Sonic Origins – Memorie di un Nostalgico | Recensione PS5

Metà degli anni 2000, sono poco più che un adolescente che al pomeriggio fa qualche giretto con gli amici ed ogni tanto, alla domenica mattina, ha il permesso di andare in sala giochi.
Cambio moneta e subito diretto verso uno dei pochi cabinati che credo siano stati più consumati a livello planetario: il cabinato di Sonic the Hedgehog.
Per chi non ha avuto la fortuna di giocare alle avventure del porcospino blu su SEGA Mega Drive questi cabinati rappresentavano 10 minuti di felicità assoluta!

Col passare degli anni sono riuscito, in un modo o nell’altro, a portare con me Sonic su quasi tutti i miei dispositivi portatili sfruttando quei momenti di attesa per l’autobus o il treno e persino i lunghi viaggi in aereo, ed il cerchio si è finalmente chiuso quando è stata annunciata la collection di Sonic Origins per PlayStation 5.

Lasciate che ve ne parli un pò.

A Trip down Memory Lane

La storia di pubblicazione videoludica del Porcospino più veloce di tutti i mondi è paragonabile a quella di Skyrim e GTA 5: SEGA non ha lesinato con le piattaforme ed ha pubblicato i classici del Mega Drive su quasi ogni piattaforma esistente, terminando con questa collection rimasterizzata in alta definizione per console next-gen, che porta sui nostri televisori l’ensemble di Sonic The Hedgehog, Sonic CD, Sonic The Hedgehog 2 e Sonic The Hedgehog 3 & Knuckles (quest’ ultimo titolo originariamente pensato come un unico prodotto, ma poi splittato nella sua versione originale in due distinti giochi – Sonic 3 e Sonic & Knuckles – a causa degli alti costi produttivi) rivisitati per le nuove generazioni di console e con qualche asso nella manica.

Tutti i capitoli delle avventure di Sonic rimangono fedeli al loro originale e restano quindi una proposta di sezioni platform di ottimo livello (con tutti i pregi ed i difetti che le idee del 1991 si portano dietro) ma ciò che risulta interessante è la possibilità di vedere come la serie muta e migliora nel tempo.

Il primo capitolo introduce un gameplay frenetico che all’epoca (così come tutt’ora) va in contrasto con l’aspettativa di trovare delle fasi ragionate in un platform.
No, Sonic 1 è velocità allo stato puro, che viene anche premiata con punti aggiuntivi quando si completano i livelli nel minor tempo possibile.


Sonic CD è un divertissement diverso perché incorpora i viaggi nel tempo: tutti si sono sentiti un pò John Connor avendo come obiettivo quello di distruggere il macchinario del malvagio Dr. Eggman che produce robot nel passato, per creare un futuro migliore; le fasi di gioco sono di conseguenza più aperte e consentono di rallentare per cercare i varchi temporali e poi di sferrare rapide accellerate per accumulare velocità sufficiente per raggiungere i diversi periodi temporali.

Sonic 2 riporta il giocatore a livelli e boss più “tradizionali” come quelli del primo capitolo, migliorando al contempo il colpo d’occhio grazie ad un level design superiore e che sfrutta maggiormente le abilità del nostro Porcospino Blu, ed infine Sonic 3 & Knuckles si arricchisce ancora una volta di livelli sempre più intricati, boss fight più variegate ed il tanto amato tris di potenziamenti per gli scudi.

Rigiocare oggi, a distanza di quasi 20 anni, uno di questi capitoli di Sonic è un misto di emozioni. A farla da padrone è sicuramente la nostalgia; i ricordi del me bambino che smanettava su quel pad direzionale in sala giochi dando di matto quando i comandi non erano responsivi e perdeva anelli per colpa di una responsività non proprio alle stelle dell’hardware dell’epoca. Subentra poi qualcosa di simile alla soddisfazione ed al piacere nel vedere che finalmente adesso il porcospino blu è un tutt’uno con me! A livello di gameplay ci viene data la possibilità di sfruttare sia le levette analogiche che la croce direzionale per muovere il personaggio e la reattività dei comandi è molto migliorata rispetto al passato.

Ding ding ding, più anelli per Sonic!

Certo è che dopo essere stati abituati fin troppo bene da AAA come The Last of Us II, Ghost of Tsushima, Horizon Forbidden West o la Raccolta Eredità dei Ladri di Uncharted, in cui la grafica la fa da padrona, tornare a guardare qualcosa di pixeloso lascia un senso di stranezza in corpo. Ma è una di quelle cose che fa bene al videogiocatore moderno a mio parere: non fossilizzarsi sempre su grafica, armi ammazzademoni ed incantesimi con VFX da paura, ma lasciarsi andare ai ricordi ed ai giochi chill. Dopotutto anche gli Hardcore Gamer ogni tanto vanno in vacanza!

