Surgeon Simulator 2 | Recensione (PC): chirurghi per caso

Dopo avervi raccontato la nostra esperienza in anteprima in una closed beta di Surgeon Simulator 2 qualche settimana fa, siamo riusciti finalmente a mettere la nostra mano sinistra sul gioco completo, disponibile dal 27 agosto per il momento solo su Epic Games Store.

Ampliando l’esperienza di gioco di quel che era il Surgeon Simulator del 2013, Bossa Studios ha deciso di donare al giocatore la capacità di movimento, trasformando ciò che in fin dei conti era un titolo buffo dedicato alla chirurgia in una vera e propria successione di escape room in ospedale dove le operazioni chirurgiche sono una delle tante componenti puzzle.

Dai cambiamenti avuti dal titolo originale a oggi nulla è stato perso del suo lato grottesco e, anzi, basta guardare il trailer di lancio del gioco presentato durante il Gamescom 2020, in cui ha partecipato anche il Dottor Emmet L. Brown del film Ritorno al Futuro, per cogliere lo spirito ridicolo di Surgeon Simulator 2.

Rispetto alla build che abbiamo provato in anteprima il gioco è cambiato molto sotto l’aspetto grafico dei menu di gioco, visibilmente più agevoli e navigabili, mentre per quanto riguarda il gameplay Surgeon Simulator 2 si è mantenuto fedele all’esperienza fuori di testa che ci era stata presentata.

Da dove arrivano i pazienti?

Chiunque può essere un chirurgo, questo è il mantra che verrà ripetuto più volte nel corso dei livelli dedicati alla storia del gioco. L’intera trama, in effetti, gira attorno a questo concetto assurdo tra un’operazione irreale e l’altra, ma anche sul mistero della provenienza dei pazienti: come mai sono tutti uguali e sono chiamati Bob?

Sia chiaro, la trama è breve, davvero basilare ed è raccontata dalle voci di personaggi che non vedremo mai e che sentiremo solo dagli altoparlanti in ospedale, tuttavia intrattiene e diverte a sufficienza, soprattutto per quel che riguarda il level design di difficoltà sempre crescente: il giocatore per esempio si ritroverà a un certo punto a dover gestire 3 operazioni diverse contemporaneamente e concatenate tra loro, dove l’arto amputato di un paziente permetterà di sbloccare l’apertura di una stanza nella quale prendere gli organi sostitutivi di un altro paziente, per non parlare delle piccole sessioni platform per raggiungere alcune stanze che faranno viaggiare il giocatore dalle fondamenta dell’ospedale fino ai condotti dell’aria sul soffitto.

Linea di dialogo in Surgeon Simulator 2

La storia, dunque, non è altro che un pretesto simpatico per portare i chirurghi da un livello all’altro, ma anche una giustificazione alla presenza di un unico tipo di paziente operabile. Se da un lato è contestualizzata nella trama, dall’altro lato a lungo andare questa limitazione potrebbe risultare noiosa, soprattutto al di fuori della storia, e in particolare se comparata ai tanti tipi di operazioni che era possibile fare nel precedente capitolo di Surgeon Simulator. La speranza è che in futuro il gioco venga aggiornato con più tipi di pazienti o di operazioni, in modo da aggiungere varietà a quello che dovrebbe essere uno degli aspetti cardine del gioco.

Tra escape room e operazioni chirurgiche

Abbiamo già visto nell’anteprima come tutto il gameplay sia stato ampliato per diventare un puzzle ambientale dove le operazioni chirurgiche fanno parte degli enigmi da risolvere, assieme a grate, porte, pulsanti, lucchetti, valvole, labirinti e qualunque altra cosa vi possa venire in mente per una escape room.

Controlli sinistri e matchmaking maldestro

I controlli della mano sinistra del giocatore sono stati ridotti rispetto al precedente Surgeon Simulator, ma mantengono ancora il loro utilizzo grezzo e per niente comodo che contribuisce a rendere ridicolo l’intero gioco. Tutte le interazioni del giocatore, infatti, sono gestite dalla sola mano sinistra, che il giocatore voglia togliere una grata dal muro per esplorare i condotti dell’aria o che debba prendere un bisturi per infilzare l’organo di turno.

Operazione con un bisturi in Surgeon Simulator 2

Durante le operazioni sono da tenere sott’occhio due parametri fondamentali: il livello del sangue e l’indice di sanguinamento. Tagliuzzando qua e là arti e organi dei pazienti, l’indice di sanguinamento aumenta e di conseguenza il livello di sangue del paziente comincia a calare a seconda di quanto è alto l’indice. Per tenere a bada questi due valori ci vogliono due tipi di siringhe: la rossa per iniettare sangue fresco nel corpo di Bob, e la gialla per abbassare il valore dell’indice di sanguinamento.

A potenziare il livello di delirio generale ci pensa la cooperazione. Il gioco è stato costruito proprio per la collaborazione e i livelli possono essere giocati fino a un massimo di 4 giocatori, garantendo ore di divertimento, caos e risate a cuore aperto (metaforicamente ma anche letteralmente se state facendo un trapianto di cuore).

