Train Life: A Railway Simulator | Tutti in Carrozza! | Recensione (PS5)

Qualche anno fa mi sono trasferito per un periodo lavorativo ad Amburgo, in una zona residenziale a non molta distanza da uno snodo della Deutsch Bahn, la ferrovia Tedesca; quando ero a casa spesso capitava di sentire in lontananza il “rumore” dei treni merci che scandivano il mio tempo.

Col passare dei mesi quel suono è diventato parte della mia quotidianità e ho cominciato a non badarci più, ma ancora oggi – ritornato in Italia – il malinconico fischio dei treni attira la mia attenzione quando sono in giro.

Nel bene o nel male i treni sono la linfa vitale del commercio, sono stati – e per qualcuno magari lo sono ancora – una parte romantica e talvolta controversa della storia dell’uomo e della cultura di un paese.

Per alcuni sono una ossessione, ed è per questi che Train Life: A Railway Simulator è stato realizzato.

L’Ossimoro della Nicchia Popolare

Quando si parla di giochi di simulazione i mezzi di trasporto sono argomenti molto popolari.
Esistono svariati esempi di giochi di guida e corse, simulatori di volo, di agricoltura e trattori, così come tanti altri simulatori ferroviari.

Per un appassionato di treni – e parlo di chi aveva in cantina la pista con i modellini meccanici – mettere insieme la combinazione ideale di vagoni e locomotive e gestire attivamente una società di ferrovie nel mondo reale è la cosa più bella del mondo.

Train Life si divide tra la guida effettiva dei treni merci e passeggeri e la gestione di una attività di trasporto (si spera) fiorente ed entrambi gli aspetti richiedono attenzione ai dettagli e pazienza, tanta pazienza; anche se ai più potrebbe piacere anche la semplice sensazione di poter manovrare ogni tanto una locomotiva ed attraversare i paesaggi rurali godendosi il panorama.

A differenza di altri simulatori ferroviari Train Life si concentra sulle tratte dell’Europa Continentale e qualche linea del Regno Unito: non si tratta di una simulazione prettamente storica – anche se con la “Orient Express Edition” si ha la possibilità di percorrere la storica Parigi-Vienna a bordo dell’ Orient Express degli anni ’20 all’interno della famosa Locomotiva Chapelon Pacific 231 – quindi niente treni del XIX secolo, anche se con molta probabilità saranno oggetto di futuri DLC per gli appassionati.

Il lavoro del Macchinista…

Se avete giocato un titolo come Microsoft Flight Simulator, sapete che la cabina di pilotaggio di un aereo (anche modesto) è composta da una serie vertiginosa di comandi e sistemi; i treni sono invece relativamente più semplici: acceleratore, freni, luci, interruttori, clacson (tradotto con fischio in Train Life) e radio.

Qualche aggiunta per l’aria condizionata ed i pulsanti per attivare gli scambi e null’altro. Niente di più semplice immaginerete, giusto? Beh, devo ammettere che la guida di un treno è più difficile di quel che si pensi.

Fortunatamente Train Life vanta un tutorial molto robusto – ed ammettiamolo, noioso seppur necessario – che guida attraverso nozioni fondamentali per poter superare l’esame da macchinista! Eventualmente, se dopo ore di pratica continuate a far deragliare il vostro treno c’è sempre la possibilità di abbassare la difficoltà di gioco.

Gestire la locomotiva con il DualSense può sembrare complicato inizialmente ma, soprattutto nelle prime fasi di gioco, gli scarni comandi facilitano l’adattamento della mano a tutti i trigger e pulsanti rendendo il tutto più gestibile.

Va da se che avanzando nel gioco e man mano che i treni che andremo a guidare si trasformano in lunghe catene di vagoni, ferro e ruote, il nostro tocco su acceleratore, freni e comunicazioni con le stazioni devono migliorare.