Sia chiaro, ogni gioco porta sul groppone il peso degli anni e, tutte quelle – poche – cose che non andavano nelle release originali sono rimaste anche in questa remaster. Un esempio? Le trappole che a volte non si vedono arrivare sono davvero fastidiose ed alcune delle boss fight possono essere taaanto ostiche per evidenti problemi di visualizzazione di ambiente e personaggi a schermo, specie se si gioca in Modalità Classica – ci arriviamo a breve – ma affrontarle e riprovarle più volte è comunque un piacere per gli occhi e un toccasana alla nostalgia.

Le nuove Origini del Porcospino Blu

La peculiarità di Sonic Origins è che mette a disposizione del videogiocatore diverse modalità con cui affrontare i pericoli tesi dal baffuto dottore con la testa d’uovo.
La Modalità Anniversario, pensata proprio per questa remaster, consente di giocare ogni partita in WideScreen, con vite illimitate – il me adolescente ringrazia sentitamente – e la possibilità di eseguire un Drop Dash mutuata da Sonic Mania.

Ecco come effettuare il Drop Dash in Sonic Mania

A livello di gameplay il Drop Dash viene caricato a mezz’aria, ed in questo modo, una volta toccato il suolo, Sonic si lancia subito in uno Spin Dash che gli consente di ottenere un aumento di velocità istantaneo e offensivo subito dopo una caduta o un salto da mezz’aria. Tuttavia, la mossa non può essere eseguita se il porcospino subisce danni prima dell’atterraggio o se sta utilizzando un potenziamento derivato dallo scudo.

Di contro, la Modalità Classica riporta la mente agli anni ’90 ed al loro formato originale: Aspect Ratio a 4:3 con le ormai finite nel dimenticatoio bande nere laterali, vite limitate e senza Drop Dash.

Sebbene sia possibile godersi ogni gioco da solo come fossero vere cartucce del Mega Drive, la nuova Modalità Storia riunisce tutti e quattro i capitoli in una unica e lunga avventura senza soluzione di continuità. Non ci sono bonus o malus agli achievement ed alle monete se scegliete di giocare o meno la modalità Storia, sia chiaro, questa offre solo la sensazione di ripercorrere tutta insieme una storia in ordine cronologico. Nulla più, nulla meno.

E restano altresì disponibili e godibili in tutte le modalità le nuove intro ed outro animate create appositamente per Origins. Splendidi e brevi intermezzi che aggiungono un ulteriore contesto alle avventure di Sonic senza però modificare le origini e le motivazioni del nostro porcospino preferito. Questi brevi video semplicemente localizzano spazio-tempo Sonic prima dell’avvio di una serie di livelli in modo da rendere più completa l’immedesimazione del videogiocatore con il personaggio.

Un’aggiunta importante in Origins è rappresentata dalle monete guadagnate giocando alla modalità Anniversario; si tratta di una valuta persistente che ha un paio di utilizzi. Innanzitutto, è possibile spendere una moneta per riprovare uno Special Stage, il che è incredibilmente utile se si vuole sbloccare Super Sonic ma si ha difficoltà con alcune sfide piuttosto difficili ed “incoerenti”.

L’altro uso principale delle monete è quello di sbloccare alcuni oggetti nel Museo, luogo in cui si trovano tracce del soundtrack, artwork e video, e che vi consiglio caldamente di visitare. Alcuni di questi oggetti si sbloccano automaticamente durante il gioco, mentre altri richiedono Monete.
Tra gli esempi di questi pezzi “premium” ci sono alcuni brani musicali di Sonic Generations, le schede di riferimento dei personaggi originali del 1991 e le animazioni che mostrano le versioni in corso d’opera di tutte le nuove scene tagliate. C’è un bel po’ di roba da scoprire che i fan si divertiranno a sfogliare, anche se per ottenere tutto questo sono necessarie davvero centinaia di monete.

Morale della favola? Giocare, giocare, giocare.

Fortunatamente ci sono molti modi per ottenere monete, ed uno di questi è completare delle Missioni. Elencate nella omonima modalità, trattasi di brevi sfide basate su ciascun titolo di Sonic e che variano per tipologia e difficoltà: potreste dover sconfiggere un certo numero di nemici prima di arrivare a fine livello, o dover completare uno stage avendo zero anelli a disposizione. Come da tradizione il tempo di completamento influisce sul grado ed a gradi più alti vengono assegnate più monete.
Una aggiunta semplice quanto variegata di missioni che annoverano anche livelli progettati ad hoc per questa modalità.

