dotato di spessi occhiali. Spesso incapace di relazionarsi con gli altri nelle convenzioni sociali. Appassionato di matematica e fisica, giocatore di scacchi e poco avvezzo allo sport.

Nella tv e nei media i nerd sono stati sdoganati da film quali: “La rivincita dei nerd” (1984) o dalle serie tv come: “Big Bang Theory” che hanno aiutato a ribaltare lo stereotipo dello sfigato classico, portando alla ribalta geni alla Sheldon Cooper. Per tutti gli amanti dei videogames però, il primo nerd propriamente detto fu Bernard Bernoulli. Protagonista di Maniac Mansion prima e di “Day of the Tentacle” poi. Un personaggio iconico, tra gli ingredienti fondamentali di uno dei più grandi successo di casa Lucas.

Day of the Tentacle 7

Inconfondibile stile Lucas

Cosa potrebbe accadere se un tenacolo senziente, frutto dell’esperimento di uno scienziato abbastanza pazzo, mutasse dopo aver ingerito dell’acqua inquinata? Ma è ovvio, darebbe il via alla conquista della terra e alla sottomissione dell’intero genere umano, in un futuro distopico e inquietante. Come fare a fermare il malvagio tentacolo viola dai suoi folli piani di conquista del mondo? Altrettanto ovvio, affidandosi al re dei nerd Bernard, al suo amico metallaro Hoagie e alla strampalata studentessa di medicina Laverne. Con l’uso dei viaggi nel tempo e di una enorme dose di pensiero laterale. Molto laterale.

Sono queste le premesse di una delle più famose avventure della LucasArts. I nostri tre eroi, usando il cron-o-binetto, una particolare macchina del tempo a forma di toilette, cercano di tornare indietro di un giorno, spegnendo la macchina che genera inquinamento e salvando il mondo. Purtroppo il prof. Fred non è abbastanza ricco da permettersi un vero diamante e la copia che utilizza finisce per spedire Hoagie indietro di duecento anni, ai tempi della dichiarazione di indipendenza, al cospetto di personaggi del calibro di George Washington e Benjamin Franklin. Laverne finisce invece 200 anni nel futuro, in piena dittatura dei tentacoli che sono riusciti a ridurre in schiavitù il genere umano. Bernard invece è rimasto nel presente. I tre amici dovranno cooperare e aiutarsi a vicenda per riuscire a ritornare tutti nel presente e a sconfiggere il tentacolo Viola.

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La grafica del primo Day of the Tentacle

Un’avventura tra ironia e genialità

Il vero tocco di classe di questa avventura Lucas è proprio nello sfasamento temporale tra i tre protagonisti che ci costringe a fare ampio uso di “pensiero laterale“. Per avere ad esempio dell’aceto nel presente, basterà nascondere del vino in cantina nel passato, aspettando poi che i duecento anni lo trasformino in aceto. Allo stesso modo, per far arrivare il criceto a Laverne nel futuro, basterà metterlo nella ghiacciaia in una sorta di ibernazione fai-da-te (con tanto di avvertenze di non farlo al criceto a casa). Una serie di trovate sempre sul filo del rasoio tra genialità e idiozia più totale. Il tutto arricchito dalle solite trovate autoreferenziali della Lucas, dal casco dello Stormtrooper di guerre stellari al coniglio Max, passando per Guybrush Threepwood.

Nel gioco avremo a che fare con molti personaggi storici come George Washington, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin, John Hancock e Betsy Ross e i loro discendenti che possono essere incontrati nel futuro. In una splendida giornata di sole dovremo aiutare Benjamin Franklin a portare a termine il famoso esperimento dell’aquilone e del fulmine. Peccato che, appunto, ci sia un sole magnifico. All’epoca, quando non esistevano ancora le guide di Player.it, solo dopo moltissime ore di prove e controprove arrivai a capire che per far piovere bisognava lavare la carrozza nel piazzale. Ovviamente, quando si lava la macchina, viene sempre a piovere, e anche nel gioco, lavando la carrozza si faceva annuvolare il cielo potendo proseguire la storia. Genio o follia? Semplicemente Lucas.

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Bernard e la sua combriccola

Personaggi fuori dalle righe

Se la storia di “Day of the Tentacle” era assolutamente geniale, come gli enigmi e i vari passaggi logici da risolvere, non da meno era il carisma degli improbabili personaggi. Dai due tentacoli, Verde e Viola, il primo buono e timido, il secondo malvagio ma stupido (prima di bere dalla fonte inquinata), passando per il professor Fred Edison, scienziato pazzo con la testa perennemente tra le nuvole. L’apice però veniva toccato con i tre protagonisti. Bernard il nerd, intelligente ma poco sportivo, abbastanza distratto e pasticcione. Laverne la studentessa di medicina, completamente strampalata, dalle animazioni di movimento fino all’abbigliamento trasandato e ai capelli. Infine Hoagie il metallaro, con i capelli lunghi e la maglietta metal, sempre imperturbabile anche surfando su un gabinetto a spasso nel tempo.

Un perfetto mix di idiozia, pasticci, trovate geniali e citazioni, reso ancor più esaltante da una scrittura assolutamente prefetta, tanto nei dialoghi, quanto negli intrecci di una trama abbondantemente surreale. Un gioco in grado di segnare un’epoca e più di una generazione di videogiocatori. Magari non con la stessa iconica capacità di creare un vero fenomeno di culto, come fu per Monkey Island, ma in grado di imporsi nell’immaginario collettivo tra le avventure grafiche più giocate e amate di tutti i tempi. Pur senza diventare un vero fenomeno pop, Day of the Tentacle è rimasta nel cuore di tutti noi.

Day of the Tentacle 1
Surfare nel tempo

Qualche curiosità

I fatti di “Day of the Tentacle” avvengono sette anni dopo quanto raccontato nel magnifico Maniac Mansion. All’interno della magione, più precisamente nella stanza di Ed Edison, è possibile giocare al primo capitolo usando il personal computer che è li. Nel 2016 la Double Fine Productions produce una versione rimasterizzata di “Day of the Tentacle” per PC, Mac, PS4 e Vita. Se volete platinare questo gioco, dovrete per forza di cose giocare al primo Maniac Mansion fino a mettere il povero criceto nel microonde, vedendolo esplodere (sic) e guadagnando il trofeo “Chef”.

Day of the Tentacle fu anche l’ultima avventura grafica Lucas ad utilizzare l’interfaccia SCUMM, con un terzo dello schermo occupato dall’elenco di azioni e dall’inventario. Nel gioco successivo, Sam & Max Hit the Road i verbi furono sostituiti da icone a scorrimento. Nonostante i personaggi fossero ancora tre, come il suo predecessore, in questo gioco non era più possibile perdere i nostri protagonisti. Essi infatti non possono morire o essere imprigionati come accadeva in Maniac Mansion. Questo perché ci fu un cambio nella filosofia della LucasArts, dettata da Ron Gilbert in base alla quale il gioco non avrebbe dovuto punire i giocatori per aver semplicemente esplorato l’ambiente di gioco.

Day of the Tentacle è una delle più belle avventure grafiche mai concepite, vuoi per l’innovativo stile cartoonesco, vuoi per i personaggi strampalati e sfigati, vuoi per gli enigmi sempre sul filo dell’ironia e dell’assurdo. Un gioco così ben riuscito da risultare ancora divertente da giocare dopo oltre vent’anni.

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