Recensione Control: The Foundation (DLC)

La scoperta dell’ignoto e la battaglia con lo sconosciuto sono due dei temi che regolano in modo importante il mondo che si dimena dietro la narrativa di Control, l’ultimo titolo rilasciato dalle sapienti mani di Remedy.

Il metroidvania tridimensionale di Remedy fatto di spigoli brutalisti e di arrendamenti corporate ha ancora qualche parolina da dire al giocatore, complice anche un ambientazione virtualmente in grado di ospitare qualsiasi tipo di vicenda, vista la sapiente costruzione ad opera della software house.

Control non è soltanto la storia di Jesse Faden e del suo percorso all’interno dell’FBC, Control è più la prova del nove per un ambientazione tentacolare in grado di aggrappare qualsiasi tipo di situazione per trascinarla al suo interno. Control è l’Oldest House che reagisce al mondo esterno.

Il prodotto di cui andiamo a parlare oggi è il primo dei due DLC al momento annunciati che proseguiranno e in qualche modo daranno approfondimento alle vicende narrate in Control; oggi andiamo a conoscere più da vicino The Foundation e le sue caverne colorate, oggi andiamo a scoprire dove si trovano le radici dell’Oldest House.

Titolo uno

Alcuni vecchi nemici sono presenti anche all’interno del DLC

Cosa può reggere la struttura polidimensionale/assurda/fantastica/strana che abbiamo imparato a conoscere nel gioco base? Come fanno strutture come il labirinto della cenere ad ergersi nello spazio senza fondazioni che esulano da ogni legge logica e fisica? Sam Lake e soci con questo DLC hanno tentato di spiegare quali sono le colonne che permettono all’Oldest House di essere ciò che è.

Il DLC si colloca nel mondo post finale del gioco base e, nei panni della solita signorina Faden, avremo il compito di andare a scoprire cosa sta succedendo alle fondamenta dell’Oldest House, cercando nel frattempo una Helen Marshall dispersa e ripulendo anche questa serie di location dagli infetti dell’Hiss, mai come stavolta in grado di mettere in pericolo l’universo.

Il motivo è presto detto: indirizzata dal consiglio presso le fondamenta, noi giocatori ci ritroveremo a scoprire di come il piano astrale stia lentamente confluendo con il mondo reale, ponendo minore distanza tra il chiodo e lo stesso hiss.

Cristalli, stalattiti e stalagmiti saranno all’ordine del giorno

L’obbiettivo del Chiodo è quello di tenere separati e riconoscibili il mondo reale e quello dove invece operano enti come il consiglio, tenere separato il piano materiale da quello astrale.
Con la distruzione del chiodo a causa dell’Hiss l’universo, a detta di Emily Pope, sperimentarebbe un fenomeno chiamato emorragia dimensionale, non il migliore dei modi per passare un sabato sera.

In questo viaggio arzigogolato ci ritroveremo a scoprire alcuni dei retroscena che si nascondono dietro delle precedenti spedizioni del Bureau, scoprendo anche importanti nozioni sulla mitologia che permea la vicenda di Jesse Faden e… poco altro.

La narrativa di The Foundation non è interessante come quella del titolo originale: non ha lo stesso ritmo, ne lo stesso respiro; il DLC è comunque pieno di spunti di lore interessantissimi e di concetti molto interessanti, nascosti tra le scartoffie e gli audiomessaggi. La sostanza è più leggera e di più difficile fruizione ma, non per questo, meno efficace se si ha una buona conoscenza della lore.

The Foundation è importante se si vuole avere una visione maggiormente d’insieme del prodotto di Remedy e probabilmente fungerà da cappello introduttivo per il successivo DLC, AWE, destinato a rendere cristalline le connessioni tra il titolo e l’apprezzatissimo Alan Wake.

Titolo 2: il gioco.

Qualcuno ringrazi il graphic designer di Control per dei title simili.

Una persona non interessata alla lore dovrebbe acquistare The Foundation?
Risposta: se avete apprezzato il gameplay decisamente sì.

The Foundation non cambia le carte messe in tavola con la principale iterazione del brand ma ne arricchisce le possibilità ludiche. Il gameplay è rimasto immutato, così come la sensazione di pratica onnipotenza e di assoluto controllo sulla situazione.
Esplorando le fondamenta dell’Oldest House il giocatore entrerà in contatto con tutta una serie di nuove unità Hiss, in grado di mettere anche il più navigato alla prova grazie a minacce più consistenti e a pattern d’attacco più interessanti.

