Hawken – Recensione


Articolo a cura di Pietro Gualano 


 

C’è una regola non scritta nel mondo dei videogiochi: quando lo sviluppo di un titolo è particolarmente travagliato, con passaggi di mano e cambiamenti di tempistiche, il risultato finale difficilmente è un capolavoro. Tra i vari progetti che hanno avuto problemi di lavorazione negli ultimi anni Hawken è sicuramente in prima linea: il gioco è stato presentato per la prima volta nel 2011 per PC ed è arrivato solo in questi giorni su PS4 e Xbox One grazie a Reloaded Games. Oggi, però, possiamo mettere un punto fermo e trarre le dovute conclusioni su un progetto potenzialmente molto interessante che sembra aver finalmente trovato una certa stabilità. Volete scoprire il nostro parere su Hawken? Ecco la nostra recensione.

 

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F2P o P2W?

 

Hawken è uno shooter multiplayer a squadre sviluppato da Reloaded Games e pubblicato da 505 Games, il gioco ci mette al comando di grossi e pesanti mech con un potenziale distruttivo enorme. Partiamo subito da un aspetto cruciale: come molti sapranno la formula scelta per il gioco è il Free-to-play, il titolo può essere scaricato gratuitamente ed è giocabile senza spendere nemmeno un euro. Quando parliamo di questi giochi, tuttavia, la domanda è sempre la stessa: è veramente un F2P o è un Pay to Win mascherato? Per quanto riguarda Hawken siamo felici di dirvi che si tratta di un titolo veramente godibile senza spendere niente, le microtransazioni sono presenti (ovviamente) ma riguardano elementi estetici ed equipaggiamenti che non hanno un impatto veramente significativo sulle partite. Alla fine quello che conta davvero è l’abilità del pilota, non gli euro spesi nello shop e questo è sicuramente un grandissimo punto a favore.


Ora che ci siamo tolti questo sassolino dalla scarpa possiamo passare al cuore del gioco: il gameplay. Hawken, come abbiamo detto, è uno shooter multiplayer a squadre, un titolo piuttosto lento rispetto ad altri prodotti dello stesso tipo presenti sul mercato. Possiamo scegliere tra più mech appartenenti a più classi divise per il peso (leggero, medio, pesante), naturalmente le macchine da guerra non sono disponibili tutte subito e vanno sbloccate a suon di kill e vittorie conquistate. La scelta del mech ha un grande impatto sul gameplay, puntare su una macchina leggera vi costringe necessariamente a un approccio più cauto rispetto a un pilota dotato di un enorme mech corazzato.

Il numero dei mech potenzialmente a disposizione è più che soddisfacente (36), ci sono alcuni modelli decisamente più riusciti e ispirati di altri ma nel complesso possiamo ritenerci soddisfatti da questo punto di vista: ogni macchina deve essere gestita in modo differente e risponde in modo diverso ai nostri comandi. Gli scatti, i grandi salti, le armi, gli scudi… La conoscenza del mezzo è vitale per la vittoria e, di conseguenza, potreste avere bisogno di un po’ di tempo per fare pratica. Come abbiamo detto poco sopra Hawken è uno shooter piuttosto lento rispetto ad altri prodotti simili presenti sul mercato, ma considerando che si tratta di un gioco basato su Mech ci saremmo aspettati onestamente un titolo ancora più lento. Spesso i mech non riescono a trasmettere una vera sensazione di potenza e pesantezza e si ha la sensazione che sia veramente troppo facile effettuare grossi scatti muovendo tutto quel corpo metallico come se nulla fosse.

Le armi, così come gli equipaggiamenti, sono varie e potenziabili attraverso la valuta ottenibile in-game: il feeling delle bocche da fuoco presenti nel gioco è sicuramente buono anche se c’è qualche piccolo problema di bilanciamento. Siamo convinti comunque che i ragazzi di  Reloaded Games interverranno nelle prossime settimane nerfando il necessario.

 

 


Guerra robotica

 

Gli scontri a fuoco proposti da Hawken sono sicuramente divertenti e molto, molto frenetici. Il titolo riesce a offrire battaglie serrate all’ultimo colpo, il gioco di squadra naturalmente è fondamentale e difficilmente un team organizzato con chat perde contro una squadra messa in piedi a caso. La varietà delle armi presenti garantisce un approccio diversificato contro vari nemici: abbiamo fucili da cecchino (per un mech? Davvero?), cannoni, lanciarazzi, un sacco di esplosivi, mine e molto altro ancora. Le munizioni sono generalmente infinite, ma dobbiamo comunque tenere sotto controllo il surriscaldamento dell’arma per evitare di rimanere spiazzati sul più bello. Ogni mech ha un’abilità unica che può essere molto utile in battaglia, ma non aspettatevi meraviglie: difficilmente risolverete uno scontro solo grazie a queste capacità.

I punti vita a nostra disposizione di solito non sono pochi e abbiamo anche la possibilità di ricorrere all’autoriparazione dopo aver trovato un punto tranquillo sul campo di battaglia. Il sistema messo in piedi dai ragazzi di Reloaded Games complessivamente funziona e diverte, come abbiamo detto si ha la sensazione che sia veramente l’abilità del giocatore a fare la differenza è questo è davvero importantissimo in un F2P. 

