Reus – Recensione


Articolo a cura di Pietro Gualano 


 

I god game non sono certo sulla cresta dell’onda in questo particolare periodo storico: i giocatori preferiscono concentrarsi su altro e gli sviluppatori non sfornano un capolavoro appartenente a questo genere da parecchio tempo. Un peccato perché, come sappiamo, questi giochi a metà tra gestionali e strategici sanno regalare grandi soddisfazioni e con la giusta attenzione possono diventare estremamente complessi e avvincenti. 

Reus è arrivato sul mercato PC con queste premesse e non ha deluso, il gioco ha ottenuto buone valutazioni da pubblico e critica ma oggi siamo qui per parlarvi della versione PlayStation 4 del titolo e delle sue particolarità. I famosi giganti riescono a fare il loro dovere in maniera degna anche sull’ultima console di casa Sony? Scopriamolo insieme.


 

Fiat lux

 

In Reus abbiamo la possibilità di controllare un vero e proprio pianeta, la nostra superficie è arida e desertica e il nostro scopo finale, naturalmente, è creare le condizioni per la vita dell’uomo e degli animali. Come fare? Fortunatamente possiamo evocare diversi giganti con poteri unici e particolari: abbiamo il titano delle foreste, degli oceani, delle paludi e delle rocce. Grazie al loro aiuto possiamo creare montagne e miniere, foreste e alberi da frutto, paludi e medicinali e molto, molto altro ancora. Gestendo in maniera ottimale i poteri dei giganti (e combinandoli tra loro) possiamo fare facilmente in modo che gli uomini formino villaggi sulla nostra superficie sfruttando le risorse presenti sul territorio.

L’idea alla base di Reus è piuttosto semplice: attraverso i giganti dobbiamo sfruttare il limitato spazio a nostra disposizione per fornire ai villaggi il maggior numero di risorse possibili, usando le combinazioni e le sinergie tra i vari materiali presenti. Questo sistema, apparentemente semplice, diventa piuttosto complesso col passare del tempo dal momento che il quantitativo di risorse richieste è sempre più pesante. Il giocatore deve quindi essere in grado di riconoscere le combinazioni migliori tra i materiali, cercando di tenere sempre sotto controllo i poteri dei giganti.


Un’ulteriore complicazione è indubbiamente data dal tempo: le partite non sono generalmente infinite e, di conseguenza, abbiamo poco tempo a nostra disposizione per fare in modo che gli uomini prosperino in pace e tranquillità. Anche i progetti, costruzioni umane di vario tipo che richiedono un gran numero di risorse, devono essere completati entro un certo periodo di tempo e sono essenziali: realizzandoli, infatti abbiamo la possibilità di sbloccare nuovi poteri per i nostri giganti. 

I villaggi presenti sul pianeta vivono e crescono in autonomia sfruttando le risorse presenti, ma potrebbero anche diventare preda dell’avidità e può anche succedere che attacchino i vostri giganti. Non si tratta di un’eventualità così frequente, ma è sicuramente una variabile interessante da tenere sotto controllo.

In conclusione, il gameplay è piacevole e divertente ma alla lunga tende a diventare ripetitivo. Ci sono molti obiettivi da sbloccare, questo è vero, ma la formula di base è sostanzialmente sempre la stessa e spesso ci si trova a utilizzare più e più volte le stesse combinazioni. La varietà di risorse e poteri a nostra disposizione è invece indubbiamente lodevole, ci vuole parecchio tempo per conoscere tutto il necessario e abbiamo apprezzato molto anche la varietà e la caratterizzazione dei giganti.

Semplice e pulito

 

Reus tecnicamente parlando era un buon gioco su PC e la versione console non è da meno. Lo stile grafico non è cambiato di una virgola: stiamo parlando di un gioco estremamente colorato, vivace, semplice ma pulito al tempo stesso. I modelli dei (pochi) personaggi presenti sono stati realizzati bene e anche le loro animazioni sono basilari ma efficaci. Anche la cura del pianeta in quanto tale non ci ha delusi: utilizzando la funzione zoom possiamo infatti notare gli abitanti dei piccoli villaggi mentre si muovono nelle foreste, gli animali che corrono, i minatori nella cave e molto altro ancora. Reus non offre una grafica di altissimo livello, questo non è in discussione, ma è tecnicamente più che sufficiente e appare essenziale e curato. 


Per quanto riguarda l’interfaccia il titolo non soffre particolarmente il passaggio da PC a console: i comandi mappati sul pad sono semplici e intuitivi da utilizzare e il pianeta può essere comodamente mosso attraverso le levette. La versione PC del gioco è a parer nostro leggermente più comoda, ma anche quella console si è indubbiamente rivelata all’altezza della situazione.

Nel corso della nostra prova non abbiamo mai riscontrato bug particolarmente gravi e non siamo mai stati costretti a riavviare, forse i caricamenti sono leggermente più lunghi del dovuto ma stiamo parlando di qualche secondo di troppo. I controlli relativi ai giganti rispondono bene e in modo puntuale anche se ci vuole qualche minuto per abituarsi alla selezione e alla gestione dei poteri. 

Nulla da dire in conclusione riguardo agli effetti audio: gli sviluppatori hanno lavorato bene e i suoni sono puliti e adatti al contesto.

Conclusione

 

La versione console di Reus è indubbiamente all’altezza di quella PC, il gioco è viziato da una certa ripetitività di fondo ma è comunque un buon titolo. Il lavoro svolto sull’interfaccia dal team di sviluppo è stato buono, così come il passaggio tecnico tra più piattaforme. Non siamo di fronte a un capolavoro, ma gli appassionati di god game dovrebbero sicuramente tenerlo in considerazione: Reus potrebbe tenervi impegnati per un buon numero di ore. 


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