Hitman, episodio 1 – Recensione


Articolo a cura di Pietro Gualano 


La serie Hitman è riuscita negli anni a conquistarsi un buon numero di fan in tutto il mondo grazie a titoli di qualità e a un protagonista decisamente diverso dal solito. Square Enix e IO Interactive, però, hanno preso una decisione sicuramente inaspettata per il nuovo capitolo: proporre al pubblico più episodi con singole mappe e contratti. Oggi siamo qui per darvi il nostro parere sul primo episodio che, come molti già sapranno, contiene il prologo e la mappa Parigi e viene venduto a 14,99 euro. Avete messo il silenziatore alla pistola? Ottimo, partiamo.

L’arte dell’omicidio 

I giocatori che hanno avuto la possibilità di provare Hitman in fase beta conoscono già le meccaniche di base che, com’era lecito aspettarsi, lo sviluppatore IO Interactive ha riproposto con pochissime modifiche nel gioco completo. Ci troviamo sostanzialmente di fronte a un titolo basato sui travestimenti in cui il giocatore deve esplorare l’ambiente circostante, scegliere quale strada seguire per portare a termine la missione e agire di conseguenza. Nelle mappe chiuse presenti troviamo molti oggetti diversi ed è necessario capire come, quando e dove usarli per riuscire ad uccidere l’obiettivo in modo pulito e senza destare particolari sospetti. 

Hitman lascia grande libertà d’approccio al giocatore e consente di seguire molte strade diverse, non c’è mai un solo modo per assassinare un bersaglio e possiamo dare libero sfogo al nostro istinto omicida. Entrare con pistole e mitra uccidendo tutto quello che ci si para davanti non è una soluzione praticabile dal momento che i nemici sono numericamente molto superiori e, generalmente, sono anche armati meglio. 

La varietà di approccio è garantita non solo dal buon numero di oggetti nelle mappe, ma anche dai vestiti presenti che possono essere sottratti praticamente ad ogni personaggio non giocante. 

In Hitman possiamo vestire i panni di moltissimi personaggi diversi e dobbiamo essere bravi a capire quando passare da una copertura ad un’altra. Non esiste infatti il travestimento perfetto e un vestito adatto a una sezione della mappa finisce inevitabilmente col tradirvi in un’altra sezione. I personaggi con la nostra stessa divisa, inoltre, si insospettiranno vedendoci passare e in alcuni casi ci chiederanno spiegazioni. Naturalmente non si viene individuati e smascherati subito, il gioco concede qualche secondo per cercare di scappare o di mischiarsi tra la folla evitando così conseguenze spiacevoli. Dopo aver stordito (o ucciso) il personaggio che abbiamo deciso di spogliare è sempre consigliabile nascondere il corpo: lasciare un personaggio in mutande in bella vista potrebbe allertare le guardie dopo qualche tempo e nelle mappe sono presenti diversi punti pensati proprio per nascondere le prove delle vostre azioni. 

In casi estremi potete comunque fare ricorso alle armi, il gioco offre un sistema di shooting piuttosto solido ed è anche presente un vero e proprio sistema di copertura ma, come detto poco sopra, difficilmente riuscirete a resistere a lungo facendo affidamento solo su pistole e mitra. 


Benvenuti a Parigi

Il primo episodio di Hitman offre tre mappe: le prime due (già presenti nella beta) sono ambientazioni di “addestramento” in cui il nostro Agente 47 viene valutato per ottenere l’idoneità alle operazioni sul campo. Nella prima (da affrontare almeno due volte) ci troviamo a bordo di uno yatch in cui si tiene una festa, mentre nella seconda dobbiamo infiltrarci in una base militare piena di soldati e guardie. 

La terza mappa merita invece un discorso a parte: l’ambientazione parigina realizzata dai ragazzi di IO Interactive è semplicemente splendida ed è decisamente più grande delle altre due. Questa volta dobbiamo eliminare ben due bersagli durante una sfilata di moda che si tiene in un enorme palazzo i cui interni sono veramente curatissimi. Ci sono stanze molto affascinanti all’interno di questa mappa e siamo rimasti onestamente sorpresi dalla bellezza di alcuni luoghi. 

Nella prima mappa (yatch) e nella terza (Parigi) sono presenti moltissimi personaggi che si comportano in modo realistico, camminando, parlando, bevendo, mangiando e non solo. Gli sviluppatori hanno ricreato delle folle grandi e credibili e capita spesso di trovarsi di fronte a centinaia di personaggi su schermo contemporaneamente. 