Le possibilità di personalizzazione del mech sono sicuramente notevoli, ma l’interfaccia proposta nel gioco è insufficiente e non è veramente riuscita a convincerci. La prima volta che abbiamo visto Hawken e abbiamo dato un’occhiata ai primi indicatori siamo tornati con la memoria a qualche vecchia gloria dell’era PS2 e questo sicuramente non è un bene. Fare confusione è piuttosto facile e gestire i propri mech con tutte le personalizzazioni richiede un po’ di pratica e tanta, tanta pazienza. Dopo aver superato l’ostacolo interfaccia, comunque, si può apprezzare un sistema curato e profondo che vi consente di creare la vostra macchina di morte perfetta. Fortunatamente l’interfaccia in battaglia è decisamente più comprensibile rispetto a quella off-game e ci consente di avere tutte le informazioni che ci servono semplicemente con uno sguardo. 

Segnaliamo anche che nella gestione del mech è possibile sfruttare alcuni speciali upgrades, dotando il nostro robot di scudi o armi particolarmente devastanti. 

 


 

Niente di eccezionale, ma ci siamo

 

Hawken offre sei modalità: Deathmatch, Team Deathmatch, Missile Assault, Siege, Coop Bot Destruction e Coop vs AI Team Deathmatch. Tralasciando le prime due e l’ultima, presenti in quasi tutti gli FPS multiplayer, vogliamo sottolineare il buon lavoro svolto in Coop Bot Destruction (una specie di orda in chiave mech), Missile Assault (una rivisitazione della classica conquista) e Siege (modalità molto interessante in cui dobbiamo cercare celle di energia per far decollare astronavi e attaccare la base avversaria). Le modalità di Hawken non sono moltissime, ma quelle presenti divertono e sono ben realizzate. La nostra speranza ovviamente è che in futuro vengano introdotti nuovi contenuti sotto questo aspetto (il rischio ripetitività è alto) ma la varietà di mech presenti garantisce comunque partite uniche e interessanti. Fortunatamente gli sviluppatori hanno inserito un comodo e pratico tutorial che, insieme alla modalità di allenamento, costituisce una tappa obbligata praticamente per tutti i nuovi giocatori. Le spiegazioni sono chiare e precise e tutti possono imparare a pilotare e prendere confidenza con il mech in poco tempo. 

Parlando delle mappe invece non ci possiamo lamentare: i campi di battaglia sono stati ben realizzati e sono pensati per ospitare scontri su più livelli. I mech, infatti, possono staccarsi da terra e attaccare in volo, quindi le mappe si adattano bene anche a combattimenti più “verticali”. Il tema delle nove ambientazioni generalmente è sempre lo stesso (distruzione, morte, apocalisse, palazzi devastati e così via) ma le mappe proposte riescono comunque a intrattenere e a fare il loro lavoro (non manca qualche variante decisamente fuori contesto). 

 

 

Mech della scorsa generazione?

 

Tecnicamente Hawken non ci ha convinti. Non siamo di fronte a una grande produzione con un enorme budget alle spalle, ne siamo consapevoli, ma crediamo che i mech e le mappe potessero essere sicuramente realizzati meglio. Gli interni di certe macchine sono veramente anonimi da guardare, gli effetti di luce non sono di alto livello e la distruttibilità degli ambienti è quello che è. Fortunatamente le animazioni e i mech in generale sono stati realizzati bene, ma abbiamo notato texture non all’altezza (a volte anche con ritardi nel caricamento), una fluidità non sempre eccellente e in alcuni casi anche problemi di connettività. Anche il comparto audio non ci ha convinti: niente di tragico, sia chiaro, ma le musiche e gli effetti proposti sono solo sufficienti e di certo non riescono a rimanere a lungo nella testa del giocatore. 

Dopo aver elencato tutta questa serie di problemi è doveroso sottolineare un punto: difficilmente nel corso delle vostre partite avrete il tempo di soffermarvi a guardare con attenzione un punto della mappa, o vi metterete a studiare i vari pulsanti all’interno del vostro mech. Non preoccupatevi più di tanto: la godibilità di Hawken non è compromessa dai problemi tecnici presenti e considerando la natura F2P del titolo ci si può tranquillamente passare sopra.

 

 

Conclusioni

 

Hawken è un buon free-to-play, forse il migliore presente su console attualmente. Il gioco offre un discreto numero di contenuti completamente gratis ed è godibile sia in singolo che in team. Sfortunatamente c’è qualche problema tecnico di troppo, ma vi consigliamo comunque di provarlo per farvi un’idea. 

Reloaded Games ha sicuramente fatto un buon lavoro con questo gioco e la nostra speranza e che continui a supportarlo a dovere introducendo nuovi contenuti (dando la precedenza a modalità e mappe possibilmente). Con la giusta attenzione da parte del team di sviluppo un prodotto buono come questo potrebbe sicuramente diventare di alta qualità. 

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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