Legacy of Kain: Soul Reaver 2. Un mondo come mai lo avevamo visto


Diretto seguito di Soul Reaver, questo titolo esce dopo “solo” due anni dal precedente (2001).

A me sono sembrati molti di più di due anni. Ricordo che quando finii il primo titolo quel “Continua…” alla fine mi lasciò l’amaro in bocca. Volevo sapere come procedeva quella storia. Ne ero stato letteralmente rapito e quei “due” anni a me sembrarono una eternità.

Scoprii dell’uscita di questo seguito da un mio caro amico, Giuseppe, anche lui fan sfegatato della saga di Legacy of Kain.
Ricordo che le prime parti di questo gioco me le raccontò lui ma io le vissi come in prima persona. All’epoca non possedevo ancora un Playstation2 (erano anni diversi quelli e questo “elettrodomestico” costava molto per un ragazzo della mia età), ma, alla fine, misi da parte alcuni risparmi ed anche io mi assicurarsi questa console…ed eccoci a quel “Continua…” durato due anni.

Questo è il titolo che mi ha emozionato di più fra tutti e il merito va tutto ai suoi paesaggi. Ne rimarrete profondamente colpiti anche voi ne sono sicuri, come non farete a meno di percepire quell’alone di “Sacralità” che permea tutta la storia e, quindi, non può che essere associato all’emozione dell’Estasi. Perché si, questo titolo è una Estasi continua, vuoi per i contenuti, vuoi per i dialoghi, vuoi per i personaggi, vuoi per la grafica (del tempo).

La storia inizia esattamente dove l’avevamo lasciata, anzi, da poco prima in realtà.
Il filmato introduttivo è un rifacimento completo dello scontro finale fra Kain e Raziel mentre si scambiano battute che definire “auliche” è quasi riduttivo (ho riportato il loro dialogo nel mio articolo dedicato a Soul Reaver, cercatelo se volete i dettagli) e prosegue con il nostro “primo” incontro con Moebius, il Guardiano del Pilastro del Tempo. E sarà lui a spiegarci che più importante del “Dove siamo” è il “Quando siamo“.

Kain ha infatti settato il portale temporale per portarci indietro nel tempo, sino ad un momento in cui i Pilastri di Nosgoth sono ancora intatti e svettano verso il cielo a perdita d’occhio.
Ma anche il “Dove” ha la sua importanza. Siamo all’interno della Roccaforte dei Sarafan e non possiamo che fermarci un attimo ad ammirare la maestosità della sua architettura. Alte Volte Gotiche si susseguono ad Ampie e Luminose Vetrate. Tutto è protratto verso il cielo, a rappresentare la Maestosità di questo luogo e di quello che rappresenta: la Potenza dei Sarafan. Lungo le pareti notiamo subito le “Sacre Immagini Votive” dedicate ai precedenti Guardiani uccisi da Vorador (un chiaro rimando all’inizio di Blood Omen) e non possiamo non notare come ognuna di essa abbia gli Occhi Chiusi, simbologia dell’esser defunti, ed abbia posta intorno alla testa propria una Aureola.
Potenza delle immagini. Questo la Chiesa lo sa e lo sa anche la CRYSTAL DYNAMIC.

Moebius ci mette subito sul chi vive,:i soldati presenti nella roccaforte non capiranno il perché siamo qui dentro e ci attaccheranno come un qualunque vampiro invasore. Inutile dire che lungo il nostro cammino avremo facilmente ragione su ognuno di loro e giungeremo in men che non si dica nella grande navata centrale e alla cappella ivi annessa.

Esplorandola non potrete non avere un altro colpo al cuore. Siamo davanti alla storia, signori. Grandi vetrate che raffigurano lo Scontro tra Kain e Wiliam il Giusto adornano quella che a tutti gli effetti una cappella dedicata al defunto re. Ed infatti è li, su un grande basamento scolpito a foggia la sagoma di William il Giusto, che la troviamo. La stringe fra le mani: la Mietitrice D’Anime, ormai spezzata, che William impugnava quando lo abbiamo sconfitto in Blood Omen.
Il perché sia li è semplice. Kain si fronteggiò con lui in passato e ne spezzò l’arma durante lo scontro (una cosa simile succede anche in Soul Reaver quando Kain colpì noi). E’, quindi, ovvio che sia stata posta qui, no? Dove altri dovrebbe essere altrimenti.

