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Kingdom Hearts 3, recensione "alla Kurt Zisa"
Recensioni
4 Febbraio 2019
Aggiornato il 15 Dicembre 2019

Kingdom Hearts 3, recensione “alla Kurt Zisa” (PS4)

Le opinioni dei Redattori di Player.it

Graziano Salini
(6/10)
Ho pareri incredibilmente contrastanti su sto gioco.

Per fare le prime trenta ore di ho messo un mese intero, massimo un ora di gioco al giorno, massimo un mondo, una noia mortale. Certi mondi sono semplicemente fatti male (Vedi Frozen, punto più basso mai raggiunto da Square Enix stessa per quanto riguarda level design, scrittura e narrativa) mentre altri sono semplicemente sfruttati male (come Assassin's Creed IV: Black johnny depp flag o San Fransokyo/Ratchet Gladiator).

Peccato che il gioco abbia uno dei rush finali più atomici che mi sia mai capitato di giocare: nonostante io abbia comunque inteso poco della storia a causa delle mie evidenti lacune con i 444 capitoli secondari, le dieci ore finali sono state tra le cose più godibili di sempre per atmosfera ed epicità.

Il tutto, vorrei sottolineare, nonostante le bossfight siano di una confusione terribile.
Spesso e volentieri ci si ritrova a morire non avendo capito una sega di quale avversario abbia fatto la mossa fatale a causa della quantità intergalattica di cose che accadono a schermo.

Ho aspettato più di dieci anni per giocare ad un titolo con dei problemi incredibili ma con uno slancio sul finale che ti spezza il fiato; sono un rincoglionito ma almeno so di poter morire vagamente felice e tornare ad aspettare Half Life 3 come il resto dei comuni mortali.

P.S: Sto gioco ha divari tecnici incredibili: il mondo dei pirati dei caraibi è una roba allucinante, roba che ti salva la vita dopo aver visto le scenette di Frozen (Olaf merda); almeno le musiche so tutte estremamente belle.
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