…e la vita da Ferroviere

Guidare i treni attraverso l’Europa rappresenta solo una metà dell’offerta – o per meglio dire, dello scopo – di Train Life. La seconda parte è una simulazione gestionale/economica in cui si accettano contratti e si guadagnano soldi.

E si pagano anche le multe se non vengono rispettate le norme di sicurezza…

Questo permette di aggiungere nuove tratte di percorrenza, aggiornare o acquistare le attrezzature di bordo e di assumere altro personale.

Così come il controllo dei treni, anche l’aspetto simulativo del gioco inizia in modo semplice e successivamente cresce in complessità secondo una curva ben realizzata.

La maggior parte dei contratti prevede il trasporto di persone o merci in modo puntuale e sicuro: far arrivare il treno in orario, dopo aver percorso un lungo tragitto con diverse fermate può essere divertente ma è sicuramente molto impegnativo.

In questi lavori mi sono ispirato alla nostra Trenitalia, compagnia sempre puntuale e fiore all’occhiello di tutta Europa.

Dal punto di vista prettamente visivo, invece, si deve ammettere che tutti i Sim-Addicted sono un pò stati viziati da MS Flight Simulator che, con ogni nuova versione, raggiunge un livello di dettaglio stratosferico riuscendo a rappresentare fedelmente l’intero globo. Train Life: A Railway Simulator non raggiunge quelle vette anche se ha dei picchi di qualità non indifferenti.

Le nostre locomotive viaggiano attraverso centinaia di percorsi lungo tutto il Continente ed il Regno Unito, con tanto di effetti atmosferici e cicli giorno/notte. La resa dei paesaggi è ottima, con una buonissima quantità di dettagli, e guardare le città scorrere al di fuori del finestrino della cabina di guida è un vero piacere rilassante. A velocità sostenuta probabilmente non si notano molti dei piccoli dettagli “fuori posto” come ad esempio i poligoni delle auto e delle persone che popolano i percorsi, che non sono proprio eccelsi.

Nel complesso molte delle texture del gioco sono piuttosto semplici se esaminate un pò più da vicino ed alcuni eventi atmosferici, come le gocce di pioggia che impattano sulla cabina, sembrano direi elementari.

Per quanto riguarda l’audio, il gioco è in lingua Inglese con sottotitoli in Italiano.
Bene ma non benissimo per i più patriottici, anche se a dirla tutta non c’è una vera e propria storia da seguire e quindi le poche cutscenes in lingua si possono tollerare, oltre ad essere di facile comprensione

Suoni ambientali e del treno sono, invece, molto azzeccati e rispecchiano la realtà. Ho passato viaggi interi con il fischio attivato solo per soddisfazione personale, anche se in quel determinato momento di gioco era inutile.

Deragliamenti lungo la tratta

Train Life: A Railway Simulator è ad un paio di patch di distanza dall’essere privo di Bug (sempre che sia possibile). Sebbene non abbia mai incontrato crash o interruzioni eclatanti di gioco, ci sono stati dei difetti visivi durante le mie partite: texture mancanti e molto pop-in degli scenari, come a confermare che quasi tutti i simulatori di treni al mondo pongano l’accento più sull’esperienza di guida dei treni o di gestione delle ferrovie piuttosto che sulla grafia e sulle prestazioni al passo con i tempi.

Conclusioni

Con Train Life: A Railway Simulator gli appassionati di simulazioni ferroviarie hanno a disposizione un altro modo per ricevere la loro dose personale di locomotive e scambi direzionali. Con la sua enfasi sugli aspetti di guida ed economici della gestione di una ferrovia, il gioco risulta anche più profondo rispetto alla concorrenza che si concentra maggiormente sulle sole locomotive. Detto questo, è un simulatore Eurocentrico e, a primo impatto, sembrerebbe calzare a pennello solo per una specifica nicchia di videogiocatori, anche se varrebbe la pena dargli una possibilità se cercate un pò di relax da poltrona.