L’emozione è tanta. Il mondo inizia a vorticare rovinosamente su di noi. Le volte si fanno sempre più alte e l’istinto ha la meglio. Accarezziamo la spada e questa inizia a ricomporsi. La versione spettrale, indissolubilmente legata a noi, si avvolge ad essa, rigenerandola e rendendola nuovamente integra.
Usciremo da questo processo stremati, storditi e confusi ma, fortunatamente, ancora vivi.
Che cosa sta succedendo? No, troppe domande e poche risposte. E’ giunto il momento di capire come funziona questo mondo e allora rechiamoci subito dall’unico individuo che può sapere qualcosa: l’antico vampiro Vorador, fortunatamente ancora vivo in questa epoca.

Il viaggio sarà lungo, incontreremo molti nemici lungo la strada e capiremo come sia difficile la vita per un vampiro. Non ne troveremo di vivi ma solo di morti, impalati e lasciati lungo al strada a monito dei superstiti. La crociata di Moebius nata dalle azioni di Kain nel primo titolo è in moto ed al suo apice, ma per una volta, fidatevi, non fermatevi a questa sottigliezza, piuttosto fermatevi ad ammirare i paesaggi e la quantità di dettagli disseminati lungo il paesaggio. Dai fondali in lontananza ai pilastri che ancora svettano maestosi verso l’infinito, sinanco a i più semplici corvi che scompariranno in singolari sbuffi verdi al vostro incedere. Una delizia per gli occhi, sopratutto per coloro che si ricordavano un Razielpixelloso” come quello di Soul Reaver (per non parlare di Kain in Blood Omen) ed ora se lo ritrovano “a tutto tondo“.

Incontreremo anche Kain, ma a contrario di quando lo abbiamo lasciato l’ultima volta ora sembra più calmo, più sereno, più medito alla riflessione.Serafico.
Lo troveremo nel luogo più ipocrita di tutta la sua storia, d’innanzi ai Pilastri che ha distrutto. Ironia della sorte, giungeremo proprio nel momento in cui questi si corrompono per la prima volta, perdendo il loro caratteristico colore per far posto ad una loro versione corrotta grigiastra, eppur ancora intatta, come li avevamo conosciuti in Blood Omen. E’ questo il preciso istante in cui il Kain umano nasce, e nasce già corrotto dalla follia del Guardiano del Pilastro della Mente Nupraptor, reso pazzo dall’aver scoperto appena uccisa la sua amata Ariel, il Guardiano del Pilastro dell’Equilibrio.
Kain, quasi quanto un novello Gesù, nasce anche lui con il peso di un peccato originale e la possibilità di redimere se stesso sacrificandosi per il bene del mondo: l’Estasi di Kain!
Ovviamente non crederemo ad una parola di quanto Kain ci dirà. Tze, va in malora. Non mi farò mai più mettere i piedi in testa da te, sporco mentitori: non sarò mai più la tua pedina. Non sarò mai più la pedina di nessuno. Sono un bimbo grande adesso e sono padrone delle mie azioni. “Ho il libero arbitrio, io!

Il nostro incontro con Vorador, purtroppo si rivelerà fallimentare. L’unica persona che conosce le risposte alle nostre domande è morto secoli fa, ucciso dai Sarafan. Non ci resta, quindi, che abbandonare questa pietosa creatura che ormai Vorador e divenuto, da quando è iniziata la crociata contro i vampiri portata avanti dagli uomini di Moebius.
L’Unica nostra possibilità per incontrare costui sembra risiedere nella Roccaforte dei Sarafan e nell’utilizzo un portale temporale per raggiungere l’epoca in cui questo misterioso individuo si trova.