Nella seconda mappa (Base Militare) non è presente un gran numero di personaggi ma questo non significa che sia un’ambientazione meno intrigante, anzi. Anche qui il giocatore deve stare molto attento ai suoi movimenti e ai suoi comportamenti, quasi tutti i personaggi della struttura sono armati e anche molto sospettosi.

La mappa più riuscita di questo primo episodio è senza dubbio “Parigi”, sia per dimensioni che per cura nei dettagli. Speriamo che le prossime ambientazioni siano su questo livello e siamo molto curiosi di vedere la mappa italiana in arrivo nei prossimi episodi. 


Parlando del livello di sfida offerto dal gioco dobbiamo mettere in chiaro un paio di cose. Hitman può essere affrontato o sfruttando gli aiuti, ricevendo costantemente indicazioni su cosa fare e utilizzando indicatori chiari sulla mappa, o senza aiuti facendo tutto da soli. Nel primo caso il titolo non offre un livello di sfida particolarmente elevato e, dopo qualche tentativo, si riesce sempre a uccidere il bersaglio. Nel secondo caso invece le cose si fanno estremamente più interessanti e certe volte è veramente difficile capire come proseguire in un determinato piano. 

Modalità e contenuti 

Il primo episodio di Hitman non offre molto in termini di contenuti. Come detto sopra abbiamo le due missioni del prologo più la missione a Parigi, al momento non possiamo nemmeno parlare di una vera e propria trama dal momento che abbiamo pochissimi elementi a nostra disposizione. 

La modalità Escalation invece offre più bersagli da assassinare, con compiti sempre più difficili da portare a termine e sfide sempre più ardue: un piacevole diversivo da quella che potremmo definire come “campagna principale”, speriamo che gli sviluppatori continuino a lavorarci per renderla sempre più interessante. 

Segnaliamo anche la presenza di alcuni “Elusive Targets”, bersagli piuttosto difficili da individuare dal momento che possiamo fare affidamento solo sul nostro intuito e non possiamo utilizzare gli aiuti che il gioco normalmente offre.

La longevità di questo primo episodio è estremamente variabile: per completare tutti i livelli principali almeno un paio di volte ci vogliono in media tre ore, mentre per provare tutti gli approcci possibili in tutte le mappe serve molto più tempo. I livelli creati da IO Interactive sono estremamente rigiocabili ma dopo un po’ le tre mappe potrebbero stancare e ci aspettavamo qualcosa in più in termini di contenuti. E’ vero, ci sono i classici obiettivi e le sfide da portare a termine, ma ci vuole ben altro per tenere un giocatore incollato alla sedia.


Abbiamo apprezzato molto invece la possibilità di portare a termine contratti generati dalla community su bersagli diversi da quelli proposti nelle missioni principali. 

Primo episodio, primi problemi 

Questo primo episodio ha qualche problema dal punto di vista tecnico, le animazioni sono ancora un po’ legnose e la durata di alcuni caricamenti è veramente difficile da capire. L’intelligenza artificiale dei personaggi non giocanti è solo sufficiente dal momento che questi spesso non rispondono come dovrebbero alle nostre azioni. Crediamo che si possa migliorare molto sotto questo aspetto e speriamo che nei prossimi episodi IO Interactive prenda provvedimenti. Sono anche presenti alcuni bug minori legati all’audio e ci sono alcuni problemi col menu di gioco che appare stranamente lento. 

Detto questo dobbiamo comunque sottolineare che non abbiamo incontrato bug particolarmente gravi e, fortunatamente, il gioco non è mai andato in crash. Le ambientazioni presenti come detto poco sopra sono state curate molto, le folle sono sorprendenti e ben realizzate e crediamo che il team abbia fatto un buon lavoro anche con la gestione della luce.

Conclusione

Il primo episodio di Hitman è un buon inizio, ma nulla di più. Le premesse per i prossimi capitoli ci sono tutte e l’ambientazione parigina è splendida, ma i contenuti non sono molti e la longevità offerta ai “giocatori medi” è piuttosto bassa. Il gameplay comunque funziona ed è solido, speriamo che in futuro IO Interactive possa proporre ambientazioni all’altezza di Parigi mantenendo la stessa libertà d’approccio che caratterizza questo primo episodio. Quali saranno le prossime avventure dell’Agente 47?

Ti è piaciuto l'articolo o hai perplessità?
Entra nel nostro gruppo Facebook o sul gruppo Telegram!

Articolo a cura di Redazione Player.it

Account redazionale di Player.it, con questo account verranno proposti editoriali, speciali e post condivisi dall'intera redazione, inoltre, in questo profilo c'è l'intero archivio di articoli di games.it

Dreams: video insegna a creare i personaggi

Tom Clancy’s The Division – Recensione