In ultimo la modalità Assalto al Boss è autoesplicativa. Si hanno a disposizone tre – e dico solo tre – vite per sconfiggere di fila tutti i boss. Completando l’Assalto si guadagnano altre monete e la possibilità di giocare in modalità Specchio – che capovolge ogni livello in orizzontale – che può rappresentare un buon passatempo per chi, oramai, conosce a menadito ogni tunnel segreto ed ogni strada percorsa dal nostro Eroe.

Retro Engine e Pixel Art

Tutti e quattro i capitoli presenti in questo Sonic Origins sono generalmente prodotti con standard elevati utilizzando il Retro Engine. Supportano un form factor nativo di 16:9 con un FOV più elevato e, di conseguenza, anche gli scontri con i Boss sono stati modificati e migliorati in visibilità.

L’altra bella notizia è che Sonic viaggia a 60 fps stabili ed è stato eliminato il tedioso rallentamento che spesso affliggeva l’hardware originale su cui i giochi sono stati presentati per la prima volta. Aiuta anche l’alpha blending, che permette agli anelli che abbiamo perso a seguito di uno scontro con i nemici o le trappole, di sparire lentamente dallo stage.

Non è, purtroppo, tutto oro quel che luccica ed ecco che veniamo alle note negative della collection.

La prima e più grande pecca è che i giochi vengono renderizzati a schermo utilizzando un filtro bilineare, con un conseguente ammorbidimento dei bordi dei pixel. Sonic Mania, ad esempio, offre quattro opzioni di visualizzazione per risolvere questo problema, tra cui un paio di filtri CRT e un’opzione di scala netta, ma queste non sono – stranamente – disponibili in Origins e la riduzione della nitidezza è significativa. Abbiamo una opzione di anti-aliasing che però degrada ulteriormente la qualità dell’immagine, restituendo level design e personaggi inaccettabilmente sfocati.

I fan più accaniti, inoltre, potrebbero anche lamentare la mancanza dei brani di Sonic 3 & Knuckles, sostituiti da musiche prodotte negli anni ’90 ma mai rilasciate fino ad oggi. I nuovi brani non sono male – alcuni sono addirittura molto belli – ma potrebbero richiedere un po’ di tempo per abituarsi se si ha nostalgia dei classici Carnival Night, Ice Cap e Launch Base.

Confessioni di un Nostalgico (Conclusioni)

Sarò sincero: quando mi è stata data la possibilità di recensire Sonic Origins ho esultato. Ho divorato i giochi originali sulle vecchie piattaforme in modalità cabinata e portatile e ne sono sempre stato entusiasta. SEGA ha riproposto la sua Mascotte, ideata da Yuji Naka, in pompa magna ed ha colpito nel segno. I videogiocatori più giovani, magari, non comprendono a pieno cosa ha significato il primo Sonic the Hedgehog per l’industria videoludica dei primi anni ’90 e quindi qui parte il mio invito: immaginate di essere ragazzini abituati a Super Mario ed a Zelda, capolavori che hanno segnato un’epoca ed hanno reso la grande N regina incontrastata del gaming.

Ora immaginate SEGA che, in contrapposizione all’Italico Idraulico, tira fuori dal cilindro un Porcospino Blu che viagga alla velocità della luce, ed altrettanto velocemente si fa breccia tra i joypad degli allora adolescenti.
Una rivoluzione per le tempistiche videoludiche – intese come tempo impiegato per completare i livelli dei vari platform – dell’epoca e che ha portato ad una serie di gadget, fumetti e film – molto meglio riusciti di quelli del buon Mario – ed alla nascita di una fanbase solida e corposa. Tutto questo rappresenta Sonic il Porcospino, una ventata d’aria fresca alla “lentezza” dei ruggenti anni ’90.

Sonic Origins presenta con stile quattro dei migliori giochi del Porcospino Blu ed è una gioia rivisitare questi iconici platform. Le presentazioni, come le scene d’intermezzo animate, e una serie di modalità extra come Assalto al Boss e Missioni, offrono ai fan e ai nuovi arrivati un sacco di cose da vedere e da fare. Il Museo è pieno di Artwork interessanti che non avreste mai potuto vedere prima, anche se c’è un gran paywall da scalare fatto di accumulo di monete su monete su monete.

Tenendo in considerazione tutto ciò, non posso che consigliare l’acquisto della collection – nonostante il prezzo effettivamente un pò altino – a tutti i fan di vecchia data e a chiunque voglia provare a rallentare le sue giornate con la velocità del Porcospino Blu. Considerando la scarsa reperibilità dei giochi originali e la qualità del prodotto finale offerto da SEGA devo solo dirvi: tornate bambini, inserite quel gettone nel cabinato e divertitevi!

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