Ed eccolo. Il momento che tutti quanti noi aspettavamo. La moneta che cade di taglio.
Kain ce lo aveva detto, dopotutto, “Moebius gli avera rivelato il suo destino un millennio fa” ed infatti è dove deve essere. Ci attende nella cappella dedicata al Principe William, il luogo della sua fine. La stessa sensazione di impotenza e di premeditazione ci assale. Quelle alte guglie si contorcono su di noi. Tutto ci spinge a compiere il nostro destino. Insistentemente, dall’inizio della sua esistenza, tutti avevano sempre continuato a martella la stessa cosa a Raziel “UCCIDI KAIN!”. In uno dei momenti più belli di tutta la Saga, Raziel si impossessa della Mietitrice D’Anime ricostruita e posta nuovamente sulla tomba di William il Giusto e, ancora una volta, la sua versione spettrale gli si avvolge, assumendo letteralmente il controllo del nostro braccio che saetta sempre più velocemente verso Kain con l’intento di ucciderlo. La nostra volontà si oppone. Non riusciamo a trattenere lo scorrere del destino. Ma qualcosa avviene: la moneta cade di taglio. La filosofia ci viene in soccorso. “Immagina di lanciare in aria una moneta. Gli unici risultati possibili potranno essere o testa o croce. Ma immagina di lanciarla una infinità di volte. La moneta, prima o poi, potrebbe cadere di taglio!”
Raziel sfida il suo destino e per la prima volta è davvero libero. Sotto cori angelici che ci fanno da sottofondo Raziel devia con la sua sola forza di volontà il colpo destinato a porre fine alla vita di Kain e distrugge la tomba di William il Giusto in una fragorosa esplosione.
Kain è salvo ed è fuori dagli schemi del tempo.
Raziel è libero.
Grazie Hume.

Il Dramma continua! Raziel riuscirà a usare un altro portale temporale ma non finirà nel luogo designato. Moebius, con un inganno lo manderà,avanti nel tempo. In un luogo devastato dalla scelta di Kain di distruggere i portali. Demoni infestano questo mondo ed anche questo mondo è preda di una Apocalisse, ma non l’Apocalisse che Raziel ha provveduto a creare con i suoi fratelli. No, forze esterne hanno preso il controllo del mondo ed ora lo devastano. I toni sono cupi, la pioggia incessante, la vita umana bandita. Nessuno sembra abitare questo luogo e noi dobbiamo fare in fretta a fuggirci. Il nostro misterioso individuo ci attende e noi siamo stanchi di giocare. Eccolo li, un altro portale temporale lasciato in disuso da tempo. Prendiamolo, qualunque posto sarà migliore di questo.

E cosi è: ci ritroviamo nello stesso luogo ma in un momento diverso, è chiaro. La neve parla chiaro e non mente. Candida come non mai, questa ricopre ogni cosa e dona un innaturale aura di benessere e religioso silenzio. E’ chiaro che siamo in un momento differente, si, ma quando? Recandoci ad i Pilastri tutto ci sarà più chiaro. Sono intatti, candidi, magnifici. Siamo in un tempo prima della corruzione di Kain, prima che Moebius avvi la sua crociata. Possiamo farcela. Sappiamo dove si trova il nostro obiettivo, Vorador ce l’ha rivelato. A nord, oltre la cittadina di Uschtenheim.
E allora: “lesti a desinar che vi porto a lo cinematografo!”

Il luogo che raggiungiamo è singolare. Una creatura alata simile ad un angelo sorregge una terrazza posta fuori dalla nostra portata. Il posto sembra abitato. Dobbiamo assolutamente scoprire dove si trovi costui. Anche qui i paesaggi sono mozzafiato e la candida neve non fa altro che aumentarne la bellezza e la sacralità. Il luogo in cui giungeremo alla fine della nostra corsa sarà accogliente, calmo, sereno. Una figura alata ci accoglie con gentilezza ed un sorriso. Si presenta coma Jaons Audron. Il padre di tutti i vampiri e noi non sappiamo cosa dire….tutto quel corri corri, uccidi uccidi e siamo storditi da aver raggiunto il nostro obbiettivo finalmente.
Purtroppo a destarci dal nostro torpore sarà una incursione dei Sarafan. Ci hanno seguito, ci siamo fatti fregare dalla nostra avventatezza. Li abbiamo portati dove volevano arrivare. Janos Audron ci rivelerà di essere il decimo Guardiano, il Guardiano della Mietitrice D’Anime e di dover passare questo compito ad un nuovo individuo, noi. Non avrà il tempo di consegnarci la Mietritrice, è imperativo che noi prima si sopravviva. Janos ci porterà in salvo, inviandoci in un luogo che forgerà la nostra anima e la nostra arma spettrale, battezzandoci nel fuoco per l’imminente battaglia. Purtroppo, fuori, i Sarafan lo cattureranno e lo uccideranno e ruberanno la mietitrice. La scena è brutale, degna della peggior Inquisizione Spagnola. Due reggono Janos mentre un’altro usa l’asta magica di Moebius per privarlo delle forze, un quinto gli sfonda il torace e ne strappa via il cuore: il Cuore delle Tenebre.