Control rimane un TPS dalle meccaniche di base rocciose e dal divertimento assicurato; Remedy ha approfittato del contenuto extra per poter ampliare leggermente la formula di gioco (s)bilanciando alcuni poteri e aggiungendo alcune possibilità alle abilità già apprese. Lo scudo di detriti, ad esempio ha finalmente trovato il suo posto nel mondo grazie alla possibilità di essere usato, previo pagamento di punti abilità, come ariete di sfondamento se combinato allo scatto; discorso simile è fattibile anche per le altre abilità, potenziate in modo lineare e ancora più letali di prima (tipo il lancio, diventato praticamente l’arma principale di ogni videogiocatore).

Sullo sfondo il sopracitato Chiodo

La più grande tra le novità presenti all’interno del titolo è dato dalle due abilità esclusive dell’espansione, legate ad una particolare tipologia di cristalli che possono essere distrutti o fatti crescere a piacimento.

Queste due abilità, chiamate Creazione e Rottura permetteranno al giocatore di aprire una strada piuttosto che un’altra e a seconda di quale si sceglie si avrà l’obbligo di seguire un percorso piuttosto che l’altro.

Sfruttando Creazione il giocatore avrà la possibilità di creare piattaforme su pendii scoscesi per poter raggiungere luoghi inaccessibili, potrà creare spuntoni da specifiche macchie del terreno, potrà erigere mura in grado di scudarlo dai proiettili nemici; sfruttando Rottura i proiettili del giocatore potranno distruggere cristalli, far cadere oggetti, togliere il pavimento sotto i piedi dei nemici.

Le abilità sono state pensate dagli sviluppatori per essere usate sia durante l’esplorazione che durante il combattimento e tutto sommato funzionano abbastanza bene, peccato giusto averle imprigionate all’interno del DLC, sarebbe stato interessante vedere qualche cambiamento all’interno del gioco base o della modalità spedizioni, finalmente in grado di variare un po’ il suo contenuto.

Potenza visiva.

Simpatiche figure faranno capolino durante il DLC.

Dove non possiamo lesinare di far complimenti a Control: The Foundation è nel reparto visivo, perfettamente in linea con quanto fatto in precedenza da Remedy e per questo motivo vicino all’eccellenza più assoluta.

Tolto il level design senza ne infamia ne lode (che risulta divertente ma non ha i picchi di genio che sono stati raggiunti in alcuni punti del gioco base) il titolo rimane incredibilmente affascinante da vedere, grazie a sistemi particellari e di illuminazione in grado di far passare in secondo piano tutte le cose pigre fatte e pensate durante la razionalizzazione del progetto.

Nonostante i soliti problemi tecnici che affliggono i primi 5 secondi di gioco su Playstation 4 base, Control ancora oggi rimane un vero e proprio miracolo da guardare con rispetto e con ammirazione.

La resa grafica delle nuove ambientazioni proposete per il DLC è magnifica con scorci fotografici memorabili ed una potenza visiva incredibile, dovuta ad una commistione saggia di geometrie e di colori.

A differenza del gioco base questa volta la palette si sposta maggiormente verso altri colori, aggiungendo all’architettura corporate un pizzico di naturalismo algido e severo, fatto di ambientazioni aliene sotto ogni punto di vista, quasi a voler sottolineare la nostra natura di ospiti all’interno dei confini dell’universo.

Niente di meglio del buon brutalismo per svoltare l’andazzo della giornata.

Nello specifico alcune delle location come il magazzino hanno dimensioni in grado di spezzare il fiato, dando ancor più solidità alla follia che ha animato il team di illustratori che si è messo anche soltanto a teorizzare qualcosa del genere. Molto gradita anche la presenza di uno scampolo di Oldest House, un frammento perso nelle alterazioni che si mischia con la follia della fondazione e che rappresenta un altro interessante momento di gioco.

Perfettamente in linea con l’originale la colonna sonora, fatta di brani zoppi e di melodie disturbanti che si incastrano perfettamente con il leifmotiv che dall’Oldest House passa alle fondamenta della stessa. Meno encomiabile la longevità del DLC, sulla mezza dozzina di ore se il giocatore aspira al completismo e sulle quattro se invece si ha soltanto voglia di vedere dove si va a parare con il comparto narrativo.

In defitiva The Foundation è un DLC onesto per un titolo che continua a difendersi e a far innamorare giocatori. Il prodotto tenta di ampliare la proposta del titolo originale attraverso nuove soluzioni di gameplay e nuove soluzioni visive, non sempre riuscendoci al massimo del potenziale ma regalando comunque una rispettabile quantità di ore di divertimento. The Foundation è un prodotto che strizza gli occhi a tutti quelli che sono rimasti ingabbiati nella folgorante mitologia del titolo madre, offrendo a questo genere di giocatori, risposte e domande in grado di mandare avanti elucubrazioni per numerose settimane, in attesa dell’arrivo della chiusura del cerchio targata Remedy.

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