Due chirurghi in una partita di Surgeon Simulator 2

L’anima cooperativa di Surgeon Simulator 2 viene meno, però, proprio nel momento del bisogno: il matchmaking non funziona bene e se non si cercheranno autonomamente degli amici, il giocatore si ritroverà quasi sempre a dover affrontare partite completamente da solo.

Personalizzazione

Altro tassello interessante che si aggiunge al gameplay di Surgeon Simulator 2 è la possibilità di creare livelli personalizzati, da poter poi pubblicare e lasciar giocare agli altri chirurghi in giro per il mondo. Anche in questa modalità, chiamata Bossa Labs, il giocatore è chiamato a interagire con l’ambiente con la sua mano sinistra, ma nonostante la goffaggine tale level editor permette una certa precisione e una notevole capacità di scelta che va oltre i mobili e l’aspetto delle stanze, arrivando fino alla decisione delle regole del livello. Ad esempio, uno dei livelli più fuori di testa che personalmente mi è capitato di provare è stato uno dove la gravità era invertita e il paziente Bob era posto sul soffitto.

Un livello di Surgeon Simulator 2 sottosopra

A differenza dell’anteprima, Bossa Studios ha previsto per il gioco completo anche una ricerca e un filtraggio dei livelli creati dai giocatori, anche se la cosa non è presente nella modalità Gioco Rapido. In questa maniera è possibile scegliere i livelli da affrontare senza incappare negli obbrobri tipici delle community a cui sono dati in mano strumenti creativi. Bossa Studios sembra voler puntare molto sui contenuti creati dai giocatori, visto che già adesso per il lancio sono previste iniziative con premi in denaro per la creazione di livelli.

Non solo sale operatorie e corsie di ospedali si sottopongono alla creatività degli utenti, ma la personalizzazione è presente anche per i propri avatar. La scelta principale è tra 4 tipi di personaggi, due donne e due uomini, ma partecipando alle sfide giornaliere e guadagnando le ricompense della storia è possibile sbloccare nuovi e assurdi elementi cosmetici per il proprio chirurgo maldestro, divisi in tre categorie principali: testa, corpo e… mano.

Surgeon Simulator 2: scelta del personaggio

Come se non bastasse, la mano sinistra ha anche tre diversi tipi di personalizzazione che possono anche coesistere nello stesso momento: dito indice, guanto e polso. Giusto così, dato che la mano sinistra è la protagonista assoluta del gioco.

Semplicità e follia

Non ci sono grandissimi avanzamenti grafici dal primo Surgeon Simulator a quello attuale, se non quel che riguarda la gestione delle luci e delle ombre. La spazialità guadagnata da questo secondo capitolo ha permesso in più occasioni agli sviluppatori di Bossa Studios e agli utenti creativi che si dilettano con i Bossa Labs, di giocare con le fonti di luce e le ombre. Tutto sommato lo stile grafico semplice e caricaturale si amalgama perfettamente con lo spirito grottesco del gioco e con la goffaggine del gameplay.

A chiudere il sipario con una standing ovation in questo teatro dell’assurdo che è Surgeon Simulator 2 ci pensa il comparto sonoro. Al di là degli effetti sempre buffi a cartooneschi, ciò che convince è la musica divertente in ogni sua sfumatura: è incredibile come i brani riescano a essere rilassanti, carichi di suspense o entusiasmanti a seconda dei casi senza mai perdere il loro carattere sardonico.

Un paziente di Surgeon Simulator 2 a cui sono state trapiantate quattro braccia sinistre

Tuttavia dal lato tecnico, purtroppo, sono presenti evidenti glitch e bug che a volte sono in grado di inficiare anche sull’esperienza di gioco. Per cominciare è assai frequente che per via della fisica ballerina del gioco l’avatar del giocatore si incastri in qualche maniera bizzarra, soprattutto nei livelli generati dagli utenti.

Un bug molto fastidioso con cui personalmente sono entrato in contatto due volte è uno relativo alla sbagliata segnalazione degli organi sostituiti o da sostituire all’interno del corpo di un Bob. Un esempio: durante uno degli ultimi lunghi livelli della storia, operando l’ultimo paziente rimasto prima del completamento, non mi veniva segnalato l’inserimento di un rene, nonostante nel suo corpo ne avessi messi, tolti e poi ri-messi almeno 8. L’unica soluzione trovata in questi casi è quella di ricominciare daccapo il livello.

Il referto medico

Surgeon Simulator 2 è un seguito intelligente e divertente di uno dei più buffi giochi indie del decennio passato. È consigliata l’assunzione quotidiana di questo titolo prima dei pasti, per evitare di vomitare dal ridere tutto ciò che avete mangiato. Attenzione agli effetti collaterali: forti giramenti di testa nei primi momenti di familiarizzazione coi controlli di gioco, nausea e vertigini da glitch e leggere scariche di rabbia per i bug. La terapia prescritta va portata avanti possibilmente in compagnia per godere pienamente degli effetti terapeutici del caos creato dalle vostre mani sinistre.

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Articolo a cura di Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon.

Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta.

Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire.

I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano.

Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

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