Torneremo troppo tardi, per Janos non ci sarà nulla da fare.
Investiti del titolo di nuovo Guardiano della Mietitrice D’Anime ed in dovere di vendicare quella pura creatura brutalmente torturata e giustiziata, piombiamo con tutta la nostra ira e rabbia nella Roccaforte dei Sarafan e qui, di nuovo: “La storia ha orrore dei Paradossi“.
A fermarci saranno i più prodi cavalieri Sarafan, i salvatori dell’umanità, i nostri fratelli. Melchiah, Zephon, Rahab, Dumah, Turel ancora umani. Uno ad uno li uccideremo tutti, ma non prima di essere entrati in possesso di ciò che è nostro di diritto, la Mietitrice d’Anime che, curiosamente, troveremo lungo il nostro tragitto dopo esser stati scherniti ulteriormente da Moebius e Malek, il Guardiano del Pilastro della Guerra, colui che arrivò troppo tardi per salvare il consiglio mentre veniva trucidato da Vorador. Già, siamo nello stesso momento in cui, in una zona diversa della roccaforte, Vorador sta massacrando il Consiglio dei Guardiani e da cui risulteranno sopravvissuti solo Moebius, Malek e Mortanius (Ora sappiamo perché Malek arrivò tardi nel filmato iniziale di Blood Omen, era impegnato a fermare noi, beni più pericolosi di lui).

Giungiamo allo scontro finale, davanti a noi l’incubo. In una stanza con un serpente che si mangia la cosa da solo fronteggiamo nientepopodimento che noi stessi, il Santo Raziel Sarafan ancora umano è davanti a noi e vuole ucciderci. Sebbene immortali avere la meglio su di lui sarà difficile e solo quando lo uccideremo e divoreremo la sua anima, tutto sarà chiaro. La Mietitrice, ormai sazia, prenderà il controllo su di noi e si conficcherà nel nostro torace, prosciugandoci e divorandoci a nostra volta.

“L’entità senziente che albergava all’interno della Mietitrice d’Anime ero io. Ero sempre stato io!”
Ecco perché andò in mille pezzi quando Kain ci colpì con la sua. Quella Mietitrice non poteva divorare la sua stessa anima.

Il ciclo della morte e rinascita è l’elemento portante di questo capolavoro che, con il suo carattere sacrale, lo colloca a pieni voti nell’emozione dell’Estasi.
E’ Estasi in tutte le sue parti, ma sopratutto è l’Estasi finale nel vedere mano mano tutti i tasselli della storia che vanno al loro posto costruendo un affresco di indubbia bellezza che gli Storyteller della CRYSTAL DYNAMIC sono riusciti ad incastrare con sublime maestria.
Congratulazioni per averci regalato una emozione lunga due anni, ma pensate sia finita qui? Sbagliate.

Continua…

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Articolo a cura di Andrea De Bellis

Appassionato da sempre di gioco di ruolo, intervallo per anni la mia vita tra questi, lo studio e il lavoro. Dopo un periodo da giornalista professionista decido di laurearmi in storia, mia altra grande passione. Da qui il passo alla scrittura è breve.

Comprendendo come l'intrattenimento non possa essere in alcun modo scisso dal provare emozioni, mi propongo quale recensore emozionale per Player.it, ideando e curando nel frattempo le rubriche "Italy&Videogames", "Interviste Impossibili", "LARP: A Night With..." e "Autori di Ruolo: D12 domande a...", scrivendo il romanzo "Il diario del dott. Flammini" e ideando e lanciando le rubriche "Venerdì Oldies" e "Recensioni Emozionali", sostenendo sempre quanto sia più interessante parlare di "cosa suscita un titolo quando lo si gioca" piuttosto che l'evergreen "cosa è e come come funziona questo gioco".

Il gioco è intrattenimento, l'intrattenimento è emozione, l'emozione